Mercato immobiliare italiano 2026 in ripresa: compravendite in aumento mentre le locazioni rimangono bloccate
Mercato immobiliare italiano 2026: chi compra, dove e perché
Nei primi mesi del 2026 il mercato immobiliare italiano conferma una fase espansiva, seppur più selettiva. Il 1° Osservatorio sul Mercato Immobiliare di Nomisma, presentato all’UniCredit Tower Hall di Milano, fotografa un settore residenziale in crescita e un comparto locativo ancora molto vivace. L’analisi riguarda l’intero territorio nazionale con focus su 13 mercati intermedi: Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno, Taranto, Trieste e Verona.
La combinazione di domanda solida, tempi di assorbimento più rapidi e accesso al credito ancora favorevole spiega perché, dopo il rimbalzo post‑pandemia, il mattone resti un asset centrale per famiglie e investitori, pur in presenza di tassi più alti.
In sintesi:
- Compravendite residenziali 2025 in crescita del +6,4% in Italia, ciclo espansivo in consolidamento.
- Mutui in aumento: quota acquisti finanziati dal 40,1% al 45,9% tra 2023 e 2025.
- Prezzi in rialzo moderato, domanda più forte sugli immobili meno pregiati e nei mercati intermedi.
- Locazioni oltre 1 milione di contratti, rendimenti lordi residenziali medi pari all’8,4% annuo.
Compravendite, prezzi e locazioni: cosa dicono i numeri Nomisma
Nel 2025 le compravendite residenziali italiane sono salite del +6,4% su base annua, con performance più robuste nei comuni non capoluogo. Nei 13 mercati intermedi monitorati da Nomisma l’aumento è stato del +6,0%, ma in questo caso la crescita è risultata più intensa nei capoluoghi rispetto al resto delle province.
Il credito ha avuto un ruolo decisivo: la quota di acquisti con mutuo è passata dal 40,1% nel 2023 al 41,7% nel 2024, fino al 45,9% nel 2025. La domanda bancaria resta sostenuta, favorita da condizioni di rischio sotto controllo e da una relativa stabilità monetaria, pur con uno spread dei tassi italiani rispetto all’Area Euro salito a 32 punti base, massimo degli ultimi due anni.
Sul fronte prezzi, nei primi mesi del 2026 le abitazioni in ottimo stato crescono del +2,3% annuo, quelle in buono stato del +2,7%. L’accelerazione sugli immobili meno pregiati indica una domanda più sensibile al prezzo e alla sostenibilità della rata. Nei mercati intermedi i tempi medi di vendita sono intorno ai 5 mesi, con uno sconto in trattativa dell’8,6%, valori coerenti con un mercato liquido ma non surriscaldato.
Anche il comparto delle locazioni mantiene un profilo espansivo: nel 2025 superato il milione di contratti, +1,4% sul 2024. I canoni sono saliti del +3,4% medio, trainati da carenza strutturale di offerta nelle città universitarie e nei centri con forte attrattività lavorativa. I tempi per affittare un’abitazione si fermano a 1,6 mesi. Il rendimento lordo residenziale complessivo tocca l’8,4% annuo, somma di un 5,7% da affitto e 2,7% da rivalutazione dei prezzi.
Prospettive 2026: rallentamento fisiologico ma mercato ancora solido
Gli operatori si attendono per il 2026 un’evoluzione ancora positiva, ma meno brillante rispetto al biennio precedente. In assenza di shock economici, la preferenza delle famiglie italiane per l’acquisto rispetto alla locazione dovrebbe continuare a sostenere la domanda, pur con tassi dei mutui più elevati e valori di compravendita già cresciuti.
Nomisma stima per quest’anno un incremento delle compravendite residenziali del +1,8%, fino a circa 780 mila transazioni, livello che viene proiettato come sostanzialmente stabile nel biennio successivo. Il rallentamento è attribuito al venir meno della politica monetaria espansiva e all’ulteriore irrigidimento del costo del denaro, più che a un indebolimento strutturale della domanda.
Per investitori e famiglie il 2026 si profila dunque come un anno di selezione: saranno premiati immobili con buona efficienza energetica, posizionati in contesti urbani dinamici e caratterizzati da canoni o prezzi coerenti con il potere d’acquisto reale.
FAQ
Come sta andando il mercato immobiliare residenziale italiano nel 2026?
Sta proseguendo in fase espansiva, con compravendite in aumento e domanda vivace, ma con ritmi di crescita più moderati rispetto al biennio precedente.
Conviene ancora comprare casa con un mutuo nel 2026?
Sì, conviene soprattutto nel medio-lungo periodo, ma è essenziale confrontare tassi effettivi, durata, rata sul reddito e costi accessori.
Quali città intermedie mostrano i segnali più interessanti nel 2026?
Registrano buone dinamiche mercati come Bergamo, Brescia, , Parma, Trieste e Verona, con domanda sostenuta e tempi di assorbimento contenuti.
Che rendimenti offre oggi l’investimento in abitazioni in affitto?
Offre mediamente un rendimento lordo totale dell’8,4% annuo, composto da circa 5,7% da canoni e 2,7% da rivalutazione.
Da quali fonti sono stati ricavati e rielaborati i dati sull’immobiliare?
Provengono da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.






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