Vinitaly. 4.000 espositori, 100.000 metri quadri, 97.000 operatori da 130 Paesi. Ma il settore ha un problema di governance

—di Umberto Callegari —
Nello stesso settore, negli ultimi tre anni, hanno chiuso 8.858 aziende vinificatrici. Da 38.858 nel 2020 a 30.000 nel 2023. Meno 22,8% in 36 mesi. Fonte ISMEA. Nessun titolo di giornale. Nessuna politica industriale.
I numeri al di là degli stand
L’Italia esporta 21,7 milioni di ettolitri, la Francia 12,9. Eppure la Francia incassa €11,7 miliardi, l’Italia €7,78. Vendiamo il doppio del volume, guadagniamo un terzo in meno. Prezzo medio: €3,74/litro noi, €9,10/litro loro. Fonte OIV, FEVS.
ROIC medio settore 5,3%. WACC 7-9%. La maggioranza del comparto distrugge valore ogni anno che opera. Fonte Mediobanca 2025.
66% patrimonio netto in mani familiari, 4,1% in private equity. In Francia 10-15%. 23% dei leader ha più di 70 anni. Solo il 15% dei passaggi generazionali è pianificato. Fonte Osservatorio AUB Bocconi.
Il vino italiano non ha un problema di prodotto. Ha un problema di struttura del capitale e di governance.
Vinitaly è la vetrina. I bilanci sono lo specchio.
Il settore non si salva con un padiglione in più. Si salva riallocando capitale dalla vigna al brand, professionalizzando il management, aprendo la proprietà a capitale paziente.

𝗔𝘀𝗸𝗲́𝗼𝗻 𝗣𝘂𝗹𝘀𝗲 — 𝗟𝗮 𝗦𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗩𝗶𝗻𝗼 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼
Primo numero della serie “Pulse | Economia Reale”. 29 pagine, framework PE-grade a 12 dimensioni, fonti Mediobanca, UIV, OIV, ISMEA, Bocconi-AIDAF.





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