Assegno unico novembre 2026, pagamento il 19 e 20: le date e quanto potrebbe aumentare dal 2027
Le famiglie che ricevono l’assegno unico per i figli troveranno la rata di novembre sul conto giovedì 19 e venerdì 20 novembre. Sono le date fissate dall’INPS con il messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025 per chi percepisce già la prestazione e non ha comunicato variazioni. Intanto si guarda al 2027, quando importi e soglie Isee saranno aggiornati all’inflazione.

Quando arriva la rata di novembre
Il calendario del 19 e 20 novembre vale per le domande già in pagamento senza modifiche rispetto al mese precedente. Chi ha presentato una nuova domanda riceve di norma la prima rata nell’ultima settimana del mese successivo: per le richieste inviate a ottobre il primo accredito arriverà quindi a fine novembre. Nella stessa finestra vengono pagati i conguagli, a credito o a debito, per chi ha aggiornato l’Isee o modificato il nucleo familiare. La data esatta si controlla nel Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito dell’INPS, con SPID, CIE o CNS, oppure dall’app INPS Mobile.
Quanto vale oggi l’assegno
Per ogni figlio minorenne l’importo 2026 va da un minimo di 58,30 euro al mese, che spetta a chi non presenta l’Isee o supera la soglia più alta, fino a un massimo di 203,80 euro per le famiglie con l’Isee più basso. Alle cifre base si aggiungono le maggiorazioni previste, tra gli altri casi, per i nuclei numerosi, per i figli con disabilità e quando entrambi i genitori lavorano. Come spiegava il nostro pezzo sui pagamenti di ottobre, l’importo effettivo dipende dalla composizione del nucleo e dalla sua situazione economica.
Quanto potrebbe aumentare nel 2027
Ogni anno importi e soglie Isee dell’assegno unico vengono rivalutati in base all’andamento dei prezzi. Il dato ufficiale arriverà con la circolare INPS di inizio anno: le cifre che seguono sono simulazioni basate su un aumento ipotetico del 2,9%, in linea con le stime circolate per la rivalutazione delle pensioni. Per un figlio minorenne l’importo minimo salirebbe da 58,30 a circa 60 euro, con 1,70 euro in più al mese, mentre il massimo passerebbe da 203,80 a circa 209,70 euro, quasi 6 euro in più. Per una famiglia con due figli all’importo massimo l’aumento sarebbe di circa 11,80 euro al mese, poco più di 140 euro l’anno.
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Cosa fare per non perdere soldi
L’importo dipende dall’Isee, che scade il 31 dicembre di ogni anno. Chi non presenta una nuova dichiarazione entro fine febbraio riceve da marzo gli importi minimi; se la presenta entro il 30 giugno ottiene comunque gli arretrati a partire da marzo. Rinnovare l’Isee già a gennaio è quindi il modo più semplice per non vedere ridotta la rata e per beneficiare subito dell’eventuale rivalutazione.
La nuova dichiarazione sostitutiva unica si può presentare da gennaio sul sito dell’INPS, anche nella versione precompilata, oppure gratuitamente tramite un CAF. Una volta rilasciato l’Isee, non serve inviare una nuova domanda di assegno unico: l’INPS aggiorna da solo l’importo sulla base del nuovo indicatore, a condizione che la domanda originaria sia ancora attiva e che non siano cambiati i dati del nucleo, come la nascita di un figlio o una separazione, da comunicare con l’apposita variazione.
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