Caregiver, le associazioni criticano requisiti e tutele del ddl
La notizia in sintesi
- Il disegno di legge sui caregiver, approvato dalla Camera il 14 ottobre 2026, è all’esame del Senato.
- Previsti quattro profili assistenziali e un contributo massimo di 1.200 euro trimestrali, subordinato a requisiti stringenti.
- Le associazioni contestano criteri di accesso, risorse e carenze nelle tutele previdenziali.
- I nuovi benefici non sono operativi: servono l’approvazione definitiva e le successive disposizioni applicative.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Caregiver familiari, il disegno di legge passa al Senato: cosa prevede
Il disegno di legge sui caregiver familiari, approvato dalla Camera il 14 ottobre 2026, è all’esame del Senato per introdurre una disciplina nazionale del riconoscimento e del sostegno a chi assiste familiari con disabilità o non autosufficienti. Il testo distingue quattro profili assistenziali e prevede, dal 2027, un contributo economico subordinato a requisiti specifici. Le misure non sono ancora operative e potranno cambiare durante l’iter parlamentare.
Cittadinanzattiva, Carer ETS e ANFFAS riconoscono l’importanza del percorso, ma contestano diversi aspetti delle tutele proposte. Il confronto riguarda soprattutto accesso ai benefici, risorse disponibili e conseguenze dell’assistenza sulla vita lavorativa.
Quattro profili e contributo fino a 1.200 euro: requisiti e limiti
Il caregiver, destinatario del contributo, nella configurazione più ampia deve convivere con la persona assistita e garantire almeno 91 ore settimanali di cura. Gli altri profili comprendono conviventi con almeno 30 ore, non conviventi con almeno 30 ore e caregiver impegnati da 10 a meno di 30 ore settimanali. La classificazione determina quindi differenze nell’accesso alle misure.
Per il sostegno economico occorrerebbe inoltre non lavorare oppure percepire un reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi annui. L’ISEE familiare non dovrebbe superare 25.000 euro, soglia innalzata dalla Camera rispetto ai 15.000 euro iniziali. Il massimo previsto è di 1.200 euro trimestrali, ma l’importo effettivo dipenderebbe dalle risorse, dai beneficiari e dai criteri normativi.
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Oltre 15.000 euro di ISEE il contributo diminuirebbe progressivamente; non sarebbero erogate somme trimestrali pari o inferiori a 30 euro. Loredana Ligabue, segretaria di Carer ETS, segnala il rischio di sostenere soprattutto la fragilità economica senza riconoscere pienamente il lavoro di cura. Cittadinanzattiva richiama invece il peso dell’assistenza non convivente, mentre ANFFAS giudica troppo restrittivi i requisiti economici previsti dal testo approvato.
Pensioni e servizi territoriali: le tutele ancora da definire
Il confronto al Senato riguarda anche gli effetti dell’assistenza sulle pensioni: ANFFAS chiede contribuzione figurativa e possibilità di pensionamento anticipato, con adeguate coperture finanziarie. Il testo contempla sostegno psicologico, formazione e sostituzione temporanea del caregiver, ma diversi interventi dipendono dai percorsi assistenziali e dalle risorse territoriali. La loro previsione normativa non assicura quindi un accesso uniforme nel Paese.
L’efficacia delle tutele dipenderà anche dalla disponibilità concreta dei servizi, senza sostituire gli interventi esistenti né comprimere l’autodeterminazione della persona con disabilità.
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