Fotovoltaico e comunità energetiche, il bando di Varese esaurisce le risorse in un giorno
La Camera di Commercio aveva stanziato 280 mila euro per sostenere gli investimenti delle PMI. Lo sportello è stato chiuso anticipatamente per l’elevato numero di richieste
Il bando promosso dalla Camera di Commercio di Varese per sostenere l’installazione e l’ampliamento degli impianti fotovoltaici ha incontrato una domanda molto superiore alle disponibilità. Sebbene il termine formale fosse fissato all’11 dicembre 2026, lo sportello è stato chiuso già il 13 ottobre, il giorno successivo all’apertura, dopo che le richieste presentate hanno superato le risorse stanziate. La chiusura anticipata è stata disposta con la determinazione n. 303 del 12 ottobre.

Il risultato conferma quanto l’autoproduzione energetica sia diventata una priorità per le imprese, esposte alla volatilità dei prezzi e alla necessità di ridurre i costi strutturali. Il bando disponeva di una dotazione complessiva di 280 mila euro e prevedeva contributi a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20 mila euro. L’investimento minimo richiesto era di 8 mila euro, mentre le spese potevano essere sostenute tra il 14 luglio 2026 e il 31 dicembre 2027.
Erano ammesse le micro, piccole e medie imprese con sede o unità operativa interessata dall’intervento nella provincia di Varese. L’agevolazione copriva progettazione, acquisto, installazione e ampliamento degli impianti fotovoltaici. Era prevista inoltre una premialità, entro il limite massimo del contributo, per aziende dotate del rating di legalità o della certificazione per la parità di genere, per imprese femminili e giovanili e per beneficiari di precedenti misure camerali sulla sostenibilità.
L’iniziativa non puntava esclusivamente all’installazione dei pannelli. Il disegno più ampio era favorire l’ingresso delle imprese nelle Comunità Energetiche Rinnovabili, attraverso le quali produttori e consumatori condividono virtualmente l’energia generata localmente, beneficiando dei meccanismi incentivanti riconosciuti dal GSE. La partecipazione a una CER può aumentare il valore economico dell’impianto, ma richiede un corretto dimensionamento, la compatibilità con la configurazione territoriale e un equilibrio tra produzione e consumi.
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Il tema era stato approfondito nel convegno “L’energia che unisce il territorio”, organizzato dalla Camera di Commercio insieme all’Associazione Malpensa Insubria CER. Tra i professionisti intervenuti figuravano Davide Chiaroni, cofondatore di Energy & Strategy del Politecnico di Milano; Paolo Zangheri dell’ENEA; Piergabriele Andreoli, direttore generale dell’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile; e Maurizio Melis, giornalista specializzato nei temi energetici e conduttore di Radio 24.
Melis ha sintetizzato il nodo economico ricordando che «l’energia rinnovabile, se la usi bene, costa pochissimo». Il punto è la gestione intelligente dei consumi: un impianto diventa più conveniente quando l’impresa riesce a utilizzare direttamente l’energia prodotta o a condividerla nelle ore in cui è disponibile.
Secondo Anna Deligios, segretaria generale della Camera di Commercio, «l’indipendenza energetica è il vero motore della competitività aziendale». Un’affermazione sostenuta dai dati territoriali: oltre due terzi delle aziende varesine considerano l’aumento dei costi di energia e materie prime uno dei rischi principali, con punte vicine al 73% nell’industria e nel commercio. L’autoproduzione copre ancora soltanto il 15% circa dei consumi dell’industria, il 14,7% dell’artigianato e meno del 6% nel commercio e nei servizi.
Anche Andrea Gatti, presidente dell’Associazione Malpensa Insubria CER, ha richiamato l’importanza del coinvolgimento di imprese, amministrazioni e cittadini. Una comunità energetica non è infatti un semplice insieme di impianti: funziona quando i partecipanti conoscono i propri consumi e li coordinano con la produzione disponibile.
Nel Varesotto risultano già attive 15 CER. L’esaurimento immediato del bando segnala però che le risorse disponibili erano contenute rispetto alla domanda potenziale. Per le imprese rimaste escluse diventa quindi importante seguire eventuali rifinanziamenti o riaperture e valutare parallelamente altri strumenti nazionali e regionali. Prima di investire è comunque consigliabile predisporre una diagnosi dei consumi, verificare la capacità della copertura, simulare l’autoconsumo e controllare con un tecnico ed eventualmente un energy manager la cumulabilità degli incentivi.
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