Governo approva lo schema del Codice della strada: novità non operative

La notizia in sintesi
- Il Governo ha approvato lo schema preliminare del nuovo Codice della strada: le modifiche non sono ancora operative.
- Previsti rinnovi decennali delle patenti del gruppo 1 fino a 65 anni e documenti esibibili in digitale.
- Le multe per eccesso di velocità sarebbero calcolate sui chilometri orari oltre il limite.
- Eliminati l’obbligo di PEC e le limitazioni automatiche alla guida per gli automobilisti con più di 85 anni.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Nuovo Codice della strada, primo via libera: cosa prevede la riforma
Il nuovo Codice della strada ha ottenuto l’approvazione preliminare del Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026. Lo schema, proposto dal ministro Matteo Salvini e approdato a Palazzo Chigi, punta a sostituire il codice del 1992, riordinando in Italia sicurezza, documenti e sanzioni. Le modifiche riguardano automobilisti, motociclisti, pedoni e imprese di trasporto, ma non sono ancora operative.
Prima dell’approvazione definitiva occorrono i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e delle commissioni parlamentari. La riforma combina digitalizzazione e tutela degli utenti vulnerabili con una revisione delle multe. Per chi guida, le novità più rilevanti interessano rinnovi della patente, controlli e assicurazione obbligatoria.
Patenti, documenti e multe: le modifiche previste nello schema
Per le patenti del gruppo 1, comprese quelle per motocicli e automobili, lo schema sposta da 50 a 65 anni la soglia del rinnovo ogni dieci anni: non elimina quindi i rinnovi, ma prolunga l’intervallo rispetto alla cadenza quinquennale. Patente e carta di circolazione potranno essere esibite digitalmente; sono invece usciti dal testo l’obbligo di PEC e le limitazioni automatiche alla guida per gli over 85. Per l’eccesso di velocità, l’importo della multa crescerebbe in proporzione ai chilometri orari oltre il limite, mentre resterebbero fasce specifiche per punti e sanzioni accessorie.
Secondo gli importi illustrati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i minimi di 26 e 42 euro scenderebbero rispettivamente a 25 e 40 euro, quelli di 83 e 87 euro a 80. Per le violazioni accertate a distanza, il termine di notifica passerebbe da 90 a 45 giorni, con controlli estesi anche alla precedenza negata a pedoni e ciclisti sugli attraversamenti. Sui veicoli senza assicurazione, dopo l’avviso ministeriale il proprietario avrebbe 30 giorni per regolarizzarsi o documentare un esonero: senza riscontro scatterebbe il divieto di marcia a tempo indeterminato.
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Richiami e incidenti: le conseguenze per proprietari e flotte
La riforma inciderebbe anche sulla gestione dei veicoli, come evidenzia Barbara Weisz su PMI.it: i richiami del costruttore dovrebbero essere eseguiti entro ventiquattro mesi, pena l’impossibilità di effettuare revisione e passaggio di proprietà. Nei giudizi risarcitori diventerebbero utilizzabili come prova fotografie e video realizzati dalle parti sul luogo del sinistro e nell’immediatezza dei fatti. Per proprietari e flotte aziendali, manutenzione documentata e raccolta delle immagini assumerebbero quindi maggiore peso, subordinatamente al completamento dell’iter legislativo.
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