L’Ordine dei Giornalisti denuncia la revoca dei visti d’ingresso a Israele per due croniste italiane

La notizia in sintesi
- L’Ordine dei giornalisti denuncia la revoca di visti e permessi a Martina Stefanoni e Serena Bilanceri.
- La nota del 15 ottobre 2026 chiede l’apertura di Gaza alla stampa internazionale.
- Il Comitato sollecita l’intervento del ministro degli Esteri e della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
- Il documento richiama le parole del presidente Mattarella sulla devastazione a Gaza e sui territori palestinesi.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Gaza e libertà di stampa: l’appello dell’Ordine dei giornalisti
Il Comitato Esecutivo nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in una nota pubblicata il 15 ottobre 2026, chiede di aprire Gaza ai cronisti esteri e denuncia la revoca del visto d’ingresso in Israele e dei permessi di lavoro a Martina Stefanoni e Serena Bilanceri. La prima è giornalista di Radio Popolare, la seconda è corrispondente del quotidiano TAZ di Berlino. L’organismo definisce il provvedimento una grave limitazione della libertà di stampa e sollecita il ministro degli Esteri e la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola a intervenire, per garantire l’attività dei giornalisti italiani e il rispetto dei principi internazionali sulla libertà d’informazione.
Accesso alla Striscia e revoche: le contestazioni del Comitato
Secondo il Comitato, la revoca dei documenti alle due giornaliste esprime la volontà del governo israeliano di distinguere i cronisti tra “buoni” e “cattivi”. La nota giudica questa selezione incompatibile con una democrazia e collega i due casi al problema dell’accesso alla Striscia di Gaza. L’organismo afferma che da tre anni l’ingresso è negato alla stampa internazionale, salvo alcune troupe strettamente al seguito dell’esercito: un’eccezione che, nella denuncia, non equivale alla possibilità di operare autonomamente sul territorio.
Il documento richiama anche le parole del presidente Mattarella: “Le operazioni militari condotte dalle forze israeliane a Gaza hanno provocato una devastazione umana e materiale di intollerabile gravità. Allo stesso tempo è inaccettabile il processo di erosione di territori attribuiti all’Autorità Nazionale Palestinese.” Il richiamo affianca alla richiesta di tutela delle due professioniste la denuncia delle condizioni di accesso per i cronisti esteri, distinguendo così la possibilità di lavorare in Israele da quella di entrare a Gaza. Sono due ambiti diversi dell’appello: da una parte i visti e i permessi revocati, dall’altra l’apertura della Striscia a un’informazione indipendente dalla presenza militare.
Le richieste alle istituzioni italiane ed europee
L’appello individua due interlocutori istituzionali: al Ministro degli Esteri chiede di attivarsi per garantire l’agibilità dei giornalisti italiani e il rispetto della libertà di stampa. A Roberta Metsola domanda invece di far sentire la voce delle istituzioni comunitarie a sostegno di un’informazione libera e indipendente. Il seguito richiesto è quindi un intervento su entrambi i livelli, italiano ed europeo; la nota non indica però misure operative, scadenze o risposte già ricevute dalle autorità chiamate in causa.
Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza












VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green