Landini annuncia lo sciopero generale del 20 novembre: salari, welfare e manovra al centro della protesta
La Cgil prepara una mobilitazione nazionale in coincidenza con lo sciopero europeo degli studenti. Contestati precarietà, politica fiscale e aumento della spesa militare. Modalità e settori coinvolti devono ancora essere formalizzati

La Cgil proclamerà uno sciopero generale per venerdì 20 novembre 2026. L’annuncio è arrivato dal segretario generale Maurizio Landini al termine della manifestazione nazionale “La Via Maestra”, che il 17 ottobre ha portato a Roma lavoratori, pensionati, studenti e rappresentanti di oltre cento associazioni. Secondo gli organizzatori, al corteo da piazza della Repubblica a piazza del Popolo hanno partecipato più di 100mila persone.
«Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale in questo Paese», ha dichiarato Landini, presentando la mobilitazione come una risposta alla precarietà, ai bassi salari e alla riduzione dei diritti, ma anche come uno strumento per rimettere al centro lavoro e giustizia sociale. La data coincide con lo sciopero europeo degli studenti, elemento che attribuisce all’iniziativa una forte connotazione intergenerazionale.
Le ragioni dello sciopero
La protesta è rivolta principalmente contro le scelte della prossima legge di Bilancio. La piattaforma avanzata dalla Cgil e dalla rete La Via Maestra comprende:
- aumento di salari e pensioni e contrasto ai contratti precari;
- riduzione della pressione fiscale sul lavoro;
- maggiore progressività delle imposte e interventi su extraprofitti, rendite e grandi patrimoni;
- rafforzamento della sanità e dell’istruzione pubbliche;
- assunzioni nei servizi pubblici e riduzione delle liste d’attesa;
- politiche per la casa e gli affitti;
- investimenti industriali collegati alla transizione ecologica;
- opposizione all’incremento della spesa militare.
Landini ha rilanciato anche l’ipotesi di un contributo di solidarietà dell’1% sui patrimoni netti superiori a 2 milioni di euro, sostenendo che potrebbe generare 25 miliardi da destinare a sanità, scuola e politiche abitative. Si tratta, al momento, di una proposta sindacale: aliquota, base imponibile e gettito richiederebbero una verifica tecnica prima di poter essere tradotti in una misura fiscale.
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Particolarmente duro il giudizio sul riarmo. La Cgil contesta la destinazione di maggiori risorse alla difesa e propone di elevare la spesa sanitaria pubblica al 7,5% del Pil e quella per l’istruzione al 5%.
Una mobilitazione anche politica
Alla manifestazione erano presenti Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. La partecipazione dei leader dell’opposizione ha dato all’appuntamento una valenza politica più ampia, collegando le rivendicazioni sindacali al tentativo di costruire un’alternativa comune al governo Meloni. La proclamazione dello sciopero segna così un ulteriore irrigidimento del confronto tra la Cgil e l’esecutivo sulla manovra.
Trasporti, scuola e sanità: dettagli ancora da attendere
L’annuncio di Landini rappresenta l’avvio politico della mobilitazione, ma non sono ancora disponibili la proclamazione formale della Cgil, la durata dell’astensione e l’elenco definitivo dei comparti coinvolti. Orari e fasce di garanzia dovranno essere definiti attraverso le procedure previste per trasporti, sanità, scuola e altri servizi pubblici essenziali.
Nel calendario del ministero delle Infrastrutture risulta già un’agitazione ferroviaria distinta, indetta da Cub Trasporti e Sgb Ferrovie, dalle 21 del 20 novembre alle 20 del giorno successivo, con iniziative anche nel trasporto pubblico locale il 21 novembre. Non va però confusa con lo sciopero generale annunciato dalla Cgil.
Al momento, quindi, è confermata la data politica del 20 novembre, ma non ancora l’effettiva articolazione dell’astensione dal lavoro. Per conoscere ripercussioni su treni, mezzi urbani, voli, scuole, uffici e strutture sanitarie sarà necessario attendere gli atti ufficiali e le comunicazioni delle singole categorie.
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