Petrolio ancora giù. Occhi puntati su Vienna

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Brent e Wti scendono sotto i 49 dollari. Nella riunione dell’Opec di domani ben pochi si aspettano una revisione al ribasso della produzione

La riconquista di quota 50 dollari al barile, una manciata di giorni fa, aveva alimentato la speranza che l’agonia del petrolio fosse giunta alla fine e che la risalita dei prezzi potesse assumere un carattere stabile.

Invece in questa settimana le quotazioni del greggio sono ritornate a scendere nonostante ci si trovi alla vigilia di una importante riunione dell’Opec, in calendario giovedì 2 giugno a Vienna.

La fiducia dei mercati circa una possibile revisione, in quell’occasione, dei tetti produttivi sembra essere tendente a zero.
Il fallimento di un precedente tentativo, al vertice di Doha in aprile, è rimasto scolpito nella memoria di operatori e investitori.

Dunque, oggi il contratto future di luglio sul Wti Light Crude amercano scambia a 48,1 dollari al barile (-2,04%) mentre il greggio Brent del Mare del Nord cede l’1,90% a 48,94 dollari.

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