Perché le obbligazioni IG americane sono ancora interessanti

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Dopo un ottimo anno per i detentori di bond investment grade americani, gli investitori si ritrovano oggi spread più ristretti e rendimenti complessivi inferiori, e si guardano intorno chiedendosi da dove arriveranno i ritorni nel 2020. L’indice Bloomberg Barclays IG Credit ha reso il 13,8% nel 2019, mentre adesso rende 130 punti base in meno rispetto a solo un anno fa (si è passati dal 4,09% del 2019 all’attuale 2,79%). A questo punto sembrerebbe naturale uscire da questa asset class, non essendoci più molto da aspettarsi da ora in avanti, e molti investitori hanno fatto proprio questo, riducendo la loro allocazione sul credito IG. Tuttavia, esaminando più da vicino i fondamentali societari sottostanti e i fattori tecnici favorevoli, pensiamo che possa essere il caso di attendere ancora, in un anno in cui la caccia ai rendimenti continuerà.

Mentre i fondamentali nell’ambito del credito societario sono rimasti forti nell’ultimo anno, il più grande cambiamento ha avuto luogo dal lato tecnico del mercato, con le banche centrali che continuano a iniettare liquidità nei mercati nel tentativo di aumentare le aspettative di inflazione. Il solo bilancio della Fed è aumentato di oltre 400 miliardi di dollari negli ultimi sei mesi, un aumento di liquidità che sicuramente ha rappresentato un vento a favore per il mondo del credito IG. Allo stesso tempo, le banche centrali globali hanno continuato a ridurre i tassi di interesse con 62 tagli complessivi negli ultimi 12 mesi. Ciò ha portato la quantità di obbligazioni a rendimento negativo nel mondo oltre i 13 trilioni di dollari, una situazione che costringe gli investitori a cercare situazioni favorevoli altrove. Così, mentre l’indice IG Credit mostra un rendimento del 2,79% che per molti negli USA può sembrare irrisorio, la realtà è che il credito IG USA offre ancora un ottimo rapporto rischio/rendimento se visto nel contesto dei rendimenti globali. A nostro avviso, i consistenti flussi in entrata già osservati nel 2020 confermano come la domanda globale per questa asset class continui a essere molto forte.

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Quest’anno è prevista un’offerta di credito IG superiore al trilione di dollari. Sembra una cifra sufficiente a soddisfare la domanda globale, ma è davvero così? Mentre si prevede che l’offerta lorda di credito IG diminuirà leggermente quest’anno, l’offerta netta sarà quasi del 40% inferiore rispetto al 2019, ovvero il dato più basso del decennio, creando così l’opportunità per l’ennesima spinta “tecnica” al mercato IG. Riteniamo che ciò sia dovuto al gran numero di titoli che arriveranno a scadenza quest’anno, che gli investitori probabilmente rinvestiranno ancora nel credito IG, dati i fondamentali solidi e la mancanza di alternative di investimento valide.

Il team di Western Asset utilizza una filosofia di investimento di tipo bottom-up incentrata sui fondamentali. Per questo iniziamo sempre con l’analisi fondamentale di qualsiasi tema di investimento. In anni come questi, in cui i fondamentali continuano a essere forti e stabili, consigliamo agli investitori di analizzare meglio i fattori tecnici, prima di abbandonare la partita del credito IG USA.

Kurt Halvorson Avatar

Portfolio Manager
Western Asset Management (Gruppo Legg Mason)

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