E’ sell off sui mercati azionari nonostante la Fed, e comunque non a causa della Fed

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La Fed ha agito ancora più da colomba di quanto previsto. I dettagli contano poco. Il commento del presidente Powell il quale ha affermato che la Fed “non sta nemmeno ipotizzando di pensare di alzare i tassi” ha rafforzato il messaggio che i tassi di interesse probabilmente rimarranno vicini allo zero almeno fino alla fine del 2022. Il Presidente si è mostrato riluttante ad approfondire gli strumenti ancora a disposizione e ad affrontare argomenti specifici come il tema del controllo della curva dei rendimenti. Ha invece lanciato un messaggio molto chiaro, ovvero che la banca centrale avrebbe “fatto tutto il possibile per tutto il tempo necessario”.

L’impatto sui mercati del reddito fisso e delle valute è stato abbastanza ortodosso, con il dollaro USA che continuava ad assecondare la sua recente tendenza al ribasso. Le azioni invece hanno risposto in maniera più scettica alla Fed, con il sell off di quattro stock su cinque dello S&P durante la sessione statunitense e una debolezza su larga scala che si è estesa ai mercati asiatici ed europei.

Le azioni stanno subendo sell-off nonostante la Fed, e comunque non a causa della Fed. Il sentiment del mercato è salito di pari passo con il recente rally dell’azionario e, al momento, alcune forme di attività speculativa appaiono tra le più alte che si siano viste da anni. Questa settimana è iniziata con una serie di indicatori tattici chiave che avvertivano che il sentiment del mercato azionario si stava surriscaldando, evidenziando che gli investitori sul fronte dell’equity stanno pattinando su un ghiaccio sempre più sottile.

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I prezzi di oggi confermano il nostro sospetto, ovvero l’idea che i mercati azionari abbiano già prezzato molte delle buone notizie sul fronte politico. L’impennata dei titoli ciclici delle ultime settimane suggerisce che anche gli scenari più costruttivi sulla prospettiva economica sono stati presi in considerazione nell’azionario globale. Se da un lato, in una certa misura, ciò riflette un emergente cambiamento ottimistico del consensus sul coronavirus, dall’altro le opinioni in questo caso rimangono fragili e potrebbero rapidamente spostarsi molto in entrambe le direzioni. I pareri predominanti sulla pandemia di COVID-19 sono migliorati negli ultimi mesi, ma siamo ancora cauti considerando che i tassi di contagi in molti Paesi degli Stati Uniti continuano a salire. Il sentiment degli investitori sul coronavirus sembra poter determinare il prossimo grande movimento dei mercati e se il recente pullback sia solo una parentesi o l’inizio di un arretramento più consistente.

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