USA, non sarà un’elezione ad arginare l’onda ESG

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Molti esperti sostengono che la crescita dell’ESG e della sostenibilità negli Stati Uniti dipenderà dall’esito delle prossime elezioni americane, ma noi non ne siamo convinti.

L’attuale amministrazione USA ha mostrato un atteggiamento diffidente nei confronti dei temi ESG, con un sostegno limitato agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU e una continua spinta alla deregolamentazione, in particolare per quanto riguarda le considerazioni sul clima.

Eppure la presidenza di Donald Trump ha coinciso con un aumento del patrimonio ESG in gestione negli Stati Uniti. Secondo un recente studio di Broadridge Data and Analytics, nel solo 2019 i flussi netti degli USA verso fondi responsabili a lungo termine sono quadruplicati a 20 miliardi di dollari. Nella prima metà del 2020 sono poi ulteriormente aumentati fino a raggiungere 21 miliardi di dollari. In effetti, se gli attuali tassi di crescita persisteranno, Broadridge stima che gli asset ESG negli Stati Uniti raggiungeranno i 300 miliardi di dollari entro la fine del 2021.

 

Quindi, anche se Trump dovesse vincere un secondo mandato, non pensiamo che l’interesse del pubblico per l’ESG diminuirà. Il mutamento di approccio, in atto a livello globale, riguardo alle questioni ESG non ha limiti geografici o politici.

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Le pressioni da parte degli asset owner, preoccupati per l’impatto a lungo termine di questioni come il cambiamento climatico e la disuguaglianza economica, continuerà a sostenere la spinta verso i prodotti d’investimento ESG. Gli asset manager stanno anche tenendo d’occhio l’imminente trasferimento di 30 mila miliardi di dollari di asset dai baby boomer ai Millenial, i quali affermano di voler investire in conformità con i requisiti ESG.

Sebbene il sostegno da parte degli investitori rimarrà a prescindere dal risultato delle elezioni, la spinta delle politiche federali US sarà diversa a seconda di chi ricoprirà la carica di Presidente nei prossimi quattro anni:

Vince Trump: Nonostante la richiesta, da parte degli esperti, di nuovi requisiti di trasparenza sull’ESG e sulla corporate governance, incluso l’Investor Advisory Committee della SEC, sarà difficile vedere nuove politiche pro-ESG durante il secondo mandato Trump. In effetti, il governo potrebbe creare nuove normative che scoraggiano i gestori di fondi dall’investire in prodotti ESG, tra cui l’adozione della norma proposta dal Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti che renderebbe più difficile l’inclusione dei fondi ESG nei piani pensionistici e 401(k).

Vince Biden: La presidenza di Biden darà un ulteriore slancio al già forte cambiamento ESG. Sotto un governo Biden, si accelererà l’evoluzione del mercato degli investimenti ESG. L’ex vicepresidente sostiene i nuovi standard di corporate governance e la creazione di requisiti obbligatori di trasparenza.

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Con la spinta di una presidenza Biden, assisteremmo a una maggiore pressione per standardizzare i requisiti di disclosure da parte di emittenti e asset manager. Ci attendiamo anche maggiori requisiti di trasparenza per quanto riguarda l’impatto ambientale delle aziende pubbliche, dal momento che Biden ha introdotto un piano da 2.000 miliardi di dollari per affrontare il cambiamento climatico e impegnarsi ad ottenere emissioni zero attraverso la transizione green delle fonti energetiche, delle infrastrutture, dei trasporti, dell’agricoltura e altro ancora. Infine, ci aspettiamo che un governo Biden rafforzi il contributo del Paese agli SDG nel prossimo decennio, riaffermando la leadership degli Stati Uniti in questo campo. È probabile che Biden faccia rientrare il Paese negli Accordi di Parigi sul clima e rafforzi l’adesione ai principi guida dell’ONU in materia di imprese e diritti umani.

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