Si è sbloccato l’accordo di finanziamento UE?

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Polonia e Ungheria hanno raggiunto un accordo provvisorio con la presidenza tedesca dell’UE sulle disposizioni relative al rispetto dello stato di diritto. Sebbene sia soggetto all’approvazione del Consiglio di questa settimana, l’accordo sblocca il bilancio UE e il Recovery Fund da 1,8 trilioni di euro.

Si apre la strada per un accordo sulle finanze UE

Secondo fonti ufficiali, la Polonia e l’Ungheria hanno raggiunto un accordo provvisorio con la Presidenza tedesca dell’UE sul pacchetto finanziario da 1,8 trilioni di euro, costituito dal bilancio UE e dal Recovery Fund. Ricapitolando, Polonia e Ungheria avevano proposto di porre il veto al pacchetto finanziario UE, nel tentativo di annacquare le disposizioni che vincolavano l’utilizzo del Recovery Fund al rispetto dello stato di diritto e degli standard democratici. In risposta, per ridurre al minimo qualsiasi ritardo nel flusso dei fondi, l’UE aveva proposto di erogare il Recovery Fund attraverso un meccanismo di finanziamento a 25 Paesi, che nel tempo avrebbe privato l’Ungheria e la Polonia di una percentuale di finanziamenti di circa il 14% e il 12%, rispetto al PIL 2019. Oggi sembra invece che i due Paesi abbiano ritirato la loro minaccia di veto in cambio di alcune rassicurazioni sull’uso delle disposizioni relative allo stato di diritto.

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Riteniamo che le disposizioni dello stato di diritto rimangano in vigore

Sebbene non siano ancora stati pubblicati i dettagli, la Cancelliera tedesca Merkel e diversi governi UE hanno chiarito che le disposizioni dello stato di diritto concordate nel corso del Consiglio europeo di luglio devono rimanere. Pensiamo quindi che il compromesso che (probabilmente) sta alla base dell’accordo odierno sia una dichiarazione di carattere politico, ponendo dei limiti all’uso dei fondi che, ad esempio, si applicano solo alle spese a partire dal 2021, richiedendo un chiaro collegamento tra presunte violazioni dello stato di diritto e un cattivo uso dei fondi.

Gli esborsi legati al Recovery Fund restano in piedi

Questo compromesso necessita ora del sostegno da parte dei restanti membri dell’UE al Consiglio. A condizione che l’accordo si basi ancora sull’accordo raggiunto a luglio, crediamo che tale sostegno sarà imminente, aprendo la strada all’approvazione del bilancio UE e del Recovery Fund da parte dei parlamenti nazionali ad inizio 2021. Sebbene vi possa essere un piccolo ritardo nel bilancio UE e nell’implementazione del Recovery Fund, questo dovrebbe evitare qualsiasi ritardo nell’erogazione di quest’ultimo, prevista a partire dalla metà del 2021.

Polonia e Ungheria raggiungono un compromesso

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Le informazioni provenienti dalle autorità polacche e ungheresi hanno confermato oggi che i due paesi hanno raggiunto un accordo di compromesso, accettando la condizionalità legate al rispetto dello stato di diritto, ma ponendo dei vincoli al suo utilizzo. Sebbene non sia ancora ufficiale, l’emittente polacca RMF FM ha pubblicato dei dettagli che suggeriscono che il campo di applicazione della condizionalità legata allo stato di diritto sarà ristretta alla protezione del bilancio UE contro l’uso improprio dei fondi, e che entrerà in vigore solo dopo che la Corte di giustizia europea avrà confermato che la condizionalità è conforme ai trattati: procedura che potrebbe richiedere un paio d’anni. Inoltre ci sarà un freno d’emergenza, secondo cui i Paesi che hanno violato lo stato di diritto potranno sollevare la questione nel corso di una riunione del Consiglio europeo, anche se la decisione finale sarà comunque presa dal Consiglio a maggioranza qualificata.

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