Pandemia e situazione geopolitica: come cambia la gestione del rischio di credito

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In questi ultimi due anni la situazione pandemica e l’attuale tensione geopolitica hanno avuto un importante impatto sulle imprese, causando un netto rallentamento dell’economia nazionale. In uno scenario così complesso si è imposta la necessità anche per  le aziende di ripensare i propri modelli organizzativi, le strategie di gestione dei propri crediti e il rischio a loro connesso.

Ne abbiamo parlato con Girolamo Lafiosca, Responsabile Divisione Crediti di ASSITECA, il più grande Gruppo italiano nella gestione dei rischi d’impresa e nel brokeraggio assicurativo.

Quale è stato l’impatto della pandemia sulla gestione dei crediti commerciali da parte delle imprese?

L’impatto del Covid è stato importante: sino a due anni fa quasi nessuno aveva valutato concretamente la possibilità di un evento su larga scala come la pandemia e la portata delle sue conseguenze; il blocco dei mercati ha, infatti, influenzato qualsiasi settore nella vendita in ambito industriale, imponendo un ripensamento di tutte le logiche che fino a quel momento avevano guidato aziende e organizzazioni nella gestione degli scambi commerciali.

Se ci si poteva aspettare inizialmente una crisi del credito imminente, a causa di un effetto domino di chiusure, pagamenti rimandati e potenziali insolvenze, bisogna, però, sottolineare che non è stato così. Il mercato, infatti, si è auto tutelato: le aziende hanno gestito il lockdown mantenendo fede – ove possibile – a impegni e accordi con fornitori e clienti. Sicuramente c’è stato un rallentamento della crescita e in alcuni settori – come l’HoReCa – le aziende hanno registrato un’erosione delle marginalità e cali di fatturato fino al 60%. Sin da subito, però, le organizzazioni si sono messe a lavoro per affrontare, in primo luogo, la fase di chiusura e, successivamente, per riorganizzare la riapertura e la ripresa delle attività.

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Le imprese stanno sicuramente uscendo da uno scenario così complesso con una lezione molto importante: hanno capito che devono mettere in conto gli eventi imprevedibili, sviluppando una capacità di reazione ad essi; questo, però, impone di implementare una nuova strategia per muoversi in un mercato così dinamico, tenendo conto anche della fluttuazione delle marginalità. Per questo ASSITECA ha iniziato a ragionare, insieme alle imprese, sul principio di business continuity del credito: ossia su una modalità di gestione che tiene conto delle situazioni non prevedibili ed è in grado di mantenere una continuità aziendale anche in queste fasi. Attualmente stiamo lavorando per rafforzare ulteriormente i prodotti specifici pensati per gestire scenari così dinamici, con un approccio totalmente diverso, sia sul ciclo attivo, sia su quello passivo.

Quale è e quale sarà l’impatto dell’attuale scenario geopolitico, anche tenendo conto della crisi energetica in atto?

Se la pandemia è stata una crisi sanitaria, che ha accomunato tutti gli Stati con un problema e una missione condivisa, l’attuale conflitto bellico sta, invece, ridefinendo l’ordine geopolitico, le relazioni internazionali con inevitabili ricadute sulle economie di tutto il mondo.

La guerra sta infatti cambiando le politiche dei prezzi con un impatto sul consumo quotidiano, causando anche il problema dell’inflazione e le marginalità sempre più ridotte per le imprese; i rincari delle materie prime e i blocchi di approvvigionamento per alcuni Stati hanno portato, inoltre, a veri e propri stop di produzione imponendo agli economisti di rivedere le stime ottimistiche inizialmente previste per il 2022-2023.

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Per quanto riguarda il ciclo passivo le aziende devono, in primo luogo, diversificare le fonti di approvvigionamento, implementare una vera e propria strategia geopolitica, pianificando da quali Paesi importare le materie prime, e – infine – gestire gli aspetti di contrattualistica internazionale, prestando attenzione ai concetti di “necessità”  e“forza maggiore”, sino ad ora non evidenziati nei  contratti di scambio di materie prime. Inoltre, posizionarsi sul mercato internazionale con un rating positivo è sempre più importante per attrarre player strategici. Nel ciclo attivo le aziende, oltre a rivedere i processi di gestione del credito, stanno ridefinendo le relazioni con la propria clientela e la contrattualistica di vendita.

In questo scenario a cavallo tra pandemia e crisi geopolitica come possono tutelarsi le aziende e gestire il rischio di credito commerciale?

Come anticipavo le imprese dovranno rivedere le procedure gestionali, ridefinendo le regole di ingaggio dei nuovi clienti e la strategia di crescita per lo sbocco commerciale in  nuovi mercati, tenendo conto anche della capacità di reazione dei consumatori, alla luce di un’inevitabile contrazione dei consumi.

Assiteca sta lavorando quotidianamente accanto alle aziende per cercare di capire quali saranno le conseguenze di breve e medio periodo di questa situazione e per definire delle strategie in grado di esternalizzare determinati rischi, tra cui il rischio credito, lavorando su più livelli, attraverso: coperture tradizionali, nuove tipologie di coperture e soluzioni focalizzate sui singoli  rischi.

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Di fronte a un mutamento di scenario anche l’approccio al rischio sta, quindi, evolvendo verso soluzioni assicurative multiprodotto del rischio di credito che abbiano dinamicità e sappiano adattarsi a un improvviso cambio di rotta.

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