La moda riscopre il ventaglio. Il grande caldo estivo lo ha rilanciato

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La “cerimonia del ventaglio”, il tradizionale appuntamento estivo del Presidente della Repubblica con i giornalisti della stampa parlamentare, quest’anno sembrava non si potesse celebrare. Ma poi tutto andò per il meglio.

Infatti il ventaglio, non inteso come pregiato oggetto da collezione, ma come vero e proprio mezzo per rinfrescarsi e combattere caldo e afa, in questi giorni sta scoprendo un momento di fortuna: stilisti e gentili signore non possono più dimenticarsene. Non sono forse tornati i tempi in cui lo stilista Valentino regalava a tutti gli ospiti degli sfiziosi ventagli bianchi per assistere più freschi alla sua sfilata, o Renato Balestra ne distribuiva altri color ‘blu Balestra’.

E purtroppo non torneranno più le emozioni che Karl Lagerfeld suscitava scendendo in passerella a ringraziare modelle e pubblico agitando con eleganza il suo immancabile ventaglio.

Origine del ventaglio

Si pensa comunemente che il ventaglio pieghevole (Ogi) al contrario del più antico ventaglio fisso o piatto (Uchiwa) abbia avuto origine in Giappone intorno al 670 d.C. Era fatto di strisce di legno o bambù infilate insieme e fissate da un perno. A Nara, in Giappone, ne è stato trovato uno risalente al 747 d.C., mentre i più antichi ventagli cinesi o coreani conosciuti risalgono al X° secolo.

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Invece i resti del più antico ventaglio di carta sono stati trovati ad Akitsu, in Giappone, e risalgono al secolo successivo.

I ventagli di carta piegata

Anche se non si sa quando furono realizzati per la prima volta, il riferimento più antico a ventagli pieghevoli in carta risale alla dinastia Song, dove erano considerati adatti come dono per i reali. Ma non erano nati solo con la funzione che tutti noi conosciamo, quella di rinfrescare chi li possedeva. I ventagli pieghevoli giapponesi erano soprattutto un pratico mezzo di comunicazione, e infatti sono ancora usati così in Giappone ai nostri tempi.

Originariamente utilizzati solo dall’aristocrazia e dalla classe dei samurai, grazie alla loro forma facilmente trasportabile si sono evoluti dall’essere usati come semplice supporto per appunti e messaggi in strumenti didattici o materia base per arti decorative e calligrafia, fino a diventare degli status symbol essi stessi.

I ventagli arrivano in Europa

Nel XV° secolo i ventagli arrivarono in Europa percorrendo la Via della Seta, mantenendo inizialmente la loro caratteristica di status symbol per reali e aristocrazia occidentale, ma presto acquisirono una popolarità molto più ampia.

Già nel XVIII° secolo in Europa le donne di tutte le classi sociali portavano un ventaglio pieghevole nella loro vita quotidiana, sia come ornamento decorativo, sia come piacevole oggetto di seduzione, denso di significati. Questa caratteristica finì poi a riflettersi nelle opere d’arte della scuola impressionista, raggiungendo l’apice della popolarità nel periodo Art Déco.

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Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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