CONSOB. Congiuntura e rischi del sistema finanziario italiano in una prospettiva comparata
Il Rapporto analizza la congiuntura e i rischi del sistema finanziario italiano nel confronto internazionale, avendo riguardo anche alle dinamiche che possono rilevare per il raggiungimento degli obiettivi istituzionali della CONSOB. I dati fanno riferimento al luglio 2022.
Nel primo semestre del 2022 le prospettive di crescita globale sono state riviste al ribasso a fronte di molteplici fattori. Alla luce di tali dinamiche inflattive, i tassi di interesse, mantenuti su livelli estremamente bassi negli ultimi anni, sono attesi pertanto in rapida ascesa. In parallelo, a sostegno della crescita e della transizione verde e digitale, prosegue l’attuazione dei programmi lanciati dalla Commissione europea con il NGEU. Tali misure si associano a iniziative tese a mitigare gli scenari di recessione che si prefigurano soprattutto per i paesi connotati da forte dipendenza da fonti energetiche fossili e da vulnerabilità preesistenti, legate ad esempio a elevati livelli di debito pubblico e privato.
I mercati finanziari delle economie più esposte al peggioramento del quadro macroeconomico hanno registrato tensioni significative. Dall’inizio dell’anno gli indici azionari S&P500 e EuroStoxx50 hanno perso entrambi il 20% circa, registrando al contempo un rilevante incremento della volatilità. Per quanto riguarda il mercato italiano, nel primo semestre del 2022 il Ftse Mib ha segnato una diminuzione del 22%, superiore a quella rilevata per le altre maggiori economie dell’Eurozona; la contrazione dei corsi è stata disomogenea tra settori, risultando più intensa nei comparti tecnologico (-30%) e bancario (-21%).
In prospettiva, il ciclo economico globale sperimenterà un deterioramento la cui portata sarà disomogenea tra aree e settori produttivi, anche in funzione dell’impatto dell’elevata inflazione e dell’aumento dei tassi di interesse. Le società non finanziarie e le banche, che nel 2021 hanno mostrato condizioni reddituali e patrimoniali in netto miglioramento, potrebbero vedere accentuate, nel medio termine, le proprie vulnerabilità, a fronte dei riflessi negativi del mutato contesto di riferimento sul costo del debito e sulla qualità del credito.
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