2023: moderato ottimismo, ma attenzione ai rischi sistemici

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Il rapido aumento dei tassi di interesse in risposta a un’inflazione record, la crisi energetica dovuta alla guerra in Ucraina e le catene di approvvigionamento che continuano a vacillare, un “cocktail tossico” che nel 2022 ha contagiato quasi tutte le asset class.

Calcolato in euro, l’MSCI World quota a circa il 14% in meno rispetto all’inizio dell’anno (al 7 novembre 2022). Anche l’indice obbligazionario globale (Bloomberg Global-Aggregate Total Return Index, unhedged) ha perso circa il 9,6%.

“Il 2022 potrebbe essere ricordato come uno dei peggiori anni nella storia dei mercati finanziari”, affermaAnja Hochberg, Head of Multi-Asset di Swisscanto Asset Management. “Le nubi scure non scompariranno completamente nel 2023, ma vediamo all’orizzonte alcuni segnali positivi”.

Ritorno dei portafogli multi-asset

L’inversione di tendenza dei tassi d’interesse torna a confermare i vantaggi della componente obbligazionaria in un portafoglio multi-asset. Ci si può aspettare un contributo ai ritorni da parte delle obbligazioni nettamente superiore a quello degli anni precedenti.

Durante il lungo periodo dei tassi d’interesse negativi, un portafoglio obbligazionario non era associato solo a una diminuzione dei ritorni, ma anche a un aumento dei rischi legati ai tassi d’interesse, ovvero a una maggiore duration. Ora la situazione si è invertita. I rendimenti più elevati sui mercati obbligazionari vanno di pari passo con la riduzione del rischio di tasso d’interesse.

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È prevista una lieve recessione

Le recessioni, soprattutto se gravi, sono tossiche per i mercati azionari e per gli altri investimenti di rischio. Prevediamo una recessione, ma solo lieve. I motivi sono i seguenti:

  • il mercato del lavoro statunitense rimane solido.
  • il debito dei consumatori non è eccessivo.
  • la maggior parte delle banche è in una posizione solida e le società dimostrano sostenibilità relativamente ai livelli di indebitamento.
  • non si registra un evidente eccesso degli investimenti, come negli anni 2000, o una massiccia sopravvalutazione degli immobili, come nel 2008.

Il punto di minimo della crescita economica è previsto intorno alla metà del 2023. L’esperienza insegna che il mercato azionario è uno dei migliori indicatori precoci del futuro sviluppo economico. Dato che l’inflazione ha raggiunto il proprio picco e le valutazioni sono ancora in leggero calo, è lecito attendersi la fine della flessione del mercato e una successiva ripresa nel primo trimestre del 2023.

L’attuale andamento dell’inflazione supporta questo cauto ottimismo. Negli Stati Uniti il picco dell’inflazione è già stato superato. I beni che fanno da traino ai prezzi, come le materie prime, i prezzi dei prodotti alimentari, i prezzi delle auto di seconda mano e, in particolare, i prezzi dei trasporti, sono tutti diminuiti. Anche i prezzi degli affitti degli immobili statunitensi sono in calo dallo scorso ottobre.

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L’inflazione continuerà a calare nel prossimo anno, ma rimarrà superiore al target del 2%. In passato, dopo aver raggiunto un picco nell’inflazione i risultati per le azioni sono stati positivi. Lo dimostra la nostra analisi, che si estende dal 1934 e che ha esaminato i movimenti del mercato azionario nei periodi in cui i tassi di inflazione hanno superato il 5%. Nei mesi precedenti il picco dell’inflazione, l’S&P 500, che comprende le azioni delle 500 maggiori società statunitensi quotate in borsa, è sempre sceso del 30%. Una volta superato il picco, però, le azioni hanno più che recuperato le perdite nei mesi successivi.

Attenzione ai rischi sistemici

Con l’aumento della durata e dell’intensità del ciclo economico, non aumentano solo i rischi ciclici. Anche i rischi sistemici sono di nuovo in aumento. Oltre alla crisi ucraina in corso, le ambizioni geopolitiche della Cina sono tra le maggiori minacce del momento. I rischi aumentano tuttavia anche in termini di politica interna e di rischio di errori politici. L’aumento della disoccupazione e l’inflazione elevata aprono le porte al populismo monetario o fiscale, come dimostrato dal Regno Unito. Per contenere questi rischi è opportuno diversificare gli investimenti in beni rifugio che possono limitare le perdite in caso di concretizzazione di questi rischi.

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Asset allocation per il 2023

Alla luce di quanto sopra, la nostra asset allocation per il prossimo anno riflette coerentemente le nostre prospettive sul valore di un portafoglio multi-asset. Di conseguenza, sovrappesiamo obbligazioni e azioni rispetto alla liquidità. Nel caso delle obbligazioni, privilegiamo i titoli di Stato globali e quelli dei Paesi emergenti. Per quanto riguarda le azioni, vediamo opportunità soprattutto nei mercati sviluppati. Abbiamo una visione positiva del settore immobiliare svizzero.

 

 

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