Essere manager: saper prendere per mano

Tiziano Blasi, Confinionline -

Nei siti e nei social network professionali si trovano centinaia di articoli e post che spiegano cosa vuol dire essere un manager e come esercitare leadership. Molti, in realtà, raccontano come non essere un buon manager o un buon leader, dando spazio alla frustrazione nell’affrontare sistema organizzativi inefficaci o relazionarsi con capi e cape che non hanno le giuste competenze.

Nel Terzo settore, in particolare, dove la maggior parte delle organizzazioni sono sottodimensionate e sotto finanziate, questa dinamica diventa ancora più esplosiva. I lavoratori sono costantemente sotto stress, lo straordinario diventa volontariato, i manager dedicano più tempo a coprire buchi invece che organizzare il lavoro degli altri, i leader sono rari. Tutti e tutte sono sottopagati.

Il quadro non è incoraggiante ma dobbiamo continuare a mostrare il nostro impatto e lottare per dare il giusto valore al nostro lavoro nei confronti dei donatori e delle istituzioni. Dobbiamo però, anche metterci in discussione e riconoscere che ci mancano delle competenze per diventare dei manager e sviluppare la nostra leadership.

Manager, è una parola inglese che deriva dal latino ‘manus’ ed è collegata al verbo italiano maneggiare. Il manager, infatti, prende per mano. Per prendere per mano si deve costruire fiducia (gestire le persone) e poi si deve tenere il giusto passo (gestire i tempi e le risorse), rassicurare la persona durante il percorso (comunicare), evitare gli ostacoli (risolvere i problemi e gestire i rischi), saper cambiare rotta quando necessario (gestire il cambiamento). E se la strada non è definita, bisogna inventare una nuova direzione, diventando una guida (leader).

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Il Terzo settore ha visto negli ultimi anni una crescita costante del livello di professionalizzazione e della complessità organizzativa. Per affrontare queste sfide servono competenze manageriali e di leadership dello stesso livello del settore profit, ma rafforzate dalla sensibilità e dalla flessibilità che richiedono il mondo e gli scopi del Non profit. ConfiniOnline ha quindi ideato il corso “Project Manager: strumenti e approcci per la gestione e la leadership dei progetti” con l’obiettivo di creare uno spazio di condivisione e approfondimento per sviluppare e rafforzare le competenze di management negli enti del Terzo settore.

Il corso è strutturato in 6 ore online (24-26-30 marzo) e 6 ore laboratoriali in presenza (31 marzo, MIlano). Il percorso, pur tenendo conto del project cycle management nella versione dell’Unione Europea, seguirà principalmente le metodologie e gli strumenti relativi alla certificazione PMP (Project Management Professional) e ISIPM-Base\AV (Istituto italiano di Project Management), adattati alle sfide del terzo settore.

 

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