Eurozona batte USA in termini di inflazione?

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Il recente intervento di Powell alla Commissione bancaria del Senato – con un’intonazione del tutto hawkish – si è rivelato un altro grande episodio di mercato nel contesto del consistente flusso di dati al rialzo finora registrato nel 2023. L’attenzione si è concentrata sui suoi commenti riguardo alla possibilità di un tasso terminale più elevato e di un ritmo più rapido di rialzo qualora i dati lo giustifichino, confermando di fatto che la Fed avrebbe rivisto al rialzo il suo dot plot al prossimo meeting, come previsto. I mercati dei tassi hanno rivalutato di conseguenza il calendario della FED, tanto che ora il tasso terminale è del 5,6% a giugno di quest’anno, con circa 25 punti base di tagli rimanenti nella curva.

Più interessante dell’andamento dei tassi nominali è stato l’andamento dei mercati dell’inflazione: i rendimenti reali dei TIPS hanno subito il peso maggiore del repricing, con un breakeven di quasi 25 punti base più basso nella parte centrale della curva. I mercati dell’inflazione si sono dimostrati una buona guida per la direzione dei mercati nominali e del rischio quest’anno; questo tipo di price action è indicativa del fatto che i mercati dei tassi si stanno muovendo verso un eccessivo restringimento dei prezzi e dovrebbe essere un segnale negativo per i mercati del rischio. Il FOMC di marzo (22) è previsto a 42 punti base, quindi con la Fed che rimane concentrata sui dati. Le sorprese che si verificheranno a breve per quanto riguarda i dati Non Farm e l’IPC potrebbero essere potenzialmente in grado di smuovere il mercato. Ci aspettiamo che i break-even rimangano sotto pressione, con le sorprese al ribasso che segnalano il potenziale di un eccessivo irrigidimento e i dati più solidi che costringono la Fed a rimanere ottimista.

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Per quanto riguarda il Vecchio Continente, dopo i forti dati HICP della scorsa settimana, i tassi terminali in euro hanno continuato a salire e ora si attestano al 4% per la fine del 2023. Gli eurolinker, a differenza dei TIPS, hanno preso al volo questo rialzo; l’intera curva dell’inflazione dell’euro si trova ora al di sopra della curva dei TIPS; è altamente improbabile che questo fenomeno prosegua ancora. Il mercato ci sta dicendo che l’Eurozona avrà un’inflazione superiore a quella degli Stati Uniti e che l’economia andrà benissimo con un tasso CB al 4-4,50% – ma noi siamo scettici al riguardo; eppure potremmo facilmente vedere i tassi terminali della BCE continuare a convergere verso la BoE/Fed o il mercato iniziare a prezzare un ritmo più veloce di rialzi dei tassi della BCE se i dati resteranno solidi.

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