Davos 2026: il World Economic Forum torna in Svizzera tra tensioni geopolitiche, finanza e tecnologia. “A Spirit of Dialogue”
La 56ª edizione del Forum economico mondiale si apre sotto il tema “A Spirit of Dialogue”
Dal 19 al 23 gennaio 2026 la cittadina di Davos-Klosters, in Svizzera, ospita la tradizionale riunione annuale del World Economic Forum (WEF), che riunisce leader politici, imprenditori, banchieri centrali e responsabili della società civile per confrontarsi sui principali nodi dell’economia globale. L’edizione di quest’anno, la 56ª, si svolge sotto il tema “A Spirit of Dialogue”: un invito esplicito al confronto in un mondo caratterizzato da divisioni politiche, rivalità economiche e rapidi mutamenti tecnologici.

La stampa finanziaria internazionale guarda a Davos 2026 come a una tappa cruciale per il 2026 economico globale, non soltanto per l’agenda dei temi, ma per il contesto generale in cui il Forum si inserisce. Secondo Forbes, l’agenda di Davos riflette la crescente pressione geopolitica tra Stati Uniti ed Europa, con accuse reciproche su commercio e tariffe, mentre la sicurezza internazionale e la crisi ucraina restano sul tavolo dei dibattiti principali.
Il Forum si impegna a modellare una governance aziendale di livello mondiale, in cui i valori sono importanti quanto le regole. Legittimità, responsabilità, trasparenza e azione concertata sono i principi guida def Forum che è presieduto dai copresidenti ad interim Larry Fink e André Hoffmann. È guidato da un Consiglio di Amministrazione, composto da personalità che agiscono come custodi della sua missione e dei suoi valori e supervisionano l’operato del Forum nella promozione di una vera cittadinanza globale.
Il Consiglio di Amministrazione, presieduto dal Presidente e CEO del Forum, Børge Brende, funge da organo esecutivo del World Economic Forum. Garantisce che le attività realizzino la missione del Forum e ne rappresenta l’organizzazione nei confronti di soggetti esterni. Ha una responsabilità esecutiva collettiva per il Forum e riferisce al Consiglio di Amministrazione. Le attività del Forum sono gestite dalla sua leadership esecutiva, composta da persone provenienti da ogni estrazione sociale.
Una delle novità di questa edizione è la grande partecipazione di capi di Stato e di governo: sono attesi oltre 400 leader mondiali, con circa 65 tra primi ministri e presidenti, insieme a quasi 850 CEO e figure di spicco nel mondo tecnologico e finanziario. Il WEF ha sottolineato l’importanza di un Foro davvero mondiale, con circa 3.000 partecipanti provenienti da oltre 130 Paesi.
I temi economici e geopolitici al centro dell’agenda
Secondo la copertura di Wall Street Italia, la geopolitica è uno dei fattori trainanti dell’edizione 2026, insieme a crescita economica e evoluzione tecnologica; il titolo “A Spirit of Dialogue” richiama la necessità di riaprire canali di confronto in un sistema internazionale con fiducia e cooperazione in calo.
Un elemento di grande rilievo per gli osservatori finanziari è la tensione su commercio e tariffe. Il ritorno del presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’evento, con una delle più grandi delegazioni americane degli ultimi anni, pone al centro del dibattito la politica commerciale di Washington e il rischio di escalation tariffarie. Bloomberg segnala che le minacce di dazi statunitensi hanno già messo sotto pressione i mercati europei e saranno probabilmente oggetto di un confronto diretto a Davos.
Secondo Reuters, l’apertura di Davos si colloca in un clima inedito, in cui l’ordine economico globale fondato sulle regole collaborative viene messo alla prova dal ruolo assertivo degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. Il rientro del presidente statunitense all’evento dopo essersi limitato a un collegamento video lo scorso anno riflette una svolta significativa. La politica estera americana, caratterizzata da posizioni nazionaliste ed esplicite minacce tariffarie, ha già provocato tensioni nei confronti di alleati e rivalità con la Cina, richiamando un dibattito intenso sulla direzione futura della cooperazione internazionale.
Un elemento di rilievo emerso proprio da Reuters è la percezione tra gli esperti di un cambiamento nei rischi globali. Secondo la survey sui rischi globali del WEF, il “confronto economico” ovvero l’uso di strumenti come tariffe, restrizioni agli investimenti e controllo delle risorse ha superato il conflitto armato nella graduatoria delle principali minacce a breve termine alla stabilità mondiale. Questo dato riflette il timore crescente che le tensioni tra grandi economie possano avere impatti più immediati e duraturi di quanto non avvenga attraverso conflitti convenzionali.
La presenza di Trump ha catturato l’attenzione anche della stampa finanziaria americana, in particolare del Wall Street Journal, che ha osservato come l’agenda politica statunitense, soprattutto le pressioni su interessi globali, commercio e regolamentazioni, stia influenzando il dibattito a Davos. Secondo il quotidiano, la partecipazione del presidente e della delegazione americana segna non solo un ritorno di Washington sulla scena del WEF, ma anche una accentuazione del confronto tra visioni divergenti sull’economia mondiale e sulle regole del commercio internazionale.
Parallelamente, una recente survey sul rischio globale promossa dal WEF ha messo in luce un cambiamento nelle percezioni: la “confrontazione economica” (sic) ha sorpassato i conflitti armati come rischio principale, segno che strumenti quali tariffe, barriere commerciali e controllo delle risorse vengono visti come leve di potere geopolitico più urgenti della guerra tradizionale.
Tecnologia, innovazione e finanza
La tecnologia e l’intelligenza artificiale occupano spazi centrali nell’agenda, con sessioni dedicate non solo alle potenzialità di crescita, ma anche ai rischi e alle sfide della governance di queste tecnologie. Secondo il live blog ufficiale del Forum, la discussione sull’adozione diffusa dell’AI si concentra su come trasformare gli investimenti in benefici reali per le imprese e le società, oltre a superare il semplice entusiasmo per lo sviluppo tecnologico.
Anche la finanza globale è sotto i riflettori. Con mercati volatili e preoccupazioni su crescita e inflazione, l’intersezione tra politiche monetarie delle banche centrali, investimenti privati e sostenibilità rimane al centro delle discussioni. Teleborsa segnala che il mix tra dati macroeconomici, trimestrali tecnologiche e discorsi politici a Davos può influenzare aspettative su tassi d’interesse e posizionamenti di mercato nell’immediato.
Critiche e percezioni esterne
La stampa internazionale conferma che Davos 2026 non è privo di critiche. Secondo l’Associated Press, tra i partecipanti e nel pubblico si avverte un senso di disuguaglianza e disagio, con osservatori che puntano il dito contro la percezione di un Forum dominato da élite economiche mentre rimangono irrisolti problemi legati al divario di ricchezza globale.
Nel complesso, la settima decade del World Economic Forum si svolge in un momento storico in cui cooperazione, confronto politico, competitività tecnologica ed equilibrio economico globale saranno messi alla prova. Se “uno spirito di dialogo” sarà sufficiente a superare le tensioni internazionali e a generare soluzioni condivise resta uno dei nodi più attesi di Davos 2026.

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