La Nigeria punta sui green bond per finanziare la transizione climatica: buona la reazione degli investitori internazionali
La Nigeria, principale produttore di petrolio in Africa, ha annunciato un ambizioso piano per raccogliere fino a 500 miliardi di naira (circa 352 milioni di dollari) nel corso del 2026 attraverso l’emissione di green bond finalizzati a finanziare progetti ambientali, infrastrutture sostenibili e iniziative legate alla transizione energetica. L’iniziativa è stata presentata dal Ministero dell’Ambiente nigeriano durante la Abu Dhabi Sustainability Week, dove rappresentanti del governo hanno evidenziato l’intento di sfruttare l’interesse crescente degli investitori per strumenti di finanza sostenibile e di ridurre la dipendenza dalle entrate petrolifere.
Il programma di green bond non è un progetto nuovo nel paese: la Nigeria aveva già emesso obbligazioni verdi nel 2017 e nel 2019, con offerte precedenti completamente oversubscribe e forte domanda da parte degli investitori. L’esperienza positiva di queste prime emissioni ha creato le basi per un mercato più profondo, che ora punta a una grande raccolta entro la fine del 2026.
Risonanza sulla stampa internazionale
La stampa internazionale ha seguito con interesse questo sviluppo, inserendolo nel quadro più ampio della crescente importanza del climate finance nei mercati emergenti. Reuters ha sottolineato che il presidente nigeriano Bola Tinubu ha annunciato non solo la nuova strategia di emissione di green bond, ma anche la creazione di un Climate Investment Platform e di un National Climate Change Fund da 2 miliardi di dollari per sostenere infrastrutture a basse emissioni e aumentare la resilienza climatica del Paese. La forte oversubscription delle emissioni precedenti è citata come evidenza dell’appetito degli investitori per titoli legati alla sostenibilità, un fatto che potenzialmente incoraggia ulteriori emissioni sul mercato domestico e internazionale.
Sebbene non tutti i grandi quotidiani finanziari americani abbiano pubblicato articoli specifici sul piano nigeriano dei green bond, il quadro più generale sull’espansione dei mercati di finanza sostenibile nei Paesi emergenti è stato trattato da fonti come Financial Times e Bloomberg negli ultimi mesi, con commenti sull’importanza di strumenti di debito verde per colmare il gap di finanziamento climatico e supportare gli impegni dell’accordo di Parigi.
Nel contesto globale, i green bond sono strumenti di debito utilizzati per finanziare progetti con benefici ambientali misurabili, come energie rinnovabili, efficienza energetica, conservazione delle risorse idriche e riforestazione. Secondo definizioni di mercato, questi titoli aderiscono ai Green Bond Principles dell’International Capital Market Association (ICMA), che richiedono trasparenza sull’uso dei proventi e un monitoraggio post-emissione dei risultati.
L’investimento in green bond in Africa resta relativamente modesto rispetto ad altri mercati: secondo uno studio sul mercato africano, il continente rappresenta meno dell’1 % degli oltre 500 miliardi di dollari di green bond emessi a livello globale ogni anno, tanto che la Nigeria è uno dei pochi Paesi della regione ad aver sviluppato un mercato significativo.
Esperti internazionali vedono nell’azione nigeriana un segnale positivo, perché combina esigenze di sviluppo con impegni climatici, e può servire da modello per altri Paesi africani. Allo stesso tempo, osservatori sollevano criticità strutturali: la capacità delle istituzioni di monitorare l’uso dei proventi, la trasparenza nei rendiconti e la sostenibilità fiscale su un debito pubblico che resta elevato restano questioni da affrontare per consolidare la fiducia degli investitori stranieri e delle agenzie di rating.

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