L’Aquila Capitale italiana della Cultura: un atto fondativo per una nuova stagione civile
Il riconoscimento va oltre la celebrazione simbolica. Per il Presidente Sergio Mattarella la cultura è “strumento di convivenza e pace” e diventa impegno condiviso per il futuro della città.

L’Aquila Capitale italiana della Cultura non è solo un titolo, né una parentesi celebrativa. È, come è stato più volte sottolineato dalle istituzioni, un atto fondativo che chiama in causa memoria, responsabilità e visione. Una scelta che riconosce il valore culturale di una città ferita dal sisma del 2009, ma capace di trasformare la ricostruzione in un processo più ampio di rigenerazione civile, sociale e simbolica.
A dare il senso profondo di questo passaggio è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito la cultura uno “strumento di convivenza e pace”, capace di tenere insieme comunità diverse, di ricucire fratture e di costruire futuro. Parole che assumono un significato particolare nel contesto aquilano, dove la ricostruzione materiale si è intrecciata, negli anni, con una più complessa ricostruzione del tessuto sociale e identitario.
Il riconoscimento di Capitale italiana della Cultura arriva infatti come esito di un percorso, non come punto di partenza. L’Aquila ha saputo riaffermare il proprio ruolo di città universitaria, di centro di produzione culturale, di luogo in cui patrimonio storico, ricerca, arte contemporanea e partecipazione civica dialogano in modo sempre più strutturato. In questo senso, il titolo non è una vetrina, ma una piattaforma: uno spazio di sperimentazione in cui la cultura diventa infrastruttura immateriale dello sviluppo.
Non a caso, le istituzioni locali parlano di un impegno condiviso verso una nuova stagione culturale, capace di coinvolgere cittadini, associazioni, operatori culturali e giovani generazioni. Una stagione che non separa la tutela del patrimonio dalla produzione di nuovi linguaggi, né la memoria del passato dalla capacità di immaginare il futuro.
In un Paese spesso attraversato da divari territoriali e da fragilità sociali, L’Aquila assume così un valore emblematico. La sua nomina a Capitale italiana della Cultura racconta una visione in cui la cultura non è ornamento, ma fattore strutturale di coesione, leva di crescita e strumento di pace, come ha ricordato il Capo dello Stato.
È questa la sfida più alta: fare della cultura non un evento, ma un metodo. Non una celebrazione episodica, ma un’eredità duratura. L’Aquila, oggi, è chiamata a dimostrare che tutto questo è possibile.
I primi eventi che aprono un anno di protagonismo culturale
L’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 è ufficialmente partito con una cerimonia solenne che ha segnato l’avvio di oltre 300 iniziative artistiche, performative e partecipative distribuite lungo tutto il 2026, tra eventi nel centro storico, spettacoli, mostre e progetti che coinvolgono l’intero territorio.
La giornata inaugurale del 17 gennaio è stata un primo appuntamento di alto profilo. Al mattino, all’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, la cerimonia istituzionale è stata accompagnata da interventi delle autorità, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il sindaco Pierluigi Biondi, in un racconto collettivo che ha intrecciato memoria, identità e visione futura.
Nel pomeriggio e in serata, il cuore storico di L’Aquila si è animato con percorsi narrativi e spettacoli diffusi: performance artistiche itineranti, installazioni e proiezioni hanno trasformato piazze e vie in palcoscenici di cultura partecipata. La Fontana Luminosa ha ospitato lo spettacolo di droni “Sotto un unico cielo”, seguito dalla parata con il gigante di luce Dundu lungo Corso Vittorio Emanuele II fino a Piazza Duomo, conclusa con lo spettacolo “La Città Celestiale” e l’accensione dell’installazione luminosa “Il Faro 99”.
Ma il calendario dell’apertura va oltre il solo 17 gennaio. Nel programma dinamico già avviato e consultabile sul sito ufficiale di L’Aquila 2026 si trovano eventi che si susseguiranno nei prossimi mesi e punteranno su linguaggi e pubblico differenti:
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Reportage L’Aquila: un progetto di narrazione audiovisiva che, per tutto l’anno, vedrà gli allievi del corso di “Reportage audiovisivo” raccontare persone, luoghi e storie della città.
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Il contemporaneo risiede all’Aquila: un ciclo di residenze d’artista che accompagnerà la produzione di opere site-specific e incontri con la comunità.
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L’Orchestra Jazz che Vorrei L’Aquila – Note nel Multiverso, un progetto musicale di lungo periodo con attività fino a dicembre, rivolto ai giovani e alle scuole per promuovere la musica come strumento di partecipazione e creatività.
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Musica per-formare: un incontro culturale tra suoni, parole e nuove frontiere culturali, che indaga i legami tra musica e altre discipline artistiche.
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La musica per il teatro di Shakespeare, nella prima parte della stagione, con esecuzioni dedicate a opere concepite originariamente come musica di scena.
Oltre agli appuntamenti artistici e performativi, il calendario culturale prevede eventi di alto profilo internazionale, partnership con istituzioni come il MAXXI per mostre e progetti espositivi, e iniziative identitarie locali – dalla Perdonanza Celestiniana al Festival delle Città del Medioevo, dal Jazz Italiano per le Terre del Sisma a rassegne performative e percorsi di rigenerazione urbana.
Elementi chiave dell’anno sono anche la riapertura di luoghi simbolo della vita culturale cittadina, come il Teatro Comunale e il Teatro San Filippo, e il consolidamento di nuovi spazi di produzione culturale, testimoniando come la Capitale italiana della Cultura sia pensata non come evento episodico, ma come processo di trasformazione profonda, capace di intrecciare memoria storica, rigenerazione urbana, innovazione artistica e partecipazione civica.
Con questi primi eventi, L’Aquila non celebra solo un titolo: avvia un percorso che mette al centro cultura, comunità e territorio, in un dialogo tra passato e futuro che accompagnerà tutto il 2026.
Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it
Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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