Oggi a Davos 2026 Trump e le minacce sulla Groenlandia monopolizzano il World Economic Forum
Le dichiarazioni del presidente USA sul possibile controllo dell’isola artica e sui dazi ai Paesi europei che si oppongono hanno dominato discussioni, reazioni dei leader, mercati e anche le proteste in Svizzera.

Al World Economic Forum 2026 di Davos, in corso nella località sciistica delle Alpi svizzere, uno dei temi più discussi non è stato l’innovazione tecnologica o la crescita economica, ma le minacce virtualmente coercitive del presidente statunitense Donald Trump sulla Groenlandia. Il suo discorso atteso con grande anticipazione tra i delegati ha catalizzato l’attenzione e provocato reazioni politiche, economiche e sociali in tutta Europa e oltre.
Le pretese sulla Groenlandia non sono nuove, ma negli ultimi mesi Trump ha intensificato le sue affermazioni, arrivando a rilanciare pubblicamente la sua idea di acquisire o controllare la grande isola artica, parte del Regno di Danimarca e legata all’Unione Europea anche per via della cittadinanza dei groenlandesi. In quest’ultimo ciclo, ha addirittura minacciato di imporre dazi doganali agli Stati europei che difendono la sovranità danese sulla Groenlandia, con nuove tariffe fino al 10 % o più su importazioni da diverse nazioni europee.
La situazione si è trasformata in una crisi geopolitica dai toni inediti: la Danimarca e le autorità groenlandesi hanno risposto con nette dichiarazioni di rifiuto (“Greenland is not for sale”), ribadendo che l’isola è parte del Regno di Danimarca e non può essere ceduta. I governi europei – pur legati da alleanze con Washington – hanno espresso forte preoccupazione per quello che viene percepito come un attacco alla sovranità territoriale e alla legalità internazionale.
Reazioni al Forum: politica e mercati
La stampa internazionale ha documentato come le minacce di Trump abbiano oscurato altri temi del Forum, compresi i dibattiti su AI, economia globale e clima. Business Insider ha evidenziato che “le conversazioni sul secondo giorno del WEF sono dominate dalle minacce di Trump sulla Groenlandia”. A Davos le reazioni di politici e leader mondiali sono state forti: Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha definito la sovranità groenlandese non negoziabile e ha annunciato che Bruxelles sta preparando un pacchetto di misure per rafforzare la sicurezza artica e l’economia della regione, criticando la strategia americana come un errore che potrebbe indebolire la cooperazione transatlantica. Emmanuel Macron ha condannato le minacce e l’uso di dazi come strumento di pressione politica, invitando l’UE a utilizzare strumenti come il “bazooka anti-coercizione” per difendere i suoi interessi. Scott Bessent, segretario al Tesoro USA, ha esortato l’Europa a non reagire con ritorsioni, definendo “imprudente” un’escalation commerciale, pur ribadendo l’importanza strategica di Groenlandia per la difesa USA.
Dal punto di vista economico, la tensione ha già avuto impatti: le principali borse europee hanno aperto in calo in risposta alle incertezze generate dal braccio di ferro sui dazi, mentre i mercati delle materie prime – in particolare l’oro – hanno registrato una crescita come tipico effetto rifugio.
La presenza di Trump a Davos ha provocato anche manifestazioni di protesta in Svizzera, con gruppi contrari alla sua politica che hanno espresso rifiuto della sua partecipazione e delle sue affermazioni sulla Groenlandia.
A livello più ampio, commentatori internazionali vedono nella vicenda un segno di profondo malessere nei rapporti transatlantici e una possibile frattura nelle tradizionali alleanze. Le reazioni diffuse sono di preoccupazione per il fatto che una disputa territoriale, spinta con toni aggressivi, sia sfociata in minacce commerciali e in un riassetto delle dinamiche diplomatiche tra Usa, Europa e paesi nordici.






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