Semiconduttori, terre rare, energia, difesa e IA. I settori in luce
Nel suo discorso al World Economic Forum di Davos la scorsa settimana, il Primo ministro canadese Mark Carney ha parlato di «rottura dell’ordine mondiale». Forse assisteremo a una ricomposizione delle relazioni
internazionali, ma per ora l’incertezza regna sovrana. L’approccio alla politica estera del governo statunitense, le divisioni all’interno della NATO sul futuro di Groenlandia e Ucraina, le tensioni tra Cina e Giappone e la violenza in Iran delineano un mondo meno prevedibile, meno «globale» e molto più frammentato.
Sebbene l’impatto delle crisi geopolitiche sui mercati azionari storicamente sia stato contenuto e di breve durata, i focolai sono molteplici e escalation e sanzioni rappresentano rischi anche sul piano economico. La questione della Groenlandia è improvvisamente salita alla ribalta; le ultime notizie nel momento in cui scrivo questo articolo fanno pensare a un accordo che consenta agli Stati Uniti libero accesso a livello militare senza trasferimenti di sovranità, ma lo scenario resta fluido. Ma l’incertezza per gli Stati Uniti non riguarda solo la politica estera. Restano infatti le incognite sulla leadership della Federal Reserve (Fed), mentre per gli americani è sempre più importante il tema del potere d’acquisto delle famiglie: un sondaggio di Politico a fine 2025 ha evidenziato che il 56% degli americani lo considera uno dei principali problemi
Di conseguenza, è possibile che vengano annunciate nuove iniziative economiche (come il recente tentativo di limitare i tassi d’interesse sulle carte di credito) in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Sempre in tema di potere d’acquisto, l’amministrazione Trump non ha fatto mistero di auspicare una riduzione del prezzo del petrolio. Nonostante tutti questi dossier aperti, come ha ben riassunto il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, «la congiuntura mondiale è chiaramente
migliore di quella che ci aspettavamo l’anno scorso». E ha aggiunto, con riferimento ai dazi: «Di fatto il mondo è più furbo dei vincoli e il commercio internazionale si è riallocato».
A livello globale, la ricerca di indipendenza strategica alimenterà gli investimenti in settori come semiconduttori, terre rare, energia e, naturalmente, difesa: gli Stati Uniti hanno appena siglato un accordo con Taiwan che prevede investimenti per 500 miliardi di dollari per trasferire la produzione di semiconduttori. Nel frattempo, la Cina continentale spinge per lo sviluppo di modelli domestici d’intelligenza artificiale (IA). Analoghi sforzi si registrano anche su energia e difesa. Trump ha richiesto un
budget militare di 1500 miliardi di dollari per il 2027, rispetto ai 901 miliardi del 2026, mentre l’Europa ha varato il piano ReArm Europe.
Le risorse che verranno movimentate peseranno sulle finanze pubbliche ma, almeno nel breve termine, sosterranno la crescita economica. Molte banche centrali, a partire dalla Fed, potrebbero ammorbidire le proprie politiche monetarie per facilitare la raccolta di capitali a costi ragionevoli, creando così
un contesto potenzialmente favorevole (nonostante l’incertezza) per i beni reali, a partire dalle azioni.
Il rally delle borse degli ultimi anni è stato fortemente concentrato su pochi titoli. Negli Stati Uniti, i cosiddetti «Magnifici sette» hanno dominato il mercato con un apprezzamento di circa il 200% in tre anni, circa cinque volte la crescita del resto dell’S&P 500, per via del focus sull’IA.
In presenza di rivoluzioni tecnologiche, le società che costruiscono l’infrastruttura inizialmente sovraperformano, ma in una fase successiva gli investitori normalmente si concentrano sulle società che riescono a generare ricavi dalle applicazioni pratiche.
Seguendo questo schema, l’interesse degli investitori potrebbe spostarsi dai semiconduttori verso le applicazioni per consumatori e imprese. In questa fase siamo positivi sul settore dei consumi discrezionali e la farmaceutica negli Stati Uniti.
Anche le azioni europee dovrebbero beneficiare di politiche fiscali più espansive: dopo tre anni di stagnazione degli utili, prevediamo un’accelerazione del 7% nel 2026. I progressi tecnologici e politiche fiscali più espansive dovrebbe sostenere le azioni cinesi. Il probabile lancio del nuovo modello DeepSeek il prossimo mese sarà seguito con attenzione dagli investitori.
Nel frattempo, la correzione dei titoli di Stato a lunga scadenza statunitensi e giapponesi evidenzia il rischio che la politica fiscale finisca sotto i riflettori. Detto ciò, se la correzione dovesse proseguire, non si potrebbe escludere un intervento delle banche centrali per mantenere i rendimenti sotto controllo. Ciò potrebbe favorire l’azionario ma l’effetto collaterale potrebbe essere una maggiore volatilità sui mercati valutari.
Definizioni delle preferenze tra le asset class globali
Le preferenze tra le asset class rappresentano un’indicazione di alto livello per assumere decisioni d’investimento. Queste preferenze riflettono il giudizio collettivo dei membri del meeting della House View, principalmente in base alla stima dei rendimenti totali attesi per gli indici azionari liquidi più noti, agli scenari della House View e alle convinzioni degli analisti per i prossimi 12 mesi. Il posizionamento in termini di asset allocation tattica (TAA) delle nostre strategie d’investimento può differire da questi giudizi a causa di fattori come la costruzione, la concentrazione e i vincoli di finanziamento del portafoglio.
Più interessante – Giudichiamo questa asset class tra le più interessanti. Consigliamo di cercare opportunità per aumentare l’esposizione.
Interessante – Giudichiamo questa asset class interessante. Consigliamo di prendere in considerazione opportunità in questa asset class.
Neutrale – Non ci aspettiamo particolari guadagni o perdite. Consigliamo di mantenere un’esposizione a lungo termine.
Poco interessante – Giudichiamo questa asset class poco interessante. Consigliamo di prendere in considerazione opportunità alternative.
Meno interessante – Giudichiamo questa asset class tra le meno interessanti. Consigliamo di cercare opportunità alternative più favorevoli.

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