Eni incrementa l’utile netto rettificato a quasi cinque miliardi
Eni chiude il 2025: utili in calo ma trimestre in accelerazione
Il gruppo energetico Eni ha chiuso il 2025 con un utile netto rettificato di 4,98 miliardi di euro, in calo del 5% sul 2024, ma con un quarto trimestre in netta ripresa.
La società, con sede a San Donato Milanese, ha comunicato i risultati annuali e trimestrali al mercato, confermando la solidità operativa nonostante il raffreddamento degli scenari energetici internazionali.
L’utile operativo proforma adjusted 2025 è sceso a 12,22 miliardi (-15% sul 2024), mentre l’ultimo trimestre dell’anno ha mostrato un miglioramento rispetto al 2024, segnalando una potenziale inversione di tendenza.
Nel quarto trimestre 2025, infatti, l’utile netto adjusted è salito a 1,19 miliardi (+35% sull’anno precedente), e l’utile operativo proforma adjusted è avanzato a 2,86 miliardi (+6% rispetto ai 2,69 miliardi del 2024), indicando un progressivo rafforzamento della redditività.
In sintesi:
- Utile netto rettificato 2025 di Eni a 4,98 miliardi di euro, -5% sul 2024
- Utile operativo proforma adjusted 2025 a 12,22 miliardi, in calo del 15%
- Quarto trimestre 2025: utile netto adjusted a 1,19 miliardi, +35% anno su anno
- Utile operativo proforma adjusted del trimestre a 2,86 miliardi, +6% rispetto al 2024
Numeri di bilancio Eni 2025 e segnale dal quarto trimestre
I risultati 2025 di Eni evidenziano una fisiologica normalizzazione dopo gli anni di extra-profitti legati all’impennata dei prezzi energetici.
L’utile netto rettificato a 4,98 miliardi di euro (-5%) riflette margini più contenuti lungo l’intera catena del valore, dalla produzione upstream alla raffinazione.
L’utile operativo proforma adjusted a 12,22 miliardi (-15%) segnala un contesto meno favorevole ma ancora fortemente profittevole per il gruppo, che resta tra i principali player europei del settore.
Il dato più rilevante per analisti e investitori arriva però dal quarto trimestre 2025.
L’utile netto adjusted a 1,19 miliardi (+35% sul quarto trimestre 2024) e l’utile operativo proforma adjusted a 2,86 miliardi (+6%) indicano un recupero di efficienza operativa e di redditività, in parte sostenuto da una migliore ottimizzazione del portafoglio di asset e da una gestione più selettiva degli investimenti.
Questa dinamica trimestrale, se confermata nei primi mesi del 2026, potrebbe tradursi in una revisione al rialzo delle aspettative di cassa e dividendi sul medio periodo.
Implicazioni future per strategia industriale e investitori
Il 2025 segna per Eni un punto di equilibrio tra calo degli extra-margini e consolidamento del modello industriale orientato alla transizione energetica.
La tenuta della redditività operativa e il rimbalzo dell’ultimo trimestre rafforzano la capacità del gruppo di finanziare sviluppo low carbon, esplorazione mirata e politiche di remunerazione stabile agli azionisti.
Per il 2026, il mercato guarderà soprattutto alla continuità del recupero trimestrale, alla disciplina sugli investimenti e alla capacità di Eni di preservare margini in uno scenario di prezzi energetici più normali, ma ancora volatile.
FAQ
Quanto ha guadagnato Eni nel 2025 in termini di utile netto?
Nel 2025 Eni ha registrato un utile netto rettificato di 4,98 miliardi di euro, in diminuzione del 5% rispetto al 2024.
Cosa significa utile operativo proforma adjusted per Eni?
Indica l’utile operativo depurato da componenti straordinarie e di contesto, utile a valutare la performance industriale ricorrente del gruppo Eni.
Perché i risultati di Eni del quarto trimestre 2025 sono considerati positivi?
Sono positivi perché mostrano un utile netto adjusted in crescita del 35% e un utile operativo proforma adjusted in aumento del 6% anno su anno.
Come incidono questi risultati sulle prospettive per gli azionisti Eni?
Incidono favorevolmente, perché confermano una buona generazione di cassa e sostengono aspettative di dividendi stabili, compatibili con la strategia di transizione energetica.
Da quali fonti sono stati elaborati i dati su Eni del 2025?
I dati derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.




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