Mercato M&A mondiale stabile nei volumi, +32% a $380 miliardi grazie ai mega-deal USA. Rallenta il fashion, Beauty resiliente

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PwC Global & Italian M&A Trends in Consumer markets e Outlook 2026

  • Mercato M&A mondiale stabile nei volumi, +32% nei valori a $380 miliardi grazie ai mega-deal USA. In Europa e Asia operazioni selettive e mid-size.
  • In Italia M&A in accelerazione (+17% volumi, +38% valori a $9,4 miliardi, con 4 deal oltre $1 miliardo). In rallentamento le operazioni chiuse (-2% volumi).
  • Nel 2026 M&A in crescita sostenute da un contesto macroeconomico più stabile, maggiore fiducia, attesa di ulteriori riduzioni dei tassi e minori tensioni regolatorie.
  • Opportunità di take-private su aziende quotate sottovalutate e carve-out di business non core da gruppi industriali per attività di revisione del portafoglio

I principali settori: 

  • Fashion: rallentamento in tutti i segmenti, tiene la fascia di accessible luxury, retail in ristrutturazione
  • Consumer Health: invecchiamento e wellness spingono i mega-deal
  • Beauty resiliente: M&A su nicchie premium e canali prestige / masstige
  • Food & Beverages: riposizionamento su salutismo e convenience
  • Retail: consolidamento GDO, pet e quick commerce data-driven
  • Travel: tech-led deals su AI e personalizzazione esperienziale
  • Gaming: convergenza digitale su lottery, betting e trading cards
  • Restaurant: operazioni selettive di consolidamento rete e opportunità Italia per alcune catene

M&A 2025: selettività e revisione del portafoglio al centro

Le aziende Consumer stanno rivedendo i loro portafogli con l’obiettivo di dismettere brand e business che mancano di scala o non rientrano più nelle priorità strategiche, per aumentare gli investimenti sui brand in crescita o che permettono di acquisire un chiaro vantaggio competitivo.

“I CEO privilegiano brand globali e piattaforme scalabili capaci di operare efficientemente sui mercati internazionali, grazie a modelli operativi più snelli. Spin-off e carve-out di grandi corporate accelereranno nel 2026, attirando operatori strategici, private equity e investitori specializzati in distressed M&A”, spiega Emanuela Pettenò, Partner PwC Italia, Consumer Markets Leader, commenta.

Lo spin-off della divisione Ice Cream di Unilever e le cessioni mirate di brand come Averna e Zedda Piras da parte di Campari ne sono esempi emblematici. Procter & Gamble, Reckitt, Coty e altre stanno seguendo la stessa strada, cedendo brand locali minori, nicchie o intere categorie non più prioritarie.

Pur essendo spesso di scala ridotta rispetto ai mega-deal, queste dismissioni sono complessivamente rilevanti e consentono alle aziende di semplificare la gestione del portafoglio, posizionandosi su opportunità a maggiore crescita e margine più elevato.

M&A Outlook 2026

Il 2026 sarà un anno chiave per gli operatori strategici dove usare l’M&A per assicurarsi capabilities e rivedere i portafogli: chi si muoverà con decisione e approccio disciplinato, supportato da una pianificazione anticipata di attività di value creation e integrazione, riuscirà a catturare meglio le opportunità di mercato all’interno di uno scenario in evoluzione. Per i fondi, opportunità su take private, distressed M&A e alcuni settori in crescita (healthy / special food, beauty, ingredients, consumer health), stimolati anche dalle attese dismissioni di aziende in portafoglio di fondi.

Il private equity mira ai brand Consumer quotati attraverso take-private

Nel 2025, il private equity ha completato diverse operazioni take-private nel settore Consumer, tra cui l’acquisizione di Alliance Pharma (consumer health) da parte di DBay Advisors nel Regno Unito, il take-private di Walgreens Boots Alliance da Sycamore Partners negli USA, l’acquisto di Soho House & Co da MCR Hotels, i brand di calzature Skechers da 3G Capital e il take-private del gruppo di family dining Denny’s da un consorzio guidato da TriArtisan Capital Advisors.

Queste operazioni evidenziano l’abbondante liquidità dei fondi di private equity, i costi di finanziamento ridotti e il crescente appeal per aziende Consumer sottovalutate con brand solidi. Nel 2026, prevediamo un’accelerazione di simili deal, approfittando di valutazioni ancora sotto pressione per i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e la disruption strutturale che sta attraversando il retail tradizionale.

In Italia l’attuale momento complesso che sta vivendo il Fashion potrebbe favorire il delisting di brand in tensione finanziaria, mentre altre quotate Consumer – specie nel Beauty – appaiono sottovalutate rispetto al loro potenziale.

Una rinnovata spinta al consolidamento nei mercati core

Nel 2025, le aziende Consumer hanno accelerato l’M&A su scala (scale-driven), per aumentare efficienza e resilienza, in un contesto di continue pressioni sui costi e consumatori sempre più value-conscious.

L’acquisizione di Kellanova da parte di Mars, così come quella di Versace da parte del Gruppo Prada e di WK Kellogg Co da parte di Ferrero, sono esempi di ampliamento del portafoglio brand per crescere su mercati globali.

Queste dinamiche persisteranno nel 2026, poiché le aziende cercano vantaggio competitivo e leva operativa attraverso operazioni di consolidamento in particolare in segmenti come grocery, beauty, farmacie, profumerie / personal care, petfood e servizi veterinari, caratterizzate da frammentazione e costi operativi crescenti.

Le acquisizioni capability-led sfumano i confini settoriali

L’M&A capability-driven è previsto aumentare man mano che retailer, piattaforme e brand sentono la necessità di rafforzare la tecnologia, la logistica o crescere in aree adiacenti come healthcare, media, elettronica per ampliare le capabilities operative e commerciali, conoscere meglio il cliente, efficientare il go-to-market garantendo affidabilità delle forniture e abilitando un digital commerce più efficiente.

Esempi recenti includono l’acquisizione di MediaWorld da parte diJD.com, che dà alla piattaforma e-commerce cinese un entry-point nel retail di elettronica in Europa, l’acquisizione da parte di IKEA della società di software logistico AI-powered Locus, l’acquisizione da parte di Home Depot del distributore di prodotti edili GMS e l’acquisizione di Foundation Building Materials da parte di Lowe’s, DIY retailer, riflettono il comune intento strategico di assicurare la capacità di servire il segmento professionale.

I fondatori riacquistano il controllo dei loro brand

Nel 2025 abbiamo anche visto il buyback di alcuni brand Consumer precedentemente venduti a corporate o sponsor finanziari da parte dei fondatori.

Esempi includono Huda Beauty da parte di Huda Kattan, Revel Bikes da parte di Adam Miller, Stella McCartney che ha riacquistato la quota di minoranza di LVMH nella sua fashion house, il retailer di beauty australiano RY da parte dei suoi fondatori. Il razionale di queste operazioni è da parte di corporate e sponsor l’attività di continua ottimizzazione dei portafogli, da parte dei founder l’opportunità di riacquistare a prezzi vantaggiosi per poter successivamente riposizionare e meglio valorizzare il brand.

Settori chiave da monitorare nell’M&A consumer markets nel 2026

Fashion

Il settore Fashion sta attraversando un generalizzato rallentamento da cui si salvano pochissimi player nella fascia luxury e alcuni dell’accessible luxury che hanno saputo sviluppare un brand distintivo con un corretto punto prezzo. In difficoltà anche la filiera e il retail.

Non sono mancate tuttavia operazioni di dimensioni rilevanti con il coinvolgimento di operatori strategici e fondi di turnaround, che hanno approfittato del momento di mercato per crescere in scala, ampliando il portafoglio di brand, senza spaventarsi per la necessità di gestire situazioni di restructuring operativo e finanziario. In quest’ottica rientra l’acquisizione di Versace (Capri Holding) da parte del Gruppo Prada, il take-private di Guess da parte di Authentic Brands Group (“ABG”) e di Dickies (VF Corp) da parte di Bluestar Alliance. Sia per Capri Holding che per VF Corp, la dismissione ha permesso di riequilibrare il debito e di razionalizzare il portafoglio di brand su cui concentrare i propri sforzi, mentre il take-private di Guess vede ancora coinvolti i fondatori (fam. Marciano), che possono contare sulle capacità della rete di ABG per crescere in nuovi mercati e categorie, senza la pressione del listino.

Il 2025 si è chiuso con una delle più rilevanti operazioni annunciate a livello mondiale e italiano da un fondo di private, ossia l’acquisizione da parte del private equity cinese HSG di Golden Goose con una valutazione di c. €2.5mld di dollari per il 100%.

Nel fashion retail, due operazioni rilevanti hanno caratterizzato il 2025: l’acquisizione di Neiman Marcus da parte di Saks, annunciata a inizio anno, e di Foot Locker da parte di Dick’s Sporting Goods, entrambe mosse dall’intento di consolidare la rete, conseguire sinergie nel procurement e aumentare la penetrazione in alcune fasce di clientela acquisendo competitor in tensione finanziaria. In Italia OVS aveva annunciato nel mese di novembre una proposta per l’acquisto di Kasanova nell’ambito di una procedura di composizione negoziata della crisi, con lo scopo di crescere in un diverso segmento di mercato. Purtroppo, in alcuni casi queste operazioni non hanno avuto una conclusione positiva: dopo l’acquisizione di Neiman Marcus, la situazione finanziaria di Saks è rapidamente degenerata portando l’azienda a presentare istanza di fallimento a inizio 2026, mentre OVS ha ritirato l’offerta su Kasanova per l’impossibilità di raggiungere un accordo con le banche finanziatrici nei tempi prefissati.

Per il 2026 ci aspettiamo operazioni collegate a brand con tematiche di successione, delisting di realtà in difficoltà e operazioni di ristrutturazione su retail e filiera.

Consumer health

Il consumer health rimane un settore molto attrattivo per investitori strategici sia del Consumer che del Pharma, oltre che fondi di private equity, supportato da trend demografici favorevoli, popolazioni che invecchiano, sistemi sanitari sotto stress e crescente focus su wellness e longevity.

L’acquisizione da $48,7 miliardi di Kenvue da parte di Kimberly-Clark, annunciata a novembre 2025, mira a combinare i brand complementari di entrambe le aziende per creare un leader globale della salute e del benessere. Altri acquirenti si stanno focalizzando sulla resilienza della supply chain, l’innovazione e la crescita mirata piuttosto che sul consolidamento ampio.

L’attività di private equity continua a dimostrare convinzione in questo segmento. L’investimento di CapVest in STADA Arzneimittel e i take-private su Walgreens Boots Alliance e Alliance Pharma riflettono fiducia nella domanda stabile del settore, nella crescita della categoria e nel potenziale di margine.

Alcune operazioni di private equity in questo comparto sono state tuttavia completate nel 2021-22 a multipli molto elevati, che possono generare gap valutativi per permettere ai fondi di generare ritorni in linea con le aspettative.

In termini di razionali delle operazioni, negli ultimi anni abbiamo assistito a 2 dinamiche: (i) separazione della catena del valore, con progetti di piattaforma di “pure player”, ovvero operatori con brand B2C vs. CDMO B2B (e.g. Named nel portafoiglio di Whitebridge, Biofarma venduta da Whitebridge a Ardian), (ii) crescita internazionale tramite M&A (e.g. BioDue/Healthea Group nel portafoglio di Riverside tra i CDMO, EA Pharma / Olyos Group nel portafoglio di Motion).

Beauty

Il beauty continua ad essere una delle categorie consumer più resilienti, supportata da domanda ricorrente e cicli di innovazione rapidi. La crescita sta tuttavia rallentando e la competizione si sta intensificando, mettendo pressione su brand più deboli o sotto-scala e mettendo in discussione la loyalty ai marchi tradizionali. Di conseguenza, l’attività M&A è prevista riflettere un mix di espansione strategica e transazioni guidate da attività di razionalizzazione di portafoglio e distress M&A, attraendo interesse sia da strategici che da fondi.

I brand di nicchia e indipendenti, soprattutto nei comparti profumi e skin-care, rimangono target attrattivi poiché le aziende cercano posizionamento differenziato e community fedeli. L’acquisizione di maggioranza di L’Oréal nel brand skincare Medik8, per rafforzare l’offerta di trattamenti scientifici di fascia alta, e la sua partnership strategica con Kering Beauté in fragranze e beauty evidenziano una spinta continua delle aziende Consumer per espandere i portafogli con brand premium, ad alta crescita e con connotati medico-farmaceutici.

L’acquisizione del retailer di cosmetica UK Space NK da parte di Ulta Beauty riflette invece l’intento di acquisire il controllo del canale retail prestige, per aumentare la propria competitività e aumentare la conoscenza del consumatore e dei trend di mercato. L’acquisizione di Rhode di Heiley Bieber da parte di E.L.F. Beauty ha l’obiettivo di permettere ad un player del mass-market di entrare nel segmento masstige e in di crescere nel settore skincare attraverso un brand virale, guidato da una celebrity con una forte identità, oltre che di godere di sinergie distributive.

Food and beverages

Food and beverages rimangono categorie M&A top-tier, trainate da domanda resiliente, brand forti e cash flow stabili. Tuttavia, il panorama dell’industria è oggi affetto da 3 fattori decisivi che stanno impattando le strategie di M&A: “Growth fatigue” come conseguenza dell’elasticità negativa generata da 3 anni di aumento dei listini a copertura dell’inflazione; Incertezza sulla domanda futura, generata dal progressivo aumento dell’utilizzo di farmaci per il dimagrimento e progressivo shift della domanda verso “Convenience” e “Salutismo”.

In questo contesto, gli operatori strategici si focalizzano su operazioni di: riposizionamento del portafoglio per esporlo maggiormente a trend di crescita (geografie emergenti, segmenti salutistici…); aumento della scala per generare efficienze e creare players più forti e stabili per gestire i rischi sui mercati.

L’acquisizione da $35,9 miliardi di Kellanova da parte di Mars riflette una spinta a creare un leader globale dello snacking con un portafoglio brand più ampio, distribuzione estesa e maggiore leva negli acquisti. Similarmente, l’acquisizione di WK Kellogg Co da parte di Ferrero rafforza il suo footprint nordamericano ed estende la sua portata attraverso più occasioni di consumo, dal confectionary alla colazione. Nei beverages, l’annunciata acquisizione di JDE Peet’s da parte di Keurig Dr Pepper, seguita dallo split in due business (caffè e bevande), segnala un focus strategico netto volto a creare uno specialista globale del caffè, con vantaggi di scala in sourcing, torrefazione e distribuzione, e un campione emergente nelle bevande.

In Italia abbiamo assistito a diverse operazioni frutto dell’esercizio di riposizionamento del portafoglio da parte delle grandi multinazionali, come ad esempio le cessioni di brand locali da parte di Campari o la cessione di Plasmon al gruppo New Princes.

Retail

Nel retail l’M&A resta una leva strategica per rispondere alle pressioni dei fornitori, a un consumatore sempre più orientato alla convenienza e a costi operativi in aumento, rafforzando l’importanza della scala e dell’efficienza. Dopo anni in cui i grandi operatori della GDO italiana hanno perseguito acquisizioni e continue nuove aperture, le strategie si stanno spostando anche verso mercati contigui, in particolare il canale drugstore, beauty e pet food. Emblematica, in tal senso, la recente acquisizione da parte di Conad di General Srl, che include oltre 250 negozi a insegna Piumè. Nel segmento pet food si confermano dinamiche di sviluppo costante, con attese di ulteriore attività anche nel 2026, sia sul fronte delle aperture sia attraverso operazioni di rilievo che coinvolgeranno i principali operatori.

Ci sono, tuttavia, alcuni gruppi in difficoltà: sarà interessante osservare quale direzione prenderanno, se riusciranno a tornare a risultati soddisfacenti oppure se saranno oggetto di cessioni. Man mano che la competizione si intensifica, l’economia delle piattaforme favorisce sempre più i player dotati di scala, densità e capacità di utilizzo dei dati; in questo contesto l’M&A nel 2026 sarà verosimilmente utilizzato per accelerare tali vantaggi competitivi.

Nel Retail l’M&A rimane una leva per rispondere alla pressione sui margini, ad un consumatore sempre alla ricerca della convenienza e costi operativi in crescita, rafforzando l’importanza della scala e dell’efficienza operativa. Il consolidamento è più evidente nel grocery, discount, specialty, petfood, farmacie / profumerie, dove i mercati frammentati e l’erosione dei margini accelera la creazione di catene più grandi e resilienti.

Nel grocery, il consolidamento regionale delle catene di supermercati sta continuando poiché gli operatori cercano potere d’acquisto e leva sui costi. In parallelo, le piattaforme di food delivery si stanno consolidando poiché gli operatori sotto-scala lottano in un contesto strutturalmente a basso margine.

Man mano che la competizione si intensifica, l’economia delle piattaforme favorisce sempre più player con scala, densità e dati, con l’M&A nel 2026 probabilmente utilizzato per accelerare questi vantaggi.

Il quick commerce sta emergendo come un’area chiave di convergenza tra retail ed e-commerce. Secondo Fortune Business Insights, il segmento è previsto crescere a un CAGR stimato del 9% tra 2025 e 2032, rafforzando la sua rilevanza per le strategie M&A retail. Le acquisizioni di Deliveroo e SevenRooms da parte di DoorDash, insieme all’investimento di Uber in Trendyol Go, evidenziano una spinta a costruire network più grandi, migliorare la densità delle rotte e sfruttare la tecnologia e i customer insight data-driven. In sintesi, l’M&A si conferma un acceleratore per l’integrazione tra canali, l’ottimizzazione operativa e la creazione di valore lungo tutta la filiera.

Travel

Travel, leisure e hospitality continuano a mostrare polarizzazione della domanda, con i consumatori che gravitano verso formati sia premium che value-led, mentre la fascia media è sempre più compressa. I viaggiatori più giovani stanno dando priorità a “viaggi esperienziali”, non sempre nel segmento lusso, mentre i più affluent cercano luxury resorts, ristoranti di fascia alta, viaggi individuali con alti tassi di personalizzazione.

Le transazioni recenti riflettono questa polarizzazione, inclusa l’acquisizione di Soho House da parte di MCR sul segmento premium e l’acquisto da parte di Brookfield delle operazioni europee di Generator Group, una catena ibrida ostello-hotel. Gli operatori alberghieri stanno anche usando l’M&A selettivamente per affinare il focus strategico attraverso investimenti in tecnologia, gestione dati e capabilities tecnologiche per migliorare la guest experience nelle varie fasi del customer journey (dal booking alla prenotazione / acquisto di servizi accessori).

Nel 2026 ci aspettiamo più acquisizioni technology-led, che di real estate, come AI-booking agent, strumenti per favorire l’attività di booking da parte delle aziende e soluzioni di fintech-travel nel comparto del credito al consumo e assicurazione collegata ai viaggi ed al turismo. Le online travel agency stanno formando partnership per lo sviluppo di app, sviluppando AI agent proprietari e collaborando con cloud provider per accelerare le attività di ricerca, selezione, pricing.

Gaming

Il gaming si sta consolidando attorno a piattaforme di dimensioni sempre maggiori e AI-enabled. L’acquisizione da parte di Apollo del business Gaming & Digital di IGT e di Everi, l’acquisizione da parte di Intralot di Bally’s International Interactive, la business combination Allwyn International-OPAP e la quota di minoranza di Banijay in Tipico riflettono la convergenza attraverso digital gaming, lottery, media e sports betting. Nel 2026 vediamo ulteriore attività focalizzata sull’acquisizione di content, dati e capabilities di pagamento per competere in un mercato sempre più digitale.

Il settore delle trading e collectible cards sta attirando l’interesse degli investitori, anche internazionali, anche per il suo potenziale di trasformazione digitale.

Restaurant

Il dealmaking dei ristoranti rimane selettivo, con attività focalizzata su brand consolidati e modelli esportabili all’estero e tramite franchising. In Cina, la competizione crescente da parte di player domestici in rapido movimento sta spingendo i brand di ristoranti occidentali a ripensare la loro presenza, favorendo sempre più partnership locali e uscite parziali.

Transazioni come l’accordo di Starbucks per vendere una quota del 60% a Boyu Capital e la joint venture di Burger King con CPE evidenziano questo shift verso strategie franchise-led e gestite localmente.

In Italia, dove la penetrazione delle catene (c.10%) è ampiamente inferiore rispetto a US (c. 60%) e UK (c.49%) (Fonte Euromonitor International, ci sono ancora opportunità di M&A spinte dalle esigenze di consolidamento e dalla presenza di molte aziende in portafoglio di fondi di private equity, mature per una exit.

Volumi e valori M&A 2025 Consumer Markets – Mondo

Il controvalore delle operazioni M&A a livello mondo aumenta del 32% nel 2025, sostenuti da 10 mega-deal (transazioni con valore superiore a $5 miliardi), raddoppiati rispetto ai 5 del 2024. I volumi sono invece in calo dell’1%.

Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) hanno rappresentato il 44% dei volumi e hanno visto la crescita più alta nell’attività di deal, con un aumento del 10% anno su anno. Al contrario, i volumi sono stati piatti in Asia Pacifico e sono diminuiti del 21% nelle Americhe. Le Americhe hanno rappresentato meno di un quarto dell’attività globale nel settore Consumer e più della metà dei deal value, grazie ad un incremento nel numero di mega-deal con target USA, inclusi grandi buyer corporate e private equity che hanno annunciato alcune grandi transazioni public-to-private.

Volumi e valori M&A 2025 Consumer Markets – Italia

(*) I dati 2025 a livello italiano by industry si basano sulle transazioni M&A annunciate nel 2025, come riportate fino all’8 gennaio 2026. La colonna dei deals closed riporta invece solo le transazioni indicate come chiuse all’8 gennaio 2026.

In controtendenza rispetto al trend a livello mondiale (volumi in leggero calo e aumento solo a valore), le operazioni M&A italiane annunciate nel 2025, sono in aumento sia a volumi (416 operazioni annunciate, +17%) che a valore (+38,1%, $9,4 miliardi includendo anche le operazioni estere con investitore italiano). Le operazioni chiuse sono tuttavia in calo (c. 350, -2%) per una concentrazione di operazioni annunciate nel secondo semestre dell’anno che non si sono ancora chiuse (-5% primo semestre, +44% secondo semestre), trend in linea con quello a livello mondiale.

Oltre alle già citate acquisizioni di Versace da parte del Gruppo Prada e l’annunciata acquisizione della maggioranza di Golden Goose da parte del fondi cinese HSG, le altre operazioni rilevanti del 2025 nel Fashion includono l’acquisizione di Woolrich da parte di BasicNet, l’acquisizione di una partecipazione del 10% nel Gruppo Rino Mastrotto da parte del Gruppo Prada, le acquisizioni da parte di Chanel di quote in Grey Mer, (calzature), Leo France (componenti metallici e pelletteria), del 35% Mantero 1902 (seta) e Nuova Impala (lavorazione pelle).

Nel settore Food & Beverage, New Princes — nata dall’integrazione tra Newlat Food e Princes Group nel 2024 — ha acquisito, oltre a Carrefour Italia, anche Diageo Operations Italy e ha in programma l’acquisto del ramo d’azienda di Heinz Italia dedicato ai prodotti per l’infanzia e agli alimenti speciali, che comprende i marchi Plasmon, Nipiol, BiAglut, Aproten e Dieterba. Il Gruppo Campari ha inoltre annunciato di aver raggiunto un accordo per la cessione di Amaro Averna e del Mirto di Sardegna Zedda Piras a Illva Saronno Holding. Il gruppo Ferrero, oltre a WK Kellogg Co, ha rilevato gli snack proteici a marchio Power Crunch da Bio-Nutritional Research Group.

Nel settore arredo e design, Dexelance ha acquisito il 65% del capitale di Mollura&C da Quadrivio – Made in Italy, il 25%, nel capitale di Roda.

Sul totale numero di operazioni per tipologia di investitore, rimane stabile il peso di corporate e private equity (c. 56% e 44% rispettivamente), mentre aumenta significativamente il deal value delle operazioni di private equity ($3.3 miliardi), principalmente guidato dall’annunciata acquisizione della maggioranza di Golden Goose da parte del fondo cinese HSG).

Le fonti

Il nostro commento sui trend M&A si basa su dati provenienti da fonti riconosciute del settore e su ricerche e analisi indipendenti di PwC, con alcuni aggiustamenti per allineamento alle classificazioni di industry di PwC. I dati su valore e volume delle operazioni nei mercati citati in questa pubblicazione si basano su transazioni M&A ufficialmente annunciate, come riportato dal London Stock Exchange Group (LSEG). I dati 2025 si riferiscono alle informazioni disponibili all’8 gennaio 2026, con una stima addizionale per i dati a livello mondiale sul mese di dicembre 2025, al fine di considerare eventuali ritardi nella comunicazione delle operazioni. I dati Italia non sono stati assoggettati a correzioni.

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

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Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.