Cyberfrodi in Svizzera: il programma TV “Kassensturz” accende il dibattito sulla responsabilità delle banche
Nel dibattito sulla prevenzione del cyber-fraud stanno emergendo anche soluzioni tecnologiche innovative. Tra queste viene citata la piattaforma BioSIC, sviluppata dalla società inglese Blindata PLC che opera anche in Svizzera con un suo brevetto specifico.

L’inchiesta della televisione svizzera tedesca denuncia l’aumento dei raggiri digitali e il ruolo ancora controverso degli istituti di credito nella tutela dei clienti
L’aumento delle frodi digitali nel sistema finanziario svizzero è molto simile a quanto si sta riscontrando anche sul territorio italiano.
Il tema è stato pochi giorni fa al centro di una puntata del programma di inchiesta Kassensturz, trasmesso dalla televisione pubblica svizzera tedesca SRF Schweizer Radio und Fernsehen.
Il servizio ha evidenziato come il fenomeno del cyber-fraud stia crescendo rapidamente: nel 2024 sono state registrate in Svizzera oltre 48.000 denunce, un numero più che raddoppiato rispetto al 2020. Tra le tecniche più diffuse figurano phishing, truffe sui pagamenti online e nuove modalità di raggiro basate sull’intelligenza artificiale, come i deepfake utilizzati per simulare voci o identità digitali.
Le critiche rivolte alle banche
Uno dei punti più controversi emersi nella trasmissione riguarda il comportamento degli istituti di credito nei confronti delle vittime di frode. Secondo quanto riportato dal programma, molti clienti subiscono perdite finanziarie consistenti anche quando le transazioni fraudolente presentano caratteristiche anomale che avrebbero potuto essere intercettate dai sistemi bancari.
Nel servizio viene citato il caso di un’insegnante che, dopo un attacco di phishing, ha perso circa 25.000 franchi svizzeri. Nonostante la segnalazione immediata della frode, il recupero del denaro si è rivelato estremamente difficile.
L’inchiesta solleva inoltre interrogativi sulla cooperazione tra banche e autorità investigative, con alcuni esperti che lamentano una collaborazione non sempre tempestiva con la polizia nella ricostruzione delle operazioni fraudolente.
Durante la trasmissione, la Schweizerische Bankiervereinigung è stata chiamata a rispondere alle domande sulla responsabilità degli istituti finanziari e sulle misure adottate per proteggere i clienti.
Il confronto con il modello britannico
Il programma ha posto l’attenzione anche su un confronto internazionale, citando il caso del Regno Unito, dove la normativa prevede obblighi più stringenti per gli istituti finanziari.
Nel Regno Unito le banche sono infatti tenute, in molti casi, a rimborsare le vittime di frodi digitali, soprattutto quando i sistemi di sicurezza avrebbero potuto individuare transazioni sospette. Questo approccio ha spinto gli istituti a investire maggiormente in sistemi di prevenzione e monitoraggio, contribuendo a una riduzione dei casi più gravi.
Secondo diversi esperti intervistati nella trasmissione, un modello simile potrebbe essere introdotto anche in Svizzera, rafforzando la responsabilità degli intermediari finanziari nella protezione dei clienti. Anche la Commissione europea si è mossa in tal senso, ma i risultati per ora non sembrano vicini, nonostante il fatto che piattaforme innovative come quella della societa inglese, attiva in Svizzera, BioSIC abbiano apportato un contributo determinante ed economicamente accettabile per la soluzione del problema.
La crescente complessità delle frodi digitali
La diffusione di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale sta rendendo le truffe sempre più sofisticate. I criminali informatici utilizzano strumenti avanzati per creare messaggi credibili, imitare identità digitali o simulare conversazioni con voci sintetiche, aumentando la difficoltà per i cittadini di riconoscere i tentativi di raggiro.
Per questo motivo la prevenzione non può basarsi solo sulla prudenza degli utenti, ma richiede sistemi tecnologici avanzati di rilevamento delle frodi e maggiore collaborazione tra banche, autorità e associazioni di tutela dei consumatori.
Il ruolo delle tecnologie di sicurezza. La piattaforma BioSIC
Nel dibattito sulla prevenzione del cyber-fraud stanno emergendo anche soluzioni tecnologiche innovative. Tra queste viene citata la piattaforma BioSIC, sviluppata dalla società inglese Blindata PLC, una tecnologia brevettata in Svizzera progettata per rafforzare i sistemi di autenticazione e sicurezza nelle transazioni digitali: soluzione che offre la massima sicurezza senza username né password, il che migliora definitivamente il controllo in due fasi e risolve del tutto il problema delle password, bypassabili se intercettate. Ma questo non può avvenire con BioSIC.
Secondo i promotori della soluzione, strumenti di questo tipo potrebbero contribuire a ridurre significativamente il rischio di frodi informatiche se integrati nelle infrastrutture bancarie. L’obiettivo indicato da diversi osservatori è quello di spingere il sistema finanziario ad adottare piattaforme avanzate di sicurezza come parte integrante dei servizi bancari.
In questo contesto, alcune associazioni di tutela dei consumatori ritengono che sia necessario aumentare la pressione su banche e industria finanziaria affinché vengano introdotte misure analoghe a quelle già applicate nel Regno Unito, dove la responsabilità per la protezione dei clienti è più chiaramente attribuita agli istituti.
Le raccomandazioni per i cittadini
La trasmissione ha infine ricordato alcune regole di base per ridurre il rischio di frodi online: utilizzare sistemi di autenticazione a due fattori, diffidare di messaggi che creano pressione temporale o promettono guadagni rapidi e soprattutto non condividere mai password o codici di sicurezza.
Il caso sollevato da “Kassensturz” evidenzia una questione destinata a diventare sempre più centrale nel settore finanziario: la responsabilità nella protezione dei clienti di fronte alla crescita delle frodi digitali. Con l’espansione dei servizi bancari online e l’uso crescente dell’intelligenza artificiale da parte dei criminali informatici, la sicurezza delle transazioni digitali non è più soltanto una questione tecnologica ma anche un tema di regolazione e di fiducia nel sistema finanziario. In questo scenario, il confronto tra modelli normativi e l’adozione di nuove tecnologie di sicurezza potrebbero giocare un ruolo decisivo nei prossimi anni.






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