Giani Invest in Tuscany: Toscana leader nell’attrazione di investimenti esteri e sviluppo industriale grazie a struttura ad hoc

La Toscana rafforza il proprio ruolo tra le principali piattaforme europee per l’attrazione di capitali internazionali, confermando una traiettoria di crescita sostenuta e strutturata.
Nel periodo 2019-2025 la regione ha registrato 303 operazioni di investimento estero, generando oltre 12 miliardi di euro e circa 15 mila nuovi posti di lavoro, dati che consolidano un modello competitivo basato su politiche pubbliche efficaci e forte integrazione con il tessuto produttivo.
Un risultato che non è episodico, ma frutto di una strategia coerente che combina attrattività territoriale, innovazione industriale e apertura ai mercati globali, rendendo la Toscana un benchmark nel panorama italiano ed europeo.
Attrazione di capitali esteri e strategia istituzionale
La capacità della Toscana di intercettare investimenti esteri deriva da un approccio sistemico che integra governance, strumenti operativi e relazioni internazionali.
Secondo Eugenio Giani, “Ci siamo dotati di una struttura specifica… è la riprova della bontà dell’esistenza di questa struttura ad hoc”.
Una struttura dedicata per gli investimenti
La presenza di un organismo regionale focalizzato sull’attrazione di capitali consente di accompagnare gli investitori lungo tutto il processo, riducendo complessità burocratiche e tempi decisionali.
Questo modello favorisce un dialogo diretto con le imprese, elemento determinante nelle scelte di localizzazione industriale.
Performance e posizionamento competitivo
Con 303 operazioni concluse in sei anni, la Toscana si colloca stabilmente tra le prime quattro regioni italiane per investimenti esteri.
Il dato conferma una capacità strutturale di attrazione, sostenuta da un contesto favorevole e da politiche industriali mirate.
Settori chiave e dinamiche economiche
La crescita degli investimenti è trainata da comparti ad alto valore aggiunto, che rafforzano la competitività del sistema regionale.
L’orientamento verso innovazione e tecnologia rappresenta il principale fattore di resilienza economica.
Innovazione industriale e nuovi poli tecnologici
Come sottolineato da Leonardo Marras, “il dato relativo agli ultimi 6 anni… è veramente significativo”.
Farmaceutica, scienze della vita e tecnologie legate all’idrogeno emergono come driver strategici, con prospettive di sviluppo nel medio-lungo periodo.
Export e proiezione internazionale
Nel 2025 l’export ha raggiunto 76,3 miliardi di euro, con una crescita del 21,3% e un rapporto export/PIL del 53,1%, il più elevato in Italia.
Gli USA rappresentano il principale mercato, ma evidenziano anche una potenziale vulnerabilità rispetto a politiche tariffarie e tensioni geopolitiche.
Infrastrutture, lavoro e sostenibilità del modello
Accanto alle performance economiche, emergono alcune criticità strutturali che richiedono interventi mirati per garantire una crescita sostenibile.
Il rafforzamento del capitale umano e della transizione digitale sarà determinante nei prossimi anni.
Energia, digitale e transizione green
La Toscana copre il 66,6% della produzione di energia rinnovabile tramite geotermia, posizionandosi tra le regioni più avanzate in ambito energetico.
Permangono tuttavia criticità, come la gestione dei rifiuti e un livello ancora incompleto di digitalizzazione territoriale.
Mercato del lavoro e formazione
Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,4%, tra i più bassi in Italia, mentre l’occupazione femminile raggiunge il 64,3%.
Nonostante ciò, quasi il 50% delle assunzioni resta scoperto per mismatch di competenze, spingendo la regione a potenziare le ITS Academy e i percorsi formativi.
FAQ
Qual è il volume complessivo degli investimenti esteri?
Oltre 12 miliardi di euro tra il 2019 e il 2025.
Quante operazioni sono state realizzate?
Sono state registrate 303 operazioni di investimento estero.
Quali settori trainano la crescita?
Farmaceutica, scienze della vita, idrogeno e tecnologie avanzate.
Quanto pesa l’export sull’economia toscana?
Il rapporto export/PIL è del 53,1%, il più alto in Italia.
Qual è la principale criticità del mercato del lavoro?
Il mismatch tra domanda e offerta di competenze, che rende difficile coprire molte posizioni.
Qual è la fonte dei dati riportati?
Annual Meeting Invest in Tuscany e analisi TEHA Group







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