Bonus ZES Unica Mezzogiorno, l’INPS chiarisce le regole

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Con la circolare n. 10/2026, giunta solo ora, l’Istituto definisce modalità operative, platea dei beneficiari e condizioni per l’esonero contributivo nelle regioni della ZES

INPS ha pubblicato la circolare n. 10/2026 che rende pienamente operativo il Bonus ZES Unica Mezzogiorno, l’incentivo all’occupazione destinato ai datori di lavoro privati che assumono nelle aree ricomprese nella ZES Unica. Un provvedimento atteso dalle imprese del Sud, che punta a rafforzare la leva occupazionale in territori caratterizzati da tassi di disoccupazione strutturalmente più elevati rispetto alla media nazionale.

Cos’è la ZES Unica

La ZES Unica è stata istituita per accorpare e semplificare le precedenti Zone Economiche Speciali regionali, creando un’unica area agevolata che comprende le regioni del Mezzogiorno – Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’obiettivo è favorire investimenti produttivi e nuova occupazione attraverso strumenti fiscali, amministrativi e contributivi più snelli.

Il Bonus ZES si inserisce in questa strategia: non si tratta di un contributo diretto, ma di un esonero contributivo a favore delle imprese che effettuano nuove assunzioni in queste aree. Una misura che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe incentivare contratti stabili e ridurre il costo del lavoro nelle regioni meridionali.

A chi è rivolto il Bonus ZES

La circolare dell’INPS chiarisce che l’incentivo è destinato ai datori di lavoro privati, con esclusione della pubblica amministrazione, che assumono lavoratori nelle sedi o unità produttive ubicate nella ZES Unica Mezzogiorno.

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La misura riguarda nuove assunzioni a tempo indeterminato, con specifiche condizioni legate alla tipologia di lavoratori coinvolti (ad esempio disoccupati o soggetti con particolari requisiti di svantaggio). L’esonero contributivo è riconosciuto entro un limite massimo e per una durata definita, che la circolare dettaglia sotto il profilo tecnico-operativo: modalità di richiesta, codici di autorizzazione, flussi UniEmens e controlli ex post.

Come funziona l’esonero contributivo

Nel concreto, l’incentivo si traduce in una riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL. Non si tratta dunque di un abbattimento totale del costo del lavoro, ma di una misura mirata sulla componente contributiva.

La circolare n. 10/2026 specifica che il beneficio è subordinato al rispetto di alcune condizioni: regolarità contributiva (DURC), rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Sono inoltre previste clausole di salvaguardia in caso di licenziamenti nei mesi precedenti o successivi all’assunzione incentivata.

Le criticità: tra opportunità e limiti strutturali

Il Bonus ZES rappresenta senza dubbio un segnale politico ed economico forte verso il Mezzogiorno. Ridurre il costo del lavoro può favorire l’ingresso di nuove risorse in azienda e rendere più sostenibili i piani di espansione. Tuttavia, l’efficacia di questi strumenti dipende dalla capacità delle imprese di generare crescita reale e non solo di sostituire contratti esistenti con rapporti incentivati.

Esperienze precedenti di decontribuzione hanno mostrato risultati alterni: in alcuni casi hanno prodotto un aumento significativo delle assunzioni stabili, in altri si sono rivelate misure temporanee con effetti limitati nel medio periodo. Molto dipenderà anche dal coordinamento con altri strumenti attivi, come le politiche di formazione e le misure del PNRR dedicate al Sud.

Un tassello nella strategia di rilancio del Sud

La pubblicazione della circolare operativa segna il passaggio dalla norma alla concreta applicazione. Ora la partita si gioca sul terreno delle imprese: la misura potrà incidere davvero solo se inserita in una strategia più ampia di sviluppo infrastrutturale, semplificazione amministrativa e attrazione di investimenti.

Il Bonus ZES Unica Mezzogiorno, dunque, non è la soluzione strutturale al divario occupazionale tra Nord e Sud, ma può diventare un acceleratore se accompagnato da politiche industriali coerenti e di lungo periodo. La circolare dell’INPS fornisce il quadro tecnico; resta da capire quanto il tessuto imprenditoriale sarà pronto a coglierne appieno le opportunità.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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