Hoepli in liquidazione volontaria: chiude una storica casa editrice italiana?
Hoepli in liquidazione volontaria, si chiude un simbolo della cultura milanese
L’assemblea dei soci di Hoepli Spa, storica casa editrice e libreria di Milano, ha deliberato la messa in liquidazione volontaria della società, dopo una “sofferta e approfondita riflessione” sulla situazione economica e societaria complessiva.
La decisione, assunta nelle ultime ore a Milano, arriva al termine di anni di risultati negativi e di un conflitto interno tra soci ritenuto “gravoso” e non più sanabile.
La liquidazione è stata indicata come “unica soluzione giuridicamente appropriata” per preservare il patrimonio aziendale e tutelare creditori, dipendenti e stakeholder, in un mercato editoriale sotto forte pressione strutturale e competitiva.
L’assemblea ha nominato liquidatore l’avvocata Laura Limido, scelta per garantire terzietà e imparzialità nella gestione di una procedura che riguarda un’istituzione considerata un pezzo della storia d’Italia e della filiera del libro.
In sintesi:
- La storica casa editrice e libreria Hoepli viene posta in liquidazione volontaria dai soci.
- Pesa la combinazione di risultati negativi, prospettive di mercato deboli e conflitto endosocietario.
- L’avvocata Laura Limido nominata liquidatore unico per garantire autonomia e indipendenza.
- Il socio Giovanni Nava si oppone e annuncia battaglia legale per salvare l’azienda.
Le ragioni della liquidazione e le tensioni tra soci e lavoratori
Nella nota ufficiale, Hoepli spiega che i “risultati di esercizio negativi”, uniti all’andamento previsionale sfavorevole del mercato editoriale e librario, hanno reso insostenibile la prosecuzione dell’attività nella forma attuale.
A ciò si aggiunge la “consistente impossibilità di far cessare il gravoso conflitto endosocietario”, elemento che ha spinto i soci di maggioranza a considerare la liquidazione come unica via per evitare la dispersione del patrimonio aziendale.
Per garantire “imparzialità e trasparenza”, l’assemblea ha scelto l’avvocata Laura Limido come liquidatore, dopo verifiche su autonomia, terzietà e esperienza in procedure liquidatorie giudiziali.
L’obiettivo dichiarato è assicurare una gestione “imparziale ed efficiente” nel pieno rispetto dei diritti di creditori e dipendenti, mirando a preservare il valore dell’azienda e una “massima tutela possibile” delle parti coinvolte.
La società rivendica il “silenzio e il riserbo” mantenuti nei mesi scorsi, motivandoli con la necessità di non anticipare decisioni prima delle deliberazioni formali degli organi competenti e di contrastare “indebite affermazioni di soggetti non autorizzati”.
Intanto, i lavoratori hanno vissuto settimane di forte tensione: sciopero e presidio sotto la sede nel centro di Milano hanno denunciato l’assenza di un piano industriale, con dipendenti che hanno dichiarato: “A tutt’oggi non abbiamo nessuna prospettiva”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha rivolto un appello alla responsabilità verso i dipendenti della libreria e verso i lettori storici, sottolineando il ruolo pubblico e culturale del marchio.
La battaglia del socio Nava e gli scenari futuri per Hoepli
Contro la scelta di liquidare la società si è schierato apertamente Giovanni Nava, socio con il 30% delle azioni di Hoepli Spa.
Nava afferma di aver votato contro la liquidazione e contro la cessione dell’azienda, anche “frazionata in rami o, addirittura, del tutto disgregata”, criticando la maggioranza per non aver valutato l’ipotesi di un nuovo management e di un piano di rilancio.
“Mi sono opposto nel corso della riunione a questa deriva, senza che l’attuale maggioranza abbia neppure considerato di farsi da parte e affidare il rilancio della società a un nuovo management”, dichiara.
Nava annuncia di voler “continuare la battaglia in tutte le sedi e con ogni mezzo messo a disposizione dalla legge” per salvaguardare la casa editrice e la libreria, definendole “un pezzo della storia d’Italia ancora oggi viva” grazie all’impegno di circa 90 lavoratrici e lavoratori.
I prossimi mesi saranno decisivi: dalla strategia del liquidatore e dai possibili interessi di editori, fondi o istituzioni potrà dipendere non solo il destino del marchio Hoepli, ma anche il futuro dei suoi dipendenti e il presidio culturale rappresentato dalla storica libreria nel centro di Milano.
FAQ
Perché Hoepli è stata messa in liquidazione volontaria?
La liquidazione è stata deliberata per risultati economici negativi, previsioni di mercato sfavorevoli e un conflitto endosocietario ritenuto insanabile, con l’obiettivo dichiarato di preservare il patrimonio e tutelare i creditori.
Chi gestirà la procedura di liquidazione di Hoepli?
La procedura sarà gestita dall’avvocata Laura Limido, nominata liquidatore dall’assemblea dei soci, scelta per autonomia, terzietà e comprovata esperienza in complesse procedure liquidatorie giudiziali.
Cosa rischiano i lavoratori di Hoepli dopo la liquidazione?
I lavoratori rischiano ristrutturazioni profonde, cessioni di rami d’azienda o chiusure. Tuttavia, la società dichiara di voler garantire la massima tutela possibile dei diritti occupazionali nella gestione della liquidazione.
Qual è la posizione del socio Giovanni Nava sulla liquidazione?
La posizione di Giovanni Nava è nettamente contraria: si è opposto in assemblea, respinge la disgregazione dell’azienda e ha annunciato iniziative legali per salvaguardare casa editrice e libreria.
Da quali fonti provengono le informazioni su Hoepli?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti tratti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.






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