Pagamenti digitali in Italia: crescono ma troppo lentamente rispetto all’Europa
Pagamenti digitali in Italia: crescita forte ma divario con l’Europa
I pagamenti digitali in Italia hanno superato nel 2025 quota 500 miliardi di euro, secondo il rapporto 2026 della Community Cashless Society di Teha Group. Lo studio, diffuso in Italia nel 2026, fotografa un Paese in rapida espansione sul digitale ma ancora fortemente legato al contante, con conseguenze su competitività, tracciabilità e lotta all’evasione. L’Italia è al 21° posto nell’Unione europea per diffusione dei pagamenti elettronici e al 31° a livello globale per incidenza del contante sul Pil, ben sotto la media dei partner Ue. Il report evidenzia così un paradosso: un settore industriale dei pagamenti in forte sviluppo, ma un utilizzo quotidiano ancora frenato da abitudini radicate, ritardi infrastrutturali e resistenze culturali che rallentano la transizione verso una piena cashless society.
In sintesi:
- Pagamenti digitali oltre 500 miliardi nel 2025, pari al 26,6% del Pil italiano.
- Italia solo 21ª nell’Ue per cashless e 31ª nel mondo per uso del contante.
- Cash in circolazione pari all’11,5% del Pil, sopra la media europea del 9,8%.
- Filiera dei pagamenti digitali vale 17,7 miliardi di fatturato e 34.600 addetti.
Numeri, ritardi e peso del contante nell’economia italiana
Dal 2015 al 2025 il valore delle transazioni cashless in Italia è triplicato, arrivando a rappresentare il 26,6% del Pil. Carte, wallet digitali e soluzioni elettroniche registrano un tasso medio annuo di crescita del 9,5% nell’ultimo triennio.
Tuttavia il confronto europeo rimane sfavorevole: in Italia si contano 181,4 transazioni digitali pro capite l’anno, contro le 246,8 dell’Ue a 27. La quota media dei pagamenti elettronici sul Pil europeo è al 31,6%, circa cinque punti in più rispetto al dato italiano. Nel Cashless Society Index 2026 l’Italia scivola al 21° posto, sorpassata da economie comparabili come Germania (10°), Spagna (12°) e Francia (16°).
La zavorra principale resta il contante. Il Cash Intensity Index colloca l’Italia al 31° posto su 144 Paesi analizzati, con banconote e monete in circolazione pari all’11,5% del Pil, contro il 9,8% medio europeo. Questa abbondanza di cash riduce la tracciabilità, alimenta l’area grigia dell’economia e ostacola politiche efficaci contro evasione e sommerso.
Il rapporto segnala infatti un’economia non osservata stimata in circa 200 miliardi di euro, pari al 10,2% del Pil nazionale, in peggioramento negli ultimi anni e strettamente connessa al persistere delle transazioni in contanti.
Il potenziale industriale del cashless e gli scenari al 2030
Parallelamente al ritardo nell’uso quotidiano, i pagamenti digitali costituiscono un settore industriale già strategico per il sistema produttivo italiano. La filiera cashless conta 2.844 aziende, tra operatori nazionali e internazionali, con un fatturato aggregato di 17,7 miliardi di euro e un valore aggiunto di 9,4 miliardi.
L’ecosistema occupa circa 34.600 addetti lungo tutta la catena del valore: dall’infrastruttura tecnologica ai gateway di pagamento, dai circuiti internazionali alle fintech specializzate in soluzioni di incasso e accettazione. Se gli attuali ritmi di crescita verranno mantenuti, entro il 2030 il settore potrebbe generare ulteriori 27,5 miliardi di euro di valore economico, con un potenziale complessivo fino a 123 miliardi di euro attivato sull’economia nazionale.
Un’accelerazione sul digitale, accompagnata da incentivi mirati all’accettazione elettronica, semplificazione normativa e educazione finanziaria, rappresenta quindi non solo una misura di modernizzazione dei pagamenti, ma una leva industriale per competitività, attrazione di capitali e riduzione strutturale dell’economia sommersa.
FAQ
Quanti sono i pagamenti digitali in Italia nel 2025?
Nel 2025 i pagamenti digitali in Italia hanno superato i 500 miliardi di euro, pari al 26,6% del prodotto interno lordo nazionale.
In che posizione è l’Italia nel Cashless Society Index 2026?
L’Italia è al 21° posto tra i Paesi dell’Unione europea nel Cashless Society Index 2026, perdendo una posizione rispetto all’anno precedente.
Quanto pesa il contante sull’economia italiana rispetto all’Europa?
In Italia il contante in circolazione vale l’11,5% del Pil, contro una media europea stimata al 9,8% del Pil.
Quanto vale e quanti occupati genera il settore dei pagamenti digitali?
Il settore dei pagamenti digitali in Italia genera 17,7 miliardi di fatturato, 9,4 miliardi di valore aggiunto e circa 34.600 occupati diretti e indiretti.
Quali sono le fonti utilizzate per questi dati sui pagamenti digitali?
I dati derivano da una elaborazione della nostra Redazione su informazioni ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.






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