Italia fuori dai Mondiali, polemica su Gravina. L’ira degli atleti azzurri. L’incontro decisivo sul futuro Figc
Per la terza volta consecutiva la Nazionale italiana di calcio non prenderà parte ai Mondiali, un risultato che ha riacceso il dibattito sullo stato del movimento calcistico nazionale. Nel mirino delle critiche è finito anche Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, dopo alcune dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa.

Gravina ha messo a confronto il calcio con le altre discipline sportive, sottolineando una differenza strutturale tra professionismo e dilettantismo: «Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici, facciamo rapporti su basi di equità». Il presidente ha poi aggiunto: «Gli altri sono sport di Stato, come quelli invernali: tolta Arianna Fontana, sono tutti dipendenti dello Stato», rispondendo a una domanda sul motivo per cui l’Italia ottenga risultati migliori in altre discipline rispetto al calcio.
L’ira degli atleti sulle parole di Gravina
Parole che hanno suscitato una forte reazione da parte di numerosi atleti azzurri. Tra le più critiche Irma Testa, medaglia di bronzo olimpica, che sui social ha espresso il proprio dissenso: «I veri professionisti siamo noi, gareggiamo e vinciamo per la maglia e per il nostro Paese, mentre guardiamo giocatori milionari fare brutte figure». La pugile ha inoltre sottolineato la disparità economica e l’impegno richiesto: «Mi alleno più di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi o delle loro tate». A rilanciare il messaggio anche Federica Pellegrini, che ha condiviso le parole della collega.
Sulla stessa linea Tommaso Marini, argento olimpico a Parigi nel fioretto a squadre, che ha rivendicato con orgoglio il proprio percorso: «Sono fiero di far parte dei “dilettantistici” che soffrono e danno l’anima per conquistare medaglie con la maglia azzurra pur non ricevendo milioni». Marini ha anche difeso il ruolo dello Stato nello sport: «Senza il sostegno pubblico molti giovani non avrebbero potuto inseguire il sogno sportivo».
Più misurato ma comunque critico il commento di Simone Alessio, bronzo olimpico a Parigi 2024: «Nonostante possano essere frasi offensive, non mi hanno toccato. La delusione è tanta, ma definire dilettanti tutti gli atleti degli altri sport sono parole poco lucide. Leggendole mi è venuto da sorridere: è la delusione a parlare».
La vicenda evidenzia ancora una volta la frattura tra il mondo del calcio e quello delle altre discipline, riaprendo il dibattito sul valore e sul riconoscimento dello sport italiano nel suo complesso.
Il ministro Abodi: “Soluzione è commissario alla Figc”
‘Intanto penso che sia necessario fare il resoconto della sconfitta, perche’ se non lo facessimo sarebbe un’ulteriore sconfitta, ancora piu’ grave. Ci auguriamo quindi che gia’ in giornata succeda qualcosa e che inizi un periodo nuovo, nel quale dobbiamo ripartire dai giovani. Serve anche un periodo di decantazione, perche’ se pensiamo soltanto alle elezioni federali, nel caso di dimissioni del presidente Gravina, perderemmo un’occasione. Dobbiamo ragionare per la parte che possiamo mettere a disposizione, poi le decisioni finali spettano al sistema calcio interno’. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, interviene su Rtl in merito alla mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali di calcio e sul futuro della Nazionale.
‘Mi auguro quindi che ci siano le condizioni, richieste anche dal Consiglio federale, per un commissariamento che consenta di dare sostanza a questo tempo e permetta poi alla Federazione di andare verso nuove elezioni. Se puntassimo solo alle elezioni, non risolveremmo i problemi’.
Sull’ipotesi di schierare almeno quattro giocatori italiani per tutti i minuti della partita, ‘Si’, la penso un po’ come La Russa. Piu’ che una norma, deve essere una regola condivisa dal sistema calcistico: non possiamo imporla. Penso che sia una questione che possa essere discussa anche con l’Unione Europea: non ci possono essere vincoli, ma se la poniamo sul piano delle opportunita’ da offrire ai calciatori italiani, soprattutto ai piu’ giovani, magari anche con qualche incentivo economico, credo se ne possa parlare e codificare rapidamente. E’ opportuno che la validino loro; noi siamo al tavolo per dare tutto il supporto possibile a una scelta del genere’.
Ore decisive per Gravina e per il suo futuro
Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, è arrivato nella sede della Figc a Roma. Nel primo pomeriggio è in programma la riunione con tutte le componenti del consiglio federale.L’incontro è stato indetto ieri dopo che Gravina ha fatto ritorno da Zenica dove la nazionale ha mancato la qualificazione al terzo mondiale di fila. Secondo quanto trapela da diverse fonti di stampa, Gravina starebbe maturando l’intenzione di dimettersi e potrebbe quindi già comunicarlo in giornata a coloro che poco più un anno fa, nel febbraio 2025, lo avevano rieletto per il terzo mandato con il 98,68% dei voti.






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