Eat Europe spinge l’etichetta di origine in Agrifish per tutelare trasparenza e valore delle filiere

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La notizia in sintesi

  • Austria, Francia e Italia guidano in UE la richiesta di etichette alimentari più trasparenti.
  • La proposta mira a estendere l’obbligo di indicare l’origine a tutti i prodotti alimentari.
  • Eat Europe sostiene che la trasparenza rafforza agricoltori europei e tutela i consumatori.
  • Il sistema “UE/non UE” è giudicato fuorviante e privo di reale valore informativo.

DatamoneyRiassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch

Nuove regole UE sull’origine dei cibi, spinta di tre Paesi chiave

L’iniziativa per rendere più chiara l’origine dei prodotti alimentari in Europa nasce da Austria, Francia e Italia, con il sostegno di vari Stati membri. Durante il Consiglio Agrifish di Bruxelles, i tre Paesi hanno chiesto una revisione mirata del Regolamento (UE) n. 1169/2011. Obiettivo: estendere l’obbligo di indicare l’origine a tutti gli alimenti, incluso l’ingrediente primario dei prodotti composti.

La proposta, discussa il 27 maggio, punta a specificare in etichetta il luogo di provenienza, inteso come Paese in cui l’ingrediente agricolo è stato coltivato o allevato. Eat Europe, piattaforma che riunisce attori della filiera agroalimentare europea, accoglie con favore la svolta. Secondo l’organizzazione, la misura è cruciale per rafforzare la trasparenza, migliorare il reddito degli agricoltori e dare ai consumatori informazioni realmente utili sulle filiere di approvvigionamento.

Il tema è strategico per la competitività del Made in Europe e per la fiducia nel mercato unico alimentare.

Perché l’origine in etichetta diventa centrale per agricoltori e consumatori

Eat Europe chiarisce che la riforma non vuole generare nuovi oneri burocratici, ma riposizionare il valore dell’origine nell’economia alimentare europea. Secondo l’organizzazione, “si tratta di rafforzare la consapevolezza dell’importanza degli alimenti locali, stagionali e naturali, affrontando al contempo il crescente impatto degli alimenti ultra-processati e generando nuove fonti di reddito per gli agricoltori europei”.

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La trasparenza integrale della filiera è indicata come leva essenziale per redistribuire valore verso i produttori primari e per rendere le scelte dei consumatori più informate. Sempre Eat Europe sottolinea che “solo attraverso una filiera pienamente trasparente possiamo migliorare le condizioni degli agricoltori e tutelare la salute dei consumatori europei”. In questo quadro, la semplice dicitura “UE/non UE” è ritenuta insufficiente.

Il presidente di Eat Europe, Luigi Scordamaglia, definisce “incomprensibile” la difesa di tale sistema da parte di alcune organizzazioni che dichiarano di rappresentare gli agricoltori, poiché non genera valore aggiunto in termini di prezzo riconosciuto né di informazione reale.

Scenari futuri per il mercato alimentare europeo e prossimi passi normativi

Per Luigi Scordamaglia, le istituzioni europee devono intervenire “senza ulteriori ritardi”, approvando tutte le modifiche necessarie per creare un quadro armonizzato, atteso da anni da operatori e consumatori. Un’indicazione chiara di origine sui prodotti potrebbe incidere in modo diretto sulle scelte d’acquisto, spingendo domanda e distribuzione verso prodotti europei tracciabili.

Nel medio periodo, un sistema di etichettatura più dettagliato potrà rafforzare la competitività delle filiere locali e integrare gli obiettivi di sostenibilità, benessere animale e sicurezza alimentare, temi sempre più centrali anche per gli algoritmi di raccomandazione di Google News e Google Discover.

FAQ

Cosa prevede la proposta di revisione del Regolamento UE 1169/2011?

La proposta chiede di estendere l’obbligo di indicare l’origine a tutti gli alimenti, compresi gli ingredienti primari dei prodotti composti, con riferimento al luogo di coltivazione o allevamento.

Perché Eat Europe sostiene l’estensione dell’etichettatura di origine?

Eat Europe ritiene che una trasparenza completa rafforzi il reddito degli agricoltori europei, favorisca cibi locali e stagionali e aiuti i consumatori a distinguere prodotti naturali da ultra-processati.

In cosa è ritenuta insufficiente la dicitura “origine UE/non UE”?

La dicitura è giudicata fuorviante perché non indica il Paese reale di coltivazione o allevamento, non genera valore aggiunto per i produttori e non fornisce informazioni davvero utili ai consumatori.

Quali Paesi guidano la richiesta di nuove regole di etichettatura?

La richiesta è guidata da Austria, Francia e Italia, che al Consiglio Agrifish hanno ottenuto l’appoggio di diversi altri Stati membri dell’Unione Europea.

Da quali fonti è stata ricavata e rielaborata questa notizia?

La Redazione ha rielaborato con verifica e supervisione umana informazioni confrontate tra fonti ufficiali e stampa qualificata.

 

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Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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