La Scuola Walter Tobagi apre il XII biennio con Mario Calabresi: il giornalismo oltre i confini della carta
L’incontro inaugurale ha offerto ai trenta nuovi praticanti un confronto sulla trasformazione della professione, dal quotidiano tradizionale ai podcast e ai linguaggi digitali

Intervista realizzata dal praticante Guglielmo Latini —
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La Scuola di Giornalismo “Walter Tobagi” dell’Università degli Studi di Milano ha inaugurato il XII biennio formativo, relativo al periodo 2026-2028, con una lezione-incontro affidata a Mario Calabresi. Nel corso della prima giornata, le studentesse e gli studenti hanno discusso con il giornalista e scrittore dell’evoluzione dell’informazione, affrontando i diversi linguaggi attraverso i quali oggi si costruisce il racconto della realtà: carta stampata, piattaforme digitali, newsletter, video e podcast.

L’incontro, documentato anche attraverso un’intervista realizzata dal praticante Guglielmo Latini, assume un significato particolare perché Calabresi rappresenta un percorso professionale sviluppatosi fra giornalismo tradizionale e sperimentazione editoriale. Dopo avere diretto La Stampa e la Repubblica, ha contribuito alla nascita di Chora Media e allo sviluppo di un modello basato sulla produzione di contenuti audio, arrivato in sei anni a circa 420 serie podcast. Nel settembre 2026 ha lasciato gli incarichi nel gruppo Be Water Content e ceduto la propria partecipazione, annunciando l’intenzione di intraprendere una nuova fase professionale.
La domanda di informazione verificata
La sua presenza alla Tobagi ha permesso quindi di affrontare un tema centrale per chi entra oggi nella professione: il giornalismo non coincide più con un singolo supporto. La diminuzione della diffusione dei quotidiani non elimina la domanda di informazione verificata, ma obbliga a riconsiderare formati, tempi e rapporto con il pubblico. Lo stesso Calabresi ha sostenuto in più occasioni che il racconto dei fatti, delle loro cause e delle conseguenze rimane necessario, mentre devono evolvere le forme attraverso le quali raggiunge i lettori e gli ascoltatori.
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Il podcast, in questa prospettiva, non è semplicemente la trasposizione sonora di un articolo. Richiede scrittura per l’ascolto, costruzione della voce, uso consapevole delle pause, selezione dei documenti sonori e capacità di accompagnare il pubblico in una narrazione più lunga. La carta, invece, continua a offrire sintesi, gerarchia delle notizie, approfondimento e possibilità di rilettura. La formazione contemporanea deve insegnare a scegliere il mezzo più adatto alla storia, senza confondere l’innovazione tecnologica con la rinuncia alle regole del mestiere.
Il nuovo biennio
Il nuovo biennio della Scuola di giornalismo accoglie trenta praticanti. Gli iscritti lavoreranno nelle testate-laboratorio del master e saranno inseriti nel Registro dei praticanti; al termine del percorso, ottenuto l’attestato di compiuta pratica, potranno accedere all’esame di Stato per diventare giornalisti professionisti. Il programma comprende 600 ore di didattica, 30 ore di laboratori speciali, 1.400 ore di attività redazionale e 800 ore di stage, distribuite su cinque mesi complessivi.
La Scuola, nata nel 2006 come master interfacoltà della Statale e continuatrice dal 2009 dell’esperienza dell’IFG Carlo De Martino, dispone inoltre di studi televisivi e radiofonici, sale di post-produzione e attrezzature professionali per registrazione, montaggio e diretta. La sua impostazione punta quindi a integrare preparazione teorica, deontologia, verifica delle fonti e pratica multimediale.
Aprire il biennio con un confronto sulla relazione fra carta e podcast significa indicare una direzione precisa. Il futuro del giornalismo non dipenderà dalla vittoria di un mezzo sull’altro, ma dalla capacità dei professionisti di conservare attendibilità, indipendenza e profondità passando da un linguaggio all’altro. In un sistema informativo dominato dalla velocità, dagli algoritmi e dall’intelligenza artificiale, la competenza decisiva resta quella che Walter Tobagi poneva al centro del mestiere: comprendere i fatti prima di raccontarli.
L’intervista realizzata da Guglielmo Latini a Mario Calabresi è nei canali social ufficiali della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi:
- Post con l’intervista su Facebook facebook.com
- Profilo Instagram della Scuola Walter Tobagi — l’intervista compare nel post dedicato all’avvio del XII biennio. instagram.com
- Pagina LinkedIn della Scuola Walter Tobagi — il contenuto è pubblicato nel feed della pagina
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