Manifattura, il peso dei costi energetici cresce del 40%

La notizia in sintesi
- Elettricità più cara del 35% rispetto alla Germania nei primi nove mesi del 2026.
- A settembre il prezzo ha raggiunto 208 euro/MWh, contro i 114 euro/MWh di febbraio.
- L’incidenza dei costi energetici sui costi totali è aumentata del 34,5% rispetto a sei anni prima.
- Per la sola manifattura, l’aumento dell’incidenza dei costi energetici raggiunge il 40%.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Prezzo dell’elettricità, divario del 35% rispetto alla Germania
Il prezzo dell’energia elettrica risulta “sistematicamente più alto rispetto ai competitor europei”: nei primi nove mesi del 2026 il divario con la Germania è stato del 35%, secondo il rapporto citato da Il Sole 24 Ore Radiocor. A settembre il prezzo ha raggiunto un picco di 208 euro/MWh, contro i 114 euro/MWh di febbraio, mese indicato dalla fonte come precedente all’inizio della guerra in Medio Oriente. Il confronto segnala una pressione sui costi delle imprese: rispetto a sei anni prima, il peso complessivo dell’energia sui costi totali è aumentato del 34,5%, con un incremento ancora maggiore per la sola manifattura, pari al 40%.
Il rincaro elettrico e il maggiore peso dell’energia sui costi
I dati descrivono due aspetti distinti: il livello del prezzo elettrico rispetto alla Germania e l’aumento dell’incidenza delle spese energetiche nell’arco di sei anni. Il primo confronto riguarda i nove mesi iniziali del 2026 e quantifica uno svantaggio di prezzo rispetto al concorrente europeo preso a riferimento. Il passaggio dai 114 euro/MWh di febbraio ai 208 euro/MWh di settembre mostra invece l’aumento intervenuto tra i due mesi, senza fornire da solo una ricostruzione dell’intero andamento del periodo.
Il secondo indicatore comprende un insieme più ampio di fonti: petrolio, gas, energia elettrica e altre componenti energetiche, considerate nel loro peso sui costi totali. L’aumento del 34,5% riguarda dunque l’incidenza di queste spese, non una quota pari al 34,5% dei costi complessivi: distinguere le due misure evita di attribuire al rapporto un dato diverso da quello riportato. Per la manifattura, l’incremento dell’incidenza raggiunge il 40%, indicando una crescita del peso energetico più marcata rispetto al dato generale e affiancando al divario internazionale sull’elettricità un elemento di pressione sulla struttura dei costi produttivi nel confronto con sei anni prima.
Competitività, perché il solo prezzo elettrico non esaurisce il problema
La lettura congiunta degli indicatori porta l’attenzione sulla competitività delle imprese, senza confondere il confronto internazionale con quello temporale. Un eventuale calo del prezzo elettrico, da solo, non basterebbe a documentare un recupero del divario con la Germania o una riduzione del peso complessivo dell’energia. Per valutare questi sviluppi servirebbero confronti aggiornati sulle stesse grandezze: prezzi relativi dell’elettricità e incidenza dell’insieme delle fonti energetiche sui costi totali, con un’attenzione specifica alla manifattura.
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