Auto elettriche, nuovi incentivi per la filiera produttiva. Arriva il bonus retrofit e per la ricarica domestica. Tutte le novità
Il sistema degli incentivi per il settore automobilistico cambia volto. Con l’entrata in vigore del nuovo DPCM automotive, il governo ridefinisce le priorità della mobilità sostenibile, mettendo sul piatto oltre 1,3 miliardi di euro da qui al 2030. La svolta è netta: meno contributi diretti ai privati per l’acquisto di auto nuove e più risorse destinate alla filiera produttiva, alla ricerca e alle soluzioni alternative.

Un cambio di paradigma che punta su innovazione tecnologica e riduzione dell’impatto ambientale, segnando una discontinuità rispetto alle politiche degli anni precedenti.
Stop agli incentivi per le elettriche, arriva il bonus retrofit
Tra le novità più rilevanti spicca l’assenza di bonus per l’acquisto di auto elettriche da parte dei privati. Al loro posto, debutta il bonus retrofit: un incentivo pensato per rendere più ecologici i veicoli già in circolazione. Chi sceglie di installare un impianto a GPL o metano su auto di categoria M1 (almeno Euro 3) potrà contare su un contributo fisso di 400 euro per il GPL e 800 euro per il metano, applicato direttamente dall’installatore.
L’obiettivo è duplice: ridurre le emissioni e alleggerire i costi per gli automobilisti, con risparmi che possono arrivare fino al 60% dell’intervento.
Ricarica domestica, lo Stato copre l’80%
Resta invece il sostegno per chi ha già scelto l’elettrico. Il bonus per le colonnine domestiche viene confermato fino al 2030 e prevede un contributo pari all’80% della spesa per acquisto e installazione. Il tetto massimo è fissato a 1.500 euro per le abitazioni private e sale a 8.000 euro per gli interventi nelle parti comuni dei condomini.
Una misura che punta a facilitare la diffusione delle infrastrutture di ricarica e a rendere più accessibile l’utilizzo quotidiano dei veicoli elettrici.
Debutta il noleggio a lungo termine sociale
Tra le iniziative più innovative figura il noleggio a lungo termine sociale, introdotto in via sperimentale. Il programma si rivolge ai cittadini con ISEE inferiore a 30.000 euro e prevede contratti di almeno tre anni per veicoli nuovi Euro 6 con emissioni fino a 135 g/km di CO2.
Condizione necessaria è la rottamazione di un vecchio mezzo (fino a Euro 4), intestato all’utente o a un familiare convivente da almeno un anno. Al termine del contratto, sarà possibile riscattare il veicolo con uno sconto minimo del 10% rispetto al valore di mercato. La gestione operativa sarà affidata all’ACI.
Incentivi per due ruote e veicoli commerciali
Il decreto guarda anche al mondo delle due ruote: dal 1° gennaio 2027 sono previsti incentivi per l’acquisto di moto e scooter elettrici o ibridi, con uno sconto del 20% fino a 2.000 euro, che sale al 30% (fino a 3.000 euro) in caso di rottamazione di un veicolo obsoleto.
Per le imprese arrivano invece contributi dedicati ai veicoli commerciali leggeri e medi (categorie N1 e N2) a basse emissioni. Gli incentivi variano in base alla massa e all’alimentazione, premiando in particolare le soluzioni elettriche e a idrogeno.
Focus su industria e innovazione
Una quota significativa delle risorse sarà destinata al rafforzamento della filiera automotive nazionale. Attraverso accordi per l’innovazione e mini contratti di sviluppo, il governo punta a sostenere la riconversione industriale verso tecnologie legate alla mobilità sostenibile, autonoma e connessa.
L’obiettivo è mantenere competitivo il sistema produttivo italiano in un contesto europeo sempre più orientato alla decarbonizzazione.





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