Data center e AI, l’impatto sul clima e sull’ambiente. Il tema critico dell’acqua
I data center sono ormai l’infrastruttura invisibile dell’economia digitale, essenziali per cloud, intelligenza artificiale e servizi basati sui dati. Ma la loro crescita comporta un costo ambientale crescente: in Europa hanno consumato circa 70 TWh di elettricità nel 2024 e, a livello globale, i consumi potrebbero più che raddoppiare entro il 2030, spinti soprattutto dall’AI.

Entro il 2030 i data center assorbiranno il 10% dell’aumento della domanda elettrica
Secondo la Commissione europea, entro il 2030 i data center assorbiranno il 10% dell’aumento della domanda elettrica dell’UE, rendendo la loro sostenibilità centrale per la transizione verde e digitale. È quanto emerge anche dal progetto di ricerca GEOTWIN, che ha analizzato oltre 2.200 strutture e centinaia di operatori europei.
L’uso delle fonti rinnovabili
Sul fronte energetico arrivano segnali positivi: oltre metà dei provider utilizza in larga parte fonti rinnovabili. Tuttavia, la sfida principale resta nelle emissioni indirette della filiera, legate alla produzione di hardware e alla logistica, ancora poco monitorate. A ciò si aggiunge il tema critico dell’uso dell’acqua, sempre più rilevante.
La distribuzione geografica dei data center è fortemente concentrata in pochi Paesi e aree metropolitane, guidata da fattori come connettività, disponibilità energetica e condizioni climatiche. Infine, la comunicazione sulla sostenibilità resta incompleta: molte aziende enfatizzano certificazioni ed efficienza, ma forniscono pochi dati sugli impatti reali, soprattutto su emissioni indirette e risorse idriche.





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