Nomisma Energia prevede bollette fino al 54% più care per le imprese

La notizia in sintesi
- Nomisma Energia stima una crescita della spesa energetica delle imprese fino al 54% nel 2026.
- Il gas pesa maggiormente sui rincari: per un’impresa ad alto consumo, l’aumento stimato raggiunge il 65%.
- Per l’elettricità, una società con consumi annui di un milione di kilowattora spenderebbe circa 12.700 euro aggiuntivi.
- Le manifatture lombarde devono valutare l’impatto su margini, contratti di fornitura e listini 2027.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Energia, le stime di Nomisma indicano rincari fino al 54% per le imprese
Nomisma Energia stima che la spesa energetica delle imprese possa aumentare fino al 54% nel 2026 rispetto al 2025, con rincari concentrati soprattutto sul gas e conseguenze per le manifatture della Lombardia. Le previsioni, riportate da QuiFinanza il 13 agosto 2026 e riprese da Industria Lombarda il 14 ottobre, collegano gli aumenti al ritorno delle quotazioni del gas sopra i 60 euro per megawattora sul mercato TTF di Amsterdam a fine luglio. Per le aziende che impiegano gas nei processi produttivi, il maggiore costo prospettato mette sotto pressione i margini dell’ultimo trimestre e richiede una valutazione dei prezzi da applicare nei listini 2027.
Gas ed elettricità: quanto pesano gli aumenti stimati sui bilanci aziendali
Per settembre, le stime indicano un costo del gas di circa 71 centesimi al metro cubo, contro i 43 centesimi dello stesso mese del 2025: per un’impresa tipo ad alto consumo, l’aggravio annuo supererebbe 559 mila euro, pari al 65%. Sul versante elettrico, il prezzo previsto è di 20,72 centesimi per kilowattora, rispetto ai 19,44 centesimi di un anno prima. Un’azienda con consumi di un milione di kilowattora annui spenderebbe quindi circa 12.700 euro aggiuntivi, con un incremento indicato nel 7%.
Per l’impresa tipo considerata, l’aggravio complessivo di gas ed elettricità arriverebbe a circa 572 mila euro, una cifra riferita allo specifico profilo di consumo e non automaticamente estendibile a tutte le aziende. Il quadro dei mercati riportato dalla fonte comprende quotazioni del gas al TTF superiori a 60 euro per megawattora, livello assente da marzo, e prezzi elettrici all’ingrosso italiani oltre 200 euro per megawattora. La differenza tra i due rincari penalizza soprattutto le lavorazioni termiche, dai trattamenti alla verniciatura, dall’essiccazione alla fonderia, mentre le attività prevalentemente elettriche rimangono esposte alla volatilità perché il prezzo italiano dell’elettricità segue ancora quello del gas.
Budget 2027, il nodo delle clausole di adeguamento energetico
Per le manifatture lombarde, la preparazione del budget 2027 richiede di distinguere il rincaro della fornitura dal suo effetto sul costo dei singoli prodotti. La verifica indicata dalla fonte riguarda contratti energetici, clausole di indicizzazione verso i clienti e investimenti in autoproduzione. Simulare un gas stabilmente sopra i 60 euro per megawattora permette di valutare quali produzioni assorbirebbero maggiormente l’aumento e su quali contratti considerare clausole di adeguamento, senza trasformare una previsione di mercato in un costo già acquisito.
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