Termosifoni: temperatura e isolamento per contenere i consumi

La notizia in sintesi
- L’accensione dei termosifoni riporta al centro il controllo delle bollette del gas durante la stagione invernale.
- Date di inizio accensione per le principali città
- Temperatura e isolamento termico sono tra gli aspetti da considerare per contenere i consumi.
- Acqua, manutenzione e valvole
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Accensione dei termosifoni: gli aspetti da valutare per contenere le bollette
I termosifoni e il contenimento delle bollette del gas sono al centro dell’attenzione quest’anno. Il tema è come limitare la spesa per il riscaldamento, intervenendo su aspetti che comprendono il controllo della temperatura e l’isolamento termico.
Il risparmio viene quindi affrontato attraverso più elementi, non attraverso una singola soluzione. Per chi si prepara all’accensione, il punto di partenza è distinguere la gestione del riscaldamento dalle caratteristiche della casa, evitando aspettative di riduzione della bolletta non sostenute da dati.
Accensione dei riscaldamenti 2026-2027: date e strategie per ridurre i consumi
Le date indicate dalla normativa rappresentano il periodo massimo nel quale è consentito utilizzare gli impianti termici. I Comuni possono tuttavia anticipare, rinviare o ridurre l’accensione con apposite ordinanze, in base alle temperature e alla qualità dell’aria.
Le date nelle principali città
| Città | Accensione 2026 | Spegnimento | Limite giornaliero |
|---|---|---|---|
| Milano | 15 ottobre | 15 aprile 2027 | 8 ore fino al 30 ottobre; poi 13 ore |
| Torino | 19 ottobre | 15 aprile 2027 | 13 ore |
| Bologna | 1° novembre | 15 aprile 2027* | ordinanza locale |
| Venezia | 15 ottobre* | 15 aprile 2027* | fino a 14 ore |
| Roma | 1° novembre* | 15 aprile 2027* | fino a 12 ore |
| Firenze e Genova | 1° novembre* | 15 aprile 2027* | fino a 12 ore |
| Napoli e Bari | 15 novembre* | 31 marzo 2027* | fino a 10 ore |
| Palermo e Reggio Calabria | 1° dicembre* | 31 marzo 2027* | fino a 8 ore |
*Date corrispondenti ai limiti nazionali della rispettiva zona climatica, salvo ordinanze comunali successive.
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Milano ha autorizzato gli impianti dal 15 ottobre 2026: inizialmente per otto ore al giorno, tra le 5 e le 23, e dal 31 ottobre per un massimo di tredici ore. La temperatura consentita nelle abitazioni è di 19 °C, con una tolleranza di due gradi.
A Torino, a causa delle temperature miti, il Comune ha rinviato l’avvio dal 15 al 19 ottobre, fissando un massimo di tredici ore giornaliere e 19 °C negli edifici residenziali. A Bologna l’accensione è stata invece posticipata al 1° novembre.
In assenza di deroghe locali valgono i limiti nazionali: dalla zona B, con otto ore dal 1° dicembre al 31 marzo, alla zona E, con quattordici ore dal 15 ottobre al 15 aprile.
Il controllo della temperatura riguarda il modo in cui viene gestito il riscaldamento, mentre l’isolamento termico sposta l’attenzione sulle caratteristiche dell’abitazione. Sono due ambiti distinti, entrambi possibili leve per evitare bollette elevate durante l’inverno. Questa distinzione aiuta a leggere il problema senza ridurlo al solo momento in cui si accendono i termosifoni.
Risparmio invernale: le quattro scelte decisive
Temperatura. In casa 19 °C sono normalmente sufficienti. Ridurre il termostato anche di un solo grado può abbassare i consumi indicativamente del 5-10%. È preferibile programmare fasce coerenti con la presenza delle persone, evitando di mantenere l’abitazione alla stessa temperatura per l’intera giornata.
Isolamento. Prima di cambiare la caldaia conviene limitare le dispersioni: guarnizioni alle finestre, cassonetti delle tapparelle isolati, chiusura di persiane e tende durante la notte e pannelli riflettenti dietro i radiatori. I locali vanno arieggiati aprendo completamente le finestre per pochi minuti, anziché lasciandole socchiuse a lungo. Una diagnosi energetica può individuare gli interventi più convenienti; secondo ENEA, una riqualificazione organica dell’involucro può ridurre i consumi fino al 40%.
Manutenzione. Un impianto pulito e regolato consuma meno ed è più sicuro. Occorre rispettare le scadenze indicate dal manutentore, dal produttore e dalle norme regionali, verificare pressione e filtri, spurgare l’aria dai radiatori e controllare che termosifoni e caldaia lavorino correttamente. La manutenzione non coincide sempre con il controllo dei fumi: periodicità e adempimenti dipendono dal tipo e dalla potenza dell’impianto.
Valvole termostatiche. Consentono di regolare ogni stanza separatamente. In molti modelli la posizione 3 corrisponde approssimativamente a 19-20 °C, ma la scala va verificata sul manuale. È inutile impostarle tutte al massimo: meglio ridurre la temperatura nelle stanze poco utilizzate, tenere chiuse le porte tra ambienti regolati diversamente e non coprire le valvole con tende o mobili. ENEA stima che un impiego corretto possa ridurre i consumi fino al 20%.
La sequenza più efficace è semplice: prima correggere orari e temperature, poi eliminare le dispersioni, effettuare la manutenzione e bilanciare radiatori e valvole. Solo successivamente conviene valutare interventi più costosi, come isolamento strutturale, sostituzione degli infissi o rinnovo del generatore.
La lettura più prudente è considerare questi temi come una mappa degli aspetti da approfondire, non come un programma operativo già definito. L’aspetto centrale rimane l’attenzione a più fattori della spesa invernale: gestione della temperatura, condizioni dell’abitazione e cura dell’impianto.
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