Contributi: sanzioni ridotte per paga in ritardo

di Walter Quattrocchi -

Dopo il taglio dei tassi da parte della Bce, nella maggior parte dei casi si applica l’aliquota del 5,5%, contro il 5,75% precedente

Sanzioni ridotte per chi omette o ritarda il pagamento dei contributi previdenziali: è un effetto dell’abbassamento del costo del denaro ad opera della Banca centrale europea, che a marzo scorso ha portato i tassi a zero.

L’Inps ha dunque modificato le sanzioni civili.

In particolare, la sanzione del 5,5% (contro il 5,75% precedente) si applica nei seguenti casi:
– nel caso di pagamento in misura inferiore o ritardato pagamento di contributi;
– se la denuncia della situazione debitoria è effettuata spontaneamente, prima di contestazioni o richieste e comunque entro 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi, e purché il versamento dei contributi sia effettuato entro 30 giorni dalla denuncia stessa, si applica la medesima misura del 5,5% annuo;
– nei casi di mancato o ritardato pagamento di contributi derivanti da oggettive incertezze connesse a contrastanti orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sulla ricorrenza dell’obbligo contributivo, sempreché il versamento dei contributi sia effettuato entro il termine fissato.

Resta confermata, in caso di evasione, la misura della sanzione civile pari al 30% annuo, nel limite massimo del 60% dell’importo dei contributi non corrisposti entro la scadenza di legge.

Con riferimento alle richieste di rateazioni presentate a decorrere dal 16 marzo 2016, l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al pagamento dilazionato dovrà essere calcolato al tasso del 6% annuo (in precedenza era pari al 6,50% annuo).

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