Banco Popolare: al via l’aumento di capitale

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L’operazione da un miliardo si chiuderà il 22 giugno. Obiettivo, rafforzare il patrimonio in vista della fusione con Bpm

Parte oggi l’aumento di capitale da un miliardo di euro (per la precisione 996,34 milioni) del Banco Popolare. Le nuove azioni sono emesse al valore di 2,14 euro l’una, con uno sconto del 29,3% rispetto al Terp (il valore dell’azione al netto dei diritti). Per i vecchi soci l’opzione è di nove nuove azioni ogni sette già possedute.

I diritti saranno negoziabili fino al 16 giugno, mentre l’aumento potrà essere sottoscritto fino al 22 giugno.

L’operazione è stata voluta dalla Bce (alla quale spetta la vigilanza sulle banche dell’Unione europea) in vista delle nozze con la Banca popolare di Milano, una fusione, prevista per il prossimo autunno, dalla quale nascerà il terzo gruppo bancario italiano.

Il Banco popolare ha i conti appesantiti da una massa importante di crediti deteriorati, o non performing loan (Npl): di qui, secondo la Bce, la necessità di dotarsi di “spalle più forti”.

Come ricorda il prospetto informativo dell’aumento di capitale, “la Bce ha richiesto che la nuova capogruppo, sin dall’inizio abbia una forte dotazione patrimoniale che consenta di fronteggiare condizioni finanziarie avverse” e che “disponga di un convincente piano di riduzione dell’attuale elevato ammontare di crediti deteriorati, che non potranno essere più elevati o caratterizzati da un livello di copertura inferiore al valore medio delle banche italiane di equivalente importanza”.

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Il prospetto rivela inoltre che il 12 maggio scorso gli ispettori Bce hannoeffettuato una nuova verifica sul Banco, per valutare la gestione dei rischi di credito, il sistema di controllo dei rischi e l’accuratezza delle modalità di calcolo della posizione patrimoniale.

Il prospetto inoltre non esclude la possibilità che la vigilanza europea avanzi richieste di modifica del piano strategico, che potrebbero avere un impatto negativo sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della nuova capogruppo o sulla realizzabilità stessa della fusione con Bpm.

Questa mattina, dopo un avvio in netto calo (meno 2%, dopo il meno 5% di venerdì scorso) i titoli del Banco viaggiano in lieve ribasso (meno 0,29%), a 2,926 euro. Più marcato il ribasso dei diritti, scesi del 13% a 0,88 euro dal prezzo di riferimento a 1,02 euro. A vendere i diritti, scrive Reuters, potrebbero essere i piccoli azionisti.

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