Milano passa in rosso con le banche

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A metà mattina l’indice Ftse Mib cede lo 0,7%. Giù Mediobanca, Unicredit, Ubi e Intesa

Dura poco il tentativo di rimbalzo del listino milanese, reduce dal venerdì più nero della sua storia: dopo un avvio in timido rialzo, le vendite tornano a prevalere e l’indice principale segna, a metà mattina, un calo dello 0,66%. I ribassi più consistenti sono una volta di più del comparto bancario, e in particolare di Unicredit, Ubi, Intesa e Mediobanca, che cedono intorno al 5%. Negli altri comparti spicca il ribasso di Yoox, a meno 5,6%. Positivi gli energetici con Eni, Terna e Snam.

Negativi anche gli altri listini europei e in particolare Londra, giù dello 0,8%.

Nella prima seduta della settimana, intanto, Tokyo ha recuperato terreno rispetto a venerdì, quando il Nikkei aveva ceduto l’8%. Questa mattina l’indice principale della borsa giapponese ha guadagnato il 2,4%. Nel resto dell’Asia, positiva anche Shanghai, per quasi un punto percentuale, mentre Hong Kong ha ceduto lo 0,6%.

Sul fronte delle valute si registra un nuovo forte calo della sterlina, che venerdì, nell’immediatezza dei risultati del referendum sul Brexit, ha perso il 10% toccando il livello più basso, verso il dollaro, dal 1985. In avvio di giornata la valuta britannica perde il 2%, a 1,3404 sul dollaro; contro l’euro il cambio è a 1,2153 (meno 1,3%). L’euro cede intanto terreno sul dollaro a 1,1028 (meno 0,8%). Lo yuan è stato inoltre svalutato dalla Banca centrale cinese che ha deciso un calo dello 0,9% a 6,6375 contro il dollaro (l’istituto ha la facoltà di intervenire sulla valuta, entro un range giornaliero del più o meno 2%).

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Prosegue la corsa ai beni rifugio: l’oro, già in rialzo dell’8% venerdì, ha iniziato la giornata con un aumento dell’1,5% a 1335,5 dollari l’oncia.

Sul mercato obbligazionario, partenza stabile per lo spread fra i titoli di stato decennali spagnoli e il Bund tedesco. Il voto spagnolo ha registrato una vittoria a sorpresa del Pp, che non conquista però la maggioranza in Parlamento; il Bonos rende 167 punti base in più rispetto al Bund, lo stesso livello della chiusura di venerdì. Quanto ai titoli di stato italiani, lo spread tra Btp e Bund è stabile, da venerdì, a 160 punti base: i Btp rendono l’1,51%, mentre i decennali tedeschi hanno un tasso negativo di circa meno 0,08%.

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