Le differenze nella ripresa: geografiche, settoriali e non solo

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Le ultime indagini economiche di maggio (PMI flash, indicatori sul sentiment dei consumatori e delle imprese) hanno lasciato intendere come l’economia globale si stia dirigendosi sempre più verso una ripresa molto solida che si dispiegherà nel corso del 2° e del 3° trimestre dell’anno, sostenuta da fondamentali robusti. Di base, lo sviluppo della campagna vaccinale – vale a dire una pre-condizione della ripresa stessa – ha mantenuto un ritmo sostenuto nella maggior parte delle economie sviluppate, con la zona Euro che nell’ultimo mese ha iniziato a recuperare terreno su questo fronte rispetto al Regno Unito e agli Stati Uniti.

Detto questo, la ripresa si è dimostrata disomogenea tra Paesi e regioni. Le divergenze sono state particolarmente pronunciate tra le economie emergenti e quelle sviluppate, riflettendo le diverse capacità di attingere alle risorse necessarie per contenere la pandemia e sostenere la ripresa. Nel frattempo, con un percorso di ripresa tracciato, la divergenza tra il settore dei servizi e quello manifatturiero ha iniziato a ridursi, con il primo che sta ormai raggiungendo il secondo. Nel complesso, la crescita globale del Pil è probabile si attesterà verso un +6% quest’anno, anche se i rischi non mancano. Nel breve termine, l’evoluzione della questione pandemica è ancora fonte di incertezza, come dimostrano le difficoltà nel contenere la pandemia in India e all’interno di altre economie emergenti. Adottando una prospettiva di medio termine, non è ancora chiaro se gli stimoli fiscali riusciranno a risollevare la crescita della produttività e a permettere un’espansione più green ed inclusiva.

È probabile che l’impostazione di politica monetaria rimanga accomodante nel prossimo futuro, dato che le Banche centrali sembrano determinate a guardare oltre il recente rialzo dell’inflazione. In particolare, i funzionari della Fed sono stati molto coerenti di recente nel definire questo fenomeno come “temporaneo” e nel sottolineare la rilevanza il tema che riguarda la piena occupazione per il proprio mandato. Poiché l’economia statunitense continua a migliorare, la Fed dovrà però ridurre gradualmente l’intonazione accomodante in termini di politica monetaria, iniziando a rallentare il ritmo dei propri acquisti di asset. Secondo i funzionari della Fed, se l’economia continuerà a mostrare solidità, la discussione in tema di tapering inizierà nelle prossime riunioni, portando probabilmente all’attuazione di una stretta all’inizio del prossimo anno.

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