Reddito fisso: vento in poppa per l’Europa

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Dopo aver seguito la ripresa post-Covid nelle altre regioni del mondo, ora ci aspettiamo che l’Europa sovraperformi grazie ad alcuni elementi fondamentali chiave. Questo è di buon auspicio per il credito europeo e in particolare per i segmenti a reddito più elevato, come l’high yield e gli AT1.

L’implementazione globale dei piani vaccinali ha avuto un impatto positivo sulle economie. Fino ad oggi l’Europa è rimasta indietro, ma con l’aumento della produzione e la distribuzione destinata ad accelerare, è probabile che l’obiettivo della Commissione europea di vaccinare il 70% dei cittadini europei entro la fine di settembre 2021 venga superato. Ciò consentirà di proseguire nella riapertura delle economie, a beneficio in particolare del settore dei servizi. Inoltre, come conseguenza dei lockdown e dell’impossibilità forzata di fare acquisti o di viaggiare, i tassi di risparmio in Europa sono aumentati in modo spettacolare, quasi raddoppiando rispetto ai livelli abituali. Ci aspettiamo che questi risparmi in eccesso vengano spesi, ed è probabile che i guadagni marginali maggiori si registrino nei Paesi europei periferici, più dipendenti dal turismo. A livello macro, anche l’Europa dovrebbe beneficiare della sua grande economia aperta e del fatto che i suoi due maggiori partner commerciali, Stati Uniti e Cina, sono più avanti sulla via della crescita.

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Sebbene sul versante dei consumi lo scenario sia positivo, ci aspettiamo che le misure di stimolo monetario e fiscale vengano mantenute. La BCE manterrà l’allentamento finanziario e il quantitative easing, e l’Eurotower non dovrebbe aumentare il tasso di deposito per diversi anni, muovendosi molto più lentamente della Federal Reserve. Sul fronte fiscale, entro la fine di quest’anno dovrebbero arrivare i primi pagamenti del Recovery Fund, schema paneuropeo di sovvenzioni e prestiti consistenti ai Paesi più colpiti dal COVID-19. Ciò dovrebbe contribuire a stimolare gli investimenti e quindi ad irrobustire ulteriormente il PIL. Anche se queste e altre misure, come le interruzioni della supply chain e gli effetti base, possono portare a un aumento dell’inflazione core, ci aspettiamo che tale incremento sia temporaneo, dati i venti contrari strutturali in Europa, fra cui un mercato del lavoro ostinatamente fiacco. Pertanto, i governanti possono pazientare, senza affrettarsi a stringere le condizioni finanziarie in anticipo: un errore che la BCE ha fatto in passato e che non intende ripetere.

Il contesto per il credito è  pertanto positivo. Poichè si prevede un’accelerazione della crescita, i ricavi e gli utili delle aziende europee dovrebbero aumentare. Allo stesso tempo, il costo del debito rimarrà basso rispetto ai livelli storici. Il segmento high-yield europeo ha fatto registrare performance molto positive nonostante la gravità della crisi, ed è riuscito ad evitare un numero eccessivo di default grazie a diversi ed efficaci piani governativi di sussidi. Prevediamo che il trasferimento del rischio dal bilancio del settore pubblico a quello del settore privato sarà agevole, dato il contesto economico favorevole, consentendo all’high yield europeo di continuare a generare reddito per gli investitori, evitando un’ondata secondaria di default.

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Anche le obbligazioni AT1 – il debito bancario subordinato –  dovrebbero garantire buone performance nel medio termine. Oltre a godere di un ambiente positivo a livello macro, sul piano aziendale le banche hanno recentemente registrato utili molto positivi, con la maggior parte degli istituti che ha superato le attese e che continua a mantenere coefficienti di capitale elevati. Gli AT1 rappresentano un segmento del reddito fisso che si distingue, dato che gli spread offerti oggi non hanno recuperato i minimi pre-Covid, rendendo l’asset class particolarmente attraente.

In conclusione, l’Europa è rimasta indietro nella corsa alla ripresa post-Covid, anche se ci sono segnali incoraggianti di un cambiamento. Visti i numerosi venti di coda a favore dell’Europa, incoraggiamo gli investitori a considerare il mercato europeo del reddito fisso, e in particolare i segmenti a reddito più elevato, come un’opportunità nel medio termine.

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