La Cina punta a una crescita del 5%, la chiave saranno digitale, green e unicorni

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Il 1° trimestre del 2023 è stato il primo completo da quando sono state rimosse le restrizioni pandemiche in Cina. La crescita del PIL nel trimestre ha sorpreso il mercato in positivo e questi dati dimostrano che l’economia cinese si sta riprendendo in modo solido. Secondo il consenso del mercato, la Cina dovrebbe registrare una crescita del PIL superiore all’8% nel secondo trimestre e di circa il 6% nel 2023. Riteniamo che questo obiettivo sia raggiungibile se la banca centrale e i responsabili delle politiche fiscali cinesi si attiveranno, fornendo uno stimolo fiscale più aggressivo e investendo nelle infrastrutture verdi, anche per contribuire alla creazione di nuove opportunità di lavoro.

Il ruolo dell’economia digitale

L’economia digitale cinese rappresenta circa il 40% della crescita del Paese. Ampi settori dell’economia digitale hanno sperimentato un ciclo di forte regolamentazione nel biennio 2021/2022, ma la buona notizia è che quel ciclo è ormai finito. L’Assemblea Nazionale del Popolo (NPC), tenutasi a marzo di quest’anno, ha nominato nuovi leader con una vasta esperienza nel settore privato e nelle tecnologie, e che hanno accolto in Cina investimenti internazionali e alcune delle principali aziende globali. Le politiche annunciate dall’NPC e dalle riunioni successive hanno fissato per quest’anno l’obiettivo di crescita del 5% del PIL e la creazione 12 milioni di posti di lavoro. Tutte queste iniziative richiedono che i settori dell’economia digitale siano trainanti e contribuiscano al raggiungimento dell’obiettivo.

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L’importanza della transizione verde e il mercato delle emissioni

L’obiettivo della neutralità nelle emissioni di CO2 fa parte della strategia nazionale della Cina ed è stato ripetutamente sottolineato nelle recenti riunioni della leadership. La Cina ha compiuto notevoli progressi nel controllo delle emissioni ed è diventata leader mondiale su più fronti, come nel settore dei veicoli elettrici (EV) e delle energie rinnovabili. La Cina è oggi il più grande mercato di veicoli elettrici al mondo e si prevede che crescerà enormemente negli anni e nei decenni a venire. Per questo motivo, la Cina ha sempre più bisogno di fissare un prezzo alle emissioni di CO2. Il suo mercato di scambio di emissioni (ETS), lanciato nel 2021, copre le principali città/province ad alta esposizione industriale. Prevediamo che l’ETS diventerà accessibile agli investitori e che sarà istituito un meccanismo di determinazione dei prezzi guidato dal mercato per promuovere gli sforzi di riduzione delle emissioni in tutta la Cina.

L’ascesa degli unicorni cinesi

L’innovazione tecnologica è l’area chiave per lo sviluppo in Cina, poiché è stata e sarà sempre la Cina a dover recuperare il ritardo rispetto alle controparti internazionali. In alcuni settori si è rivelato impegnativo e l’impatto è significativo. Ad esempio, gli sforzi di R&S nei semiconduttori potrebbero richiedere diverso tempo per essere concretizzati. Il governo cinese ha introdotto significativi incentivi per incoraggiare i migliori talenti del settore a tornare in patria e contribuire alle aree chiave dello sviluppo. Il risultato sarà da valutare strada facendo, ma l’intenzione è molto chiara. Agli unicorni cinesi è stato offerto un sostegno completo, tra cui politiche di incentivazione fiscale per le aziende, rimborsi per le spese di R&S e opportunità di finanziamento pubblico per la quotazione in borsa. L’ambiente macro è ora favorevole alla crescita ed è ora il turno, per le aziende, di fornire risultati.

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