La protesta dei frontalieri italiani per la nuova tassa sulla salute

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A Como protestano i frontalieri italiani: «Abrogare la tassa sulla salute e stabilire salari più equi»

La manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil e dai sindacati svizzeri: Il salario medio dei frontalieri in Ticino è inferiore del 20% rispetto a quello dei residenti nel Canton Ticino. I sindacati italiani e svizzeri manifestano uniti a Como contro “l’ingiusta tassa sulla salute” e per chiedere “il rispetto dell’accordo fiscale sottoscritto nel 2020 e diventato legge nel mese di luglio del 2023”.

Nel dicembre scorso, nell’ambito della legge di bilancio, il governo italiano ha approvato una tassa sulla salute per i frontalieri. La tassa riguarda i frontalieri che hanno iniziato a lavorare oltreconfine prima dell’entrata in vigore del nuovo accordo fiscale, ovvero la stragrande maggioranza del totale. “La tassa è in aperto contrasto con i contenuti del neonato accordo fiscale e introduce un meccanismo illecito di doppia tassazione, contrario al modello adottato dai Paesi Ocse” dichiarano i sindacati. In particolare si profila una doppia imposizione.

I privilegi fiscali dei frontalieri italiani

I frontalieri italiani che lavorano in Svizzera godono di alcuni privilegi fiscali, grazie a specifici accordi tra i due Paesi. Questi accordi mirano a evitare la doppia imposizione e a regolare il trattamento fiscale di questi lavoratori transfrontalieri: l’imposta alla fonte sul loro reddito in Svizzera viene trattenuta direttamente dal datore di lavoro svizzero. L’aliquota varia a seconda del cantone svizzero di residenza del datore di lavoro, ma generalmente è più bassa rispetto alle aliquote italiane. Gli accordi fiscali bilaterali tra Italia e Svizzera stabiliscono che la Svizzera tratterrà una percentuale del reddito come imposta alla fonte; conseguentemente i frontalieri italiani possono beneficiare di un credito d’imposta in Italia per le imposte pagate in Svizzera. Questo significa che le imposte pagate in Svizzera possono essere detratte dall’imposta sul reddito dovuta in Italia, evitando così la doppia imposizione.

I frontalieri che risiedono in una zona di frontiera (finora definita come una fascia di 20 km dal confine) possono godere di ulteriori agevolazioni fiscali. Questi lavoratori possono usufruire di una detrazione fiscale specifica per frontalieri, che riduce ulteriormente l’imposta sul reddito in Italia.

Però i frontalieri devono contribuire ai sistemi previdenziali sia in Svizzera sia in Italia. Tuttavia, gli accordi precedenti di sicurezza sociale tra i due Paesi prevedevano di evitare la doppia contribuzione per le prestazioni sanitarie.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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