Commento Robeco – Pre-Fed

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I titoli dei giornali sulle tariffe doganali USA hanno mantenuto elevata la volatilità dei mercati. Una cosa è certa: le tariffe sugli scambi commerciali con gli Stati Uniti saranno più elevate rispetto al 2 aprile. Le condizioni economiche sono diventate più incerte, indipendentemente dall’esito delle attuali trattative commerciali. Ciò pone la Fed in una situazione in cui sarà costretta a scegliere tra un aumento dell’inflazione indotto dalle tariffe doganali e un rallentamento della crescita.

Dopo aver allentato la politica monetaria di 100 punti base nel secondo semestre del 2024, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha mantenuto invariata la fascia obiettivo per il tasso sui FED funds al 4,25-4,50%. La decisione di mantenere invariati i tassi a maggio è stata segnalata e motivata dalla persistente combinazione di un’inflazione “leggermente elevata” e condizioni “solide” del mercato del lavoro, in un contesto di “accresciuta” incertezza circa l’entità dell’aumento dei prezzi al consumo e del rallentamento della crescita causati dai dazi sulle importazioni. Tuttavia, la dichiarazione ha riconosciuto che sono aumentati i rischi di un inasprimento della disoccupazione e di un’accelerazione dell’inflazione. In altre parole: uno scenario in cui gli obiettivi del doppio mandato della Fed sono in tensione.

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Il presidente Powell ha ribadito che la Fed non ha fretta di adeguare la propria politica monetaria e sta aspettando maggiore chiarezza. Poiché la sospensione dei dazi reciproci per 90 giorni non scadrà prima di luglio, sembra probabile un’altra pausa della Fed a giugno. Tuttavia, dato il rischio di un aumento della disoccupazione a seguito del calo delle aspettative di assunzioni da parte delle imprese e la probabile volontà della Fed di evitarlo, la nostra ipotesi principale prevede una ripresa del ciclo di allentamento monetario entro settembre, con un taglio dei tassi complessivi di 100 punti base entro la primavera del 2026.

Assegniamo una probabilità del 30% a uno scenario di recessione, in cui potrebbero concretizzarsi tagli dei tassi più consistenti. Al contrario, riteniamo che vi sia una probabilità del 25% che la Fed mantenga i tassi di interesse invariati fino al prossimo anno, potenzialmente in risposta a un nuovo aumento delle aspettative di inflazione. In particolare, i mercati dell’inflazione stanno attualmente scontando un aumento dell’inflazione dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti al 3,6% entro settembre, in aumento rispetto al 2,4% del mese scorso.

Considerando questi scenari, la nostra proiezione ponderata sulla probabilità per il tasso dei FED Funds è leggermente superiore a quanto il mercato sta attualmente prezzando per la seconda metà del 2025, ma inferiore alle aspettative di mercato per il 2026.

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