Fondi per le startup: come e dove cercarli? Il nuovo libro di Francesco Di Gennaro per accedere con successo ai finanziamenti pubblici.

Redazione -

Fondi per le startup: come e dove cercarli?

Quali sono le principali forme di supporto economico disponibili oggi? Esistono strumenti specifici per startup che puntano su tecnologia e sostenibilità? Quali opportunità sono offerte a livello nazionale e quali invece dall’Unione Europea?

A queste domande risponde Francesco Di Gennaro nel volume “Alla ricerca del fondo perduto – Come trovare, capire e vincere i bandi che nessuno ti spiega” (Edizioni Lswr), testo che vuole supportare le imprese che desiderano comprendere e accedere con successo ai finanziamenti pubblici.

Un capitolo del libro è proprio dedicato alle startup e l’autore offre una panoramica completa dei fondi a disposizione e dei settori più promettenti.

Cosa sono le startup innovative?
Le startup innovative rappresentano oggi una delle realtà più supportate nel panorama della finanza agevolata, grazie al loro potenziale di scalabilità e innovazione. Introdotte in Italia dal Decreto Crescita 2.0 del 2012, per essere riconosciute ufficialmente devono soddisfare requisiti precisi (meno di 5 anni, attività innovativa ad alto valore tecnologico, investimenti in R&S, personale qualificato o proprietà intellettuali).

Le startup iscritte all’apposito registro hanno accesso a numerosi vantaggi: agevolazioni fiscali, facilitazioni nell’accesso al credito, contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato. Inoltre, godono di strumenti dedicati come il Fondo Nazionale Innovazione e incentivi per chi investe in esse (es. detrazione IRPEF del 30%).


Fondi per startup innovative: quali sono?
Le startup innovative possono accedere a bandi e agevolazioni specifici pensati per incentivare l’innovazione e la competitività, sia a livello nazionale che europeo.

Due esempi chiave:

  1. Horizon Europe (livello europeo): programma di finanziamento dell’UE che supporta progetti di ricerca e sviluppo in settori ad alto contenuto tecnologico. Offre alle startup l’opportunità di accedere a finanziamenti rilevanti, collaborazioni internazionali e mercati esteri.
  2. Smart&Start Italia (livello nazionale): gestito da Invitalia, fornisce contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati fino all’80% delle spese (90% nel Mezzogiorno). Oltre al sostegno economico, offre accompagnamento e tutoraggio per aiutare le startup a crescere e strutturarsi. Sono previste ulteriori agevolazioni per chi opera in settori strategici come ICTsostenibilità ed energia verde.
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Le startup dei “settori emergenti”
Un ambito in forte crescita per l’accesso ai finanziamenti è quello delle startup attive nella sostenibilità ambientale e nelle tecnologie verdi, in linea con le politiche del Green Deal europeo e le priorità italiane.

Le aree più finanziate includono:

  • energie rinnovabili,
  • gestione dei rifiuti,
  • efficienza energetica,
  • economia circolare.

Le startup attive in questi settori possono ottenere contributi per ricerca, sviluppo e implementazione di soluzioni a basso impatto ambientale.

Due strumenti chiave:

  1. Programma LIFE (UE): principale fondo europeo per l’ambiente e il clima, sostiene progetti innovativi legati alla protezione ambientaleclima e uso efficiente delle risorse.
  2. PNRR italiano: prevede finanziamenti specifici per startup in economia circolaremobilità sostenibile e digitalizzazione green, puntando a costruire un ecosistema imprenditoriale orientato alla transizione ecologica.

Startup su tecnologie digitali e sostenibilità
La sostenibilità è oggi uno dei principali motori di sviluppo per le nuove imprese, e le tecnologie digitali giocano un ruolo fondamentale per renderla possibile. Molti degli incentivi rivolti alle startup e ai settori innovativi puntano proprio sull’unione tra sostenibilità e trasformazione digitale.

Tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things (IoT) e il machine learning stanno diventando strumenti indispensabili per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e promuovere nuovi modi di produrre e consumare in modo più responsabile.

A livello europeo e nazionale, ci sono molti bandi che incentivano l’uso di queste tecnologie per favorire la transizione ecologica. Ad esempio, il programma Digital Europe sostiene progetti che combinano digitale e sostenibilità, come quelli per l’agricoltura intelligente, la mobilità sostenibile e la gestione efficiente delle risorse naturali.

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Per le startup, questa integrazione rappresenta un’opportunità unica per essere protagoniste dell’innovazione e ottenere finanziamenti per crescere. Questo vale in particolare per chi lavora in settori come le smart city, la mobilità elettrica, l’agritech o le energie rinnovabili, dove le tecnologie avanzate e le soluzioni green si incontrano.

Oggi ci sono strumenti finanziari e agevolazioni mai viste prima per chi vuole innovare in modo sostenibile. Ma per avere successo serve anche visione strategica: le imprese devono saper combinare innovazione, digitalizzazione e rispetto per l’ambiente, adattandosi a un mercato sempre più competitivo.

Intelligenza artificiale e blockchain
Tra le tecnologie che stanno trasformando il nostro mondo ci sono senza dubbio l’intelligenza artificiale (AI) e la blockchain. Dalla sanità all’industria, dai servizi finanziari all’energia, queste tecnologie stanno rivoluzionando il modo in cui lavoriamo, produciamo e interagiamo.

Le startup che operano in questi ambiti hanno un potenziale enorme, ma devono affrontare costi elevati per ricerca, sviluppo, infrastrutture e personale. In questo contesto, la finanza agevolata può fare la differenza.

In Italia, esistono numerosi strumenti pensati proprio per sostenere progetti ad alto contenuto tecnologico. Un esempio è Smart&Start Italia, che offre contributi a fondo perduto e prestiti agevolati alle startup innovative, comprese quelle che lavorano su AI e blockchain.

L’intelligenza artificiale trova applicazione in tantissimi ambiti: automazione dei processi, analisi dei dati, modelli predittivi, gestione efficiente delle risorse. Le imprese che investono in AI possono beneficiare di agevolazioni previste dal Piano Nazionale Transizione 4.0, che copre anche l’acquisto di tecnologie e la formazione del personale.

Molte startup italiane stanno sviluppando soluzioni di AI rivolte direttamente al mercato. È il caso di aziende come Cortexica e Cynny, che hanno creato sistemi per il riconoscimento delle immagini, attirando investitori e grandi imprese. In questi casi, il supporto economico iniziale è stato fondamentale per far crescere l’idea e testare il prodotto.

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Anche la blockchain, spesso legata alle criptovalute, ha molte altre applicazioni: può garantire la tracciabilità dei prodotti nelle catene di fornitura, tutelare la proprietà intellettuale, gestire i contratti digitali (smart contracts) e supportare la finanza decentralizzata (DeFi).

Le startup italiane che sviluppano soluzioni blockchain possono accedere a fondi europei come Horizon Europe e Digital Europe, pensati per promuovere progetti tecnologici nei settori strategici come sanitàenergia e pubblica amministrazione. Ad esempio, chi lavora sulla gestione sicura dei dati sanitari con la blockchain può ottenere finanziamenti per contribuire alla digitalizzazione del sistema sanitario.

Anche molte Regioni italiane, come Lazio o Lombardia, offrono bandi locali per sostenere l’innovazione tecnologica: si tratta di contributi a fondo perduto per l’acquisto di tecnologie e la formazione di personale.

Infine, accanto ai fondi pubblici, ci sono anche partnership con grandi aziende e fondi di venture capital che investono nelle startup tecnologiche. In questi casi, la finanza agevolata pubblica può fungere da leva per attrarre investimenti privati e accelerare lo sviluppo di soluzioni sempre più avanzate e competitive.

L’autore
Francesco Di Gennaro, imprenditore e Startup Mentor, è co-fondatore di ClickBando, società specializzata in finanza agevolata, fondata nel 2022 insieme a Lorenzo Rossi. Ha collaborato come consulente con alcune delle più importanti realtà imprenditoriali italiane, sviluppando competenze avanzate nel ruolo di Grant Manager, sia nel campo dei bandi pubblici che nel reperimento di capitali attraverso canali di finanza alternativa. È stato giornalista per la rivista Millionaire, co-fondatore di Hug Italia e mentor presso Team4Idea, piattaforma di matching tra imprenditori e startup.

Il libro
Alla ricerca del fondo perduto – Come trovare, capire e vincere i bandi che nessuno ti spiega
Edizioni Lswr
114 pagine, isbn 9791254912492
19.90 euro

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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