Rapporto Opyn – Ipsos sulle aziende italiane. L’innovazione a diverse velocità: gli investimenti in digitalizzazione

Le imprese italiane si muovono in un contesto ambivalente. Da un lato, lo stato di salute delle aziende italiane è tutto sommato positivo e la propensione all’investimento cresce nelle medie imprese del 7% annuo nel 2024 e del 14% nelle grandi. Dall’altro, lo scenario complessivo, dominato da una grande incertezza geopolitica e, di conseguenza, economica, condiziona il clima operativo andando a influire in maniera negativa sulla situazione aziendale.

Lo stato di salute delle aziende italiane è positivo, ma in peggioramento. Si mantiene sempre alta e in crescita la propensione delle medie e grandi imprese ad investire in futuro, soprattutto in digitalizzazione.

Aziende che si dichiarano “in salute” – voti da 7 a 10

Si mantiene sempre alta e in crescita la propensione delle medie e grandi imprese ad investire in futuro, soprattutto in digitalizzazione

A questo si aggiunge la spinta delle aggregazioni bancarie in corso, con una conseguente razionalizzazione delle procedure nel settore del credito. Ciò determina l’effetto generale di ridurre la presenza territoriale degli istituti e, quindi, il fattore di relazione diretta con le aziende, a favore di processi automatizzati, più oggettivi e standardizzati.
In questo contesto, l’investimento in tecnologia e digitalizzazione risulta essere una priorità, figurando tra le prime tre voci d’investimento per grandi e medie imprese, e continua ad essere percepito come uno dei fattori decisivi, insieme alla formazione, per la competitività delle aziende. Sono in particolare quelle medio-grandi a cogliere, in misura crescente ed in ottica prospettica, le grandi opportunità offerte dalla tecnologia a dispetto della consapevolezza dei rischi connessi.

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Antonio LafioscaCOO e Co-fondatore di Opyn, ha commentato: “Dalla nostra indagine emerge un sistema ancora in transizione: le banche spingono sull’AI per guadagnare efficienza e capacità predittiva, mentre le aziende ne colgono il potenziale ma si confrontano con ostacoli culturali e organizzativi. Il futuro della gestione del credito sarà ibrido: algoritmi potenti e controllo umano dovranno convivere per garantire affidabilità, trasparenza e fiducia.

Nel 2024 sono stati più alti gli investimenti delle medie e grandi imprese rispetto alle altre aziende, anche in tecnologia informatica e digitalizzazione

Anche se l’Italia nel suo complesso rimane indietro nell’adozione, la familiarità con i prodotti basati sull’AI è in costante crescita, parallelamente alla domanda di innovazione.
I dati Ipsos confermano il rapporto 2024 dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano che stima nel 2023 investimenti in AI in Italia per 760 milioni di euro, con una crescita complessiva del 52% rispetto al 2022.
Le applicazioni si concentrano su chatbot, recommendation system, AI generativa, data analytics e riconoscimento immagini. Tuttavia, l’adozione resta spesso limitata a progetti pilota con investimenti ancora contenuti.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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