A Strasburgo mozione di sfiducia per Ursula von der Leyen: critiche sulla gestione del Mercosur

Redazione -

La stampa internazionale osserva il segnale politico, pur sottolineando le scarse probabilità di successo della censura.

Negli ultimi giorni il Parlamento europeo di Strasburgo ha inserito all’ordine del giorno una nuova mozione di sfiducia nei confronti della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e del suo collegio di commissari. Il voto previsto nel corso della plenaria del Parlamento, e si inserisce in un contesto di crescente tensione politica tra alcune forze dell’Eurocamera e l’esecutivo comunitario.

La mozione è stata promossa dal gruppo di destra radicale Patrioti per l’Europa (PfE), che contesta soprattutto la gestione da parte della Commissione dell’accordo commerciale tra Unione Europea e paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). Secondo i firmatari, l’intesa commerciale — negoziata per oltre due decenni e in attesa di ratifica — metterebbe a rischio la cosiddetta sicurezza alimentare europea e danneggerebbe i produttori agricoli dell’UE.

La mozione di censura, pur formalmente in discussione, ha probabilmente scarse possibilità di passare, perché richiede una maggioranza qualificata di due terzi dei voti espressi — un ostacolo difficile da superare senza l’appoggio di gruppi centrali come il Partito Popolare Europeo (PPE), i Socialisti e Democratici (S&D) e Renew Europe che sostengono di fatto la Commissione. In passato, iniziative simili — comprese quelle promosse da PfE e da gruppi di sinistra — non hanno raggiunto il risultato richiesto, con risultati di voto molto lontani dalla soglia necessaria.

Perché si torna a parlare di sfiducia

Le critiche contro von der Leyen arrivano da più fronti politici. Da una parte il gruppo PfE e altri parlamentari conservatori e sovranisti sostengono che la Commissione abbia ignorato le preoccupazioni dei Parlamenti nazionali e dell’Europarlamento sul Mercosur, procedendo con la firma e la promozione dell’accordo senza adeguati pareri politici. Dall’altra parte, alcune forze di sinistra e ambientaliste — pur non partecipando direttamente alla presente mozione — avevano già espresso forti riserve nei mesi scorsi sulla stessa politica commerciale e su altri dossier come l’azione climatica e la difesa dei diritti umani.

La stampa internazionale ha commentato l’evento come un segnale del crescente malessere politico in Parlamento, ma non come una reale minaccia al mandato dell’esecutivo comunitario. Testate come Euronews e Bluewin sottolineano che questa è la quarta mozione di sfiducia nei confronti della Commissione di von der Leyen nell’arco di circa sei mesi, ma che le precedenti non sono riuscite ad ottenere il supporto necessario per sfiduciare l’intero collegio esecutivo.munitaria.